Antropologia da parchetto (part one)

Indovinate cosa fa nella Valle Piovosa?
Piove?
naaaaah. Banale.
Diluvia?
Buuuuuh, scontato!
Oggi per esempio c’è il temporale, con tanto di tuonui e fulmini. Trattasi però di temporale tipico della Valle Piovosa, che probabilmente durerà fino a domani.
Però stamattina c’era un bel sole, e Sevessi e l’lnfanta si sono fiondate al parchetto.
Ora, Seavessi non è una mamma da parchetto; prima cosa non c’è tutta sta dovizia di parchetti nel Paesino, secondo non ha tutto sto tempo per portarci l’Infanta.
E’ quindi con una certa qual curiosità antropologica che Seavessi affronta scivoli infidi e giostrine variamente basculanti. In generale, il parchetto inquieta un po’ Seavessi che ci vede un erbario di comportamenti deviati piuttosto notevole.
Seavessi è in effetti un po’ traumatizzata da due esemplari si spera rari e in via d’estinzione osservati questa mattina. La NonnaStrega e il NonnoCoach. Seavessi non ce l’ha coi nonni in modo particolare, viva i nonni, ma nella Valle piovosa l’80% della popolazione è sotto i 5 o sopra i 70 quindi non c’è molta scelta.
La NonnaStrega è vestita firmata mutande comprese, no, non si vedono ma ci giurerei. Preferibilmente ha i pantaloni bianco ottico, il che nel parchetto della Valle Piovosa dove per attarversare le pozzanghere tirano i ponti tibetani è l’ideale.
Ovviamente la NonnaStrega non vuole sporcarsi e gira larghissimo dalle giostrine, e si siede solo sulla panchetta dopo averla ripulita col fazzoletto. Di solito ha una nipote femmina, fra i 7 e i 9 anni, carina, con gli occhiali, normalissima.
La NonnaStrega ha due passatempi, quando non importuna le vicine di panchetta che cercano di non guardare l’Infanta che si inerpica sul quadro svedese:
1) urla alla nipote di non andare lì che si sporca e non andare là che è pericoloso, e non andare su che ci sono i maschi (?) e non andare giù che _tanto non sei capaaaaaaceeeeeee sei imbranaaataaaaaaaaaa
2) quando finalmente la nipote è ferma immobile in mezzo al parchetto, che tanto non può fare niente di niente del tutto, la NonnaStrega attacca a urlare _eccccooooo vedi quella bimba lì com’è brava che sale sulla corda a testa in giù, vedi Pierino che figo che va sugli scivoli alti, vedi Caterina com’è magraaaaaaaaaaa che riesce a salire sulla pertica e tu nooooo
La nipotina povera abbozza e pensa a orribili vendette da mettere in pratica non appena sarà adolescente. 
Seavessi pensa alla povera mamma che magari passa l’anno a cercare di inculcare alla prole un minimo di autostima e si vede il lavoro rovinato da cotanta arpia. 
Seavessi è pronta a fornire alla mamma, qualora legga queste righe, qualunque tipo di alibi o sostegno morale o materiale ella abbisogni per il nonnicidio.
Siamo andati lunghi e fra poco si sveglia l’Infanta, del NonnoCoach parleremo la prossima volta.
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10 commenti

Archiviato in biechi pensieri, parchetto, vacanze

10 risposte a “Antropologia da parchetto (part one)

  1. Gio

    per gli studi antropologici i parchetti sono un must!
    … almeno per quelli che faccio io mentre mio figlio gioca! 😀

    http://donnaconipantaloni.blogspot.com/

  2. Anche io non sono una fervida frequentatrice di parchetti, anzi, ma quando lavoravo nella scuola dell'infanzia (in una in particolare con un meraviglioso giardino pieno di giochi e non ti dico che fatica era seguire i nostri 50 bimbi in due!forse è per quello che ora li detesto…) mi è capitato più volte di fare analisi antropologiche al momento dell'uscita, quando nonne supersprint, mamme ultra-in-tiro e papà iper-sbadati venivano a riprendere i pargoli… ce n'erano davvero per tutti i gusti! 😀

  3. la nonna strega..la odio…ne conosco anche io tantissime..l'altro giorno l'amoremio saltava nelle pozzanghere e lei appenala mìnipote biondonorvegese-maseisiscuradiesseresiciliana? ha provato l'ha tirata perchè” ti sporchi”..al che io ho istigato sarah a saltellare sulle pozzanghere. 😛

  4. Seavessi, non ce'ntra niente, ma volevo dirti che sono tutta contenta perche' mi e' arrivato un libro che mi son regalata da sola dopo aver letto un tuo post non mi ricordo dove (anvedei, gia' hai le fan che ti stalkano, io fossi in te avrei paura). Si chiama Cat Stories ed e' di James Herriot. Eri tu vero che lo consigliavi? oddio..
    Comunque. Da dove comincio?? Sembrano tutte belle le storie…..

  5. 😀 😀 Alla nonna non ci avevo pensato!! ^__^ sugli incontri da parco c'è sempre tanto da dire!!! Avevo scritto anch'io un post, e pure io mi ero ripromessa di scrivere il seguito un giorno!!
    http://lascatolaconlapecora.blogspot.com/2011/05/al-parco.html

  6. Cippalippa

    Ma sai che il metodo “ti dico che non vali una beata mazza che così ti abitui alle batoste da subito” o nelle declinazioni “ti dico che non vali una beata mazza che così sei spronato a fare meglio”, “ti dico che non vali una beata mazza che mica ti devo delle attenzioni particolari solo perchè sei sotto il metro e 20” … doveva essere molto in voga negli anni della formazione della nonnastrega. Mi sembra di vedere mia madre, che lo ha applicato con convinzione con me a suo tempo e che lo applica tutt'ora con altri membri di famiglia. Rilevo però come l'approccio sia diverso con il nipote Creatura (che è maschio) verso il quale c'è, se non vero e proprio incitamento all'autostima, perlomeno una sobria neutralità … sarà un'impressione ma mi sa che le donne cominciano ad “odiare” le donne già da piccole.
    Attendo il capitolo sul nonnocoach!
    Un abbraccio

  7. Ah ah ah! Terribbbbile! Mamma mia, che cosa allucinante deve essere la nonna strega! Anche io mi ripropongo da tempo di scrivere qualcosa sulle mie conoscenze acquisite sul campo “giardinetti”, ma non lo faccio mai e il materiale si va via via accumulando, che dovrei tenere un taccquino di appunti solo per il giardino. oddio, com'è che si scriveva tacquino? taqquino? Ahi ahi, ortografia, e chi si ricorda più! Presagisco che nonna coach sarà un personaggio altrettanto temibile e spaventoso, e attendo con ansia la sua comparsa su queste pagine…

  8. Ragazze vi leggo ma faccio una fatica a commentare… muore blogger di continuo! Sfolly, è probabile che io abbia citato herriot, lo adoro! la mia cat story preferita è quella del gatto del negoziante di caramelle, mi pare Oliver.

    Oggi non piove e si parchetta, per cui spero domani di scrivere sul nonnocoach o sul papàanima dellafesta.

    un bacio enorme a tutte!!!!

  9. sullepunte

    Ogni volta che sono al parco, il fatto che la mia ancora non cammini mi solleva, dato che ci sono bimbi che DAVVERO si fiondano giù dallo scivolo di testa…

  10. Sullepunte: presente! samuel si butta dallo scivolo di testa da qualche mese, e ne ha 18 O__O tremo al pensiero di quello che potrà fare tra un paio di anni….

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