True colors

Ogni genitore in cuor suo SA che arriverà quel momento. Ovviamente lo sa anche Seavessi, e come da copione ha cominciato a preoccuparsene quando ancora l’Infanta la prendeva a calci dal di dentro.
Il momento in cui l’amata progenie comincerà a fare domande imbarazzanti, in genere prive di risposta o almeno prive di risposte agibili per gente alta meno di un metro.

Qualche anima pia all’epoca rassicurò Seavessi, prospettandole che la temuta epoca dei pecché cominciasse intorno ai quattro anni.

Se lo dicono anche a voi, non credeteci. E’ una vile menzogna.

Seavessi se n’è accorta qualche mese fa, orecchiando una conversazione fra l’Infanta e NonnoG, in cui l’Infanta se ne uscì con un _NonnoG tu zei un mazchietto? Allola hai il pizellino? Fai vedele!!!
NonnoG ne uscì traumatizzato e fuggì lasciando dietro la nuvoletta di polvere come il BipBip, e Seavessi seppe che la pacchia era finita.

In realtà, però, Seavessi non temeva tanto le domande pizellino-oriented, quanto le domande sul colore della pelle dei compagni di nido/asilo;  questo perché Seavessi si sentiva più messa alla prova, sentiva di dover trovare risposte meravigliose che spiegassero il valore di un azilo multietnico e la bellezza di avere come amichetti sia Chiara che Fafàn che Eduard.



Ovviamente l’occasione per certi discorsi capita sempre quando una pensa a tutt’altro, ed è così che l’altra sera tutti gli imperativi morali di Seavessi hanno suonato il campanello, sotto forma di ragazzo portatore di pizza.

L’Infanta si precipita, mentre Seavessi infila una felpa e va alla disperata ricerca del portafogli che qualcuno alto meno di un metro ha saccheggiato per giocare alla cassa del supermercato.
Aprono e fanno entrare il portatore di pizza, dai colori scuri e dai tratti evidentemente mediorientali.

Infanta _ciao! Io mi chiamo Infanta, tu come ti chiami?

Tipodellapizza (con fortissimo accento straniero) _ciao, io mi chiamo Achmed!

Infanta _ e come zi chiama la tua mamma? e il tuo papà? E la tua nonna?

Achmed (perplesso) _ ehm… signora sono 18 euro…

Achmed esce di scena

L’Infanta guarda Seavessi coi grandi occhioni interrogativi spalancati. 
Seavessi sente arrivare il domandone finale, si prepara, ecco, le ripassa mentalmente davanti agli occhi qualunque tipo di lettura abbia fatto sull’integrazione in età scolare,  quanto sono buoni gli involtini primamera e le parte in testa un incongruo we are the world we are the children, ecco, Seavessi e pronta…

Infanta _mamma ma Amèd…

Seavessi _sì dimmi amore mio…

Infanta _mamma dizèvo, ma Amèd… di che colole è casa sua?

Infanta, sei melavilliosa.

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10 commenti

Archiviato in educazione, Infanta

10 risposte a “True colors

  1. MUahahahahahah!
    Fantastica.
    Dai che te la sgami ancora per un paio di mesi!

  2. eheheh… diciamo che spero che per lei la cosa sia così naturale da aver bypassato direttamente il problema… vabbè sperare non costa niente no?

  3. vedi?!questa è la prova che i bambini non sono razzisti e non vedono il mondo come noi…una volta lessi una storia di una bimba olandese con la sua mamma che mentre passeggiavano videro un uomo di colore: “mamma…hai visto quel signore?!”…la mamma già si preoccupava di cosa dovesse dirle “Dimmi amore!” “Mamma perchè porta gli zoccoli aio piedi?!” I bimbi sono meravigliosi…e questo mi fa capire ancora di più quanto il mondo sarebbe migliore se restassimo tutti bambini!!!

  4. Sì è vero… i bambini non hanno tutte le nostre sovrastrutture (che è un modo assai faigo per dire paturnie), hanno una naturalezza che è da invidiare!!!

  5. è vero, come vedono loro le cose rende tutto più semplice, senza troppi problemi! come sempre evviva l'Infanta! 🙂
    con gnometto non mi andò così bene, aveva due anni e qualche mese, venne il ragazzo indiano della pizzeria e lui “mamma è di cioccolato?” non volevo sprofondare, di più! per fortuna il tipo si mise a ridere, ma da quel momento sono cominciati i mille esempi sul fatto che siamo tutti uguali ecc…e ancora andiamo avanti (tanto va in una scuola internazione, manco ci fa più caso) per fortuna quella fu la prima e unica uscita di gnometto a riguardo!

  6. Anonymous

    ahaahaha ho le lacrime agli occhi…sempplicemente meravigliosa…
    Moon

  7. ahahah!
    pensa se avesse chiesto al portatore di pizze “hai il pizellino, fai vedele”!!!!!!
    🙂

  8. @Inlove un'altra delle Nmila cose che non ti dicono al corso preparto è che un figlio ridefinisce drasticamente il concetto di figuradicacca 😉

  9. @Moon ciao stella, anche a me ha fatto tanto piacere sentirti… se vuoi una mano col blog io sono qui!!!

  10. Anonymous

    eh gioia bella com'è che si dice? Se avessi tempo…:-O

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