…and they lived happily ever after

…ma voi le raccontate le fiabe?

no, non la versione nanesca di Grey’s Anatomy che improvvisate per disperazione. E neanche la rivisitazione di Una donna in carriera che le nostre mamme rifilavano a noi, povere anime ignare del ventennio politico che ci aspettava e che ad esso sarebbe seguita la gestione Fornero.

Le fiabe vere, Grimm, Andersen e compagnia cantante. O anche no, non cantante, è questo il punto: non le versioni Disney, le versione vere, trucide e sanguinose come ci sono arrivate nei secoli.

Ieri l’Infanta ha chiesto a Seavessi febbricitante una fiaba.

Ora, seavessi è in grado di improvvisare senza remore e grande successo di pubblico ha riscosso la Fiaba del Grande Torino, oppure la Fiaba di Papà che ammazza il Velme, ma l’Infanta stavolta voleva una fiaba vera con tutti i crismi.

Seavessi ha aperto la bocca e lì s’è fermata.

mmmh.


La fiaba preferita di Seavessi? Peter Pan? Oh Santo Cielo, chiunque abbia letto la versione originale non può pensare che sia davvero un libro per ragazzi. Peter Pan è uno dei personaggi più inquietanti della letteratura, se proprio proprio vogliamo è un libro per mamme, non per Infante.

Biancaneve. Oh mamma. A parte che l’ultima volta che ha visto il cartone l’Infanta ha chiesto perché i nani non se la pulivano da soli sta zozzeria di casa, e Seavessi è caduta dal pero. E poi, se escludiaoi la versione disney con cantata vicino al pozzo, Seavessi non si ricorda assolutamente da dove sbuchi il principe.

La Sirenetta. Ah ah ah. ‘na ventata d’ottimismo eh! Andatevi a leggere la versione di Andersen senza gamberetti ballerini.

Alice? Oh ma siam sempre lì, Alice, soprattutto Alice attraverso lo Specchio, è un romanzo complesso e profondo, non una fiaba per quattrenni.

Alla fine Seavessi ha rimediato una versione un po’ appiccicaticcia e con pesanti influenze flylady della Bella Addormentata., che ha ammannito ad un’Infanta invero un poco perplessa.

Ma voi le raccontate le fiabe? Quali? Tagliate le parti trucide o le lasciate?

E, soprattutto perché? Nel senso, con quale criterio decidete cosa sia o no adatto all’età del pargolo?
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9 commenti

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9 risposte a “…and they lived happily ever after

  1. Io le favole le racconto, le leggo e me le invento pure.
    Poi di ogni fiaba ci sono pure più versioni, come Cenerentola che l'hanno raccontata sia i fratelli Grimm che Charles Perrault.
    Le fiabe secondo me vanno raccontate ai bambini. La loro funzione è quella, attraverso il racconto, di metterli in guardia dai pericoli della vita… Vedi Cappuccetto Rosso, Pelle d'Asino e via dicendo. Però alcune sono davvero molto crude e se il bambino è piccolo non è il caso di indugiare su particolari come la sorellastra che si affetta il piede pur di calzare la scarpina e del cacciatore che taglia la pancia al lupo!!!
    Quando sono piccoli, in età prescolare, preferisco dare un approccio più soft, rendendo lo stesso significato con termini che il bambino può capire, magari preso dal lessico familiare.
    Poi è bello raccontare più volte la stessa fiaba, sentire che te la chiede perché gli piace come la racconti e pretende che usi le stesse parole della volta precedente! Fino a quando si sente pronto a sentirne una nuova e allora il gioco ricomincia daccapo.

  2. Ciao, io le fiabe le invento sul momento. Perchè se inizio a leggere, mi viene un sonno pazzesco e crollo prima di aver teminato la pagina. E poi il mio pargolo è sempre stato un esigente. Gli piacciono quelle avventurose con tanto di sabbie mobili e trappole. Quand'era più piccolo però gli piacevano le favole dove c'era il lupo: quindi Cappuccetto Rosso, i tre porcellini, il lupo e i 7 capretti, Pierino e il lupo… insomma il lupo in tutte le salse. E voleva anche l'interpretazione teatrale, letture con espressione e magari qualche mimata… insomma l'ora della fiaba era un incubo!!!! Ciao, a presto

  3. sullepunte

    Nella libreria dove lavoro, ogni tanto faccio delle letture animate per bambini. Di solito concordo l'argomento con le insegnanti prima, ma se ho libera scelta mi butto a piacere. La settimana scorsa però, una maestra mi ha chiesto Cappuccetto Rosso.
    Ma voi lo sapevate che il cacciatore taglia la pancia del lupo addormentato, tira fuori Cappuccetto e la nonna e prima di ricucirlo lo farcisce di pietre pesanti, procurandogli così una morte lenta al suo risveglio?

  4. Anonymous

    Per un po' a Giulio ho raccontato la storia della pecorella molly che corre e va e incontra animali e persone , inventata da me
    Poi ha voluto cappuccetto rosso ,ma io cambiavo il finale : il cacciatore da una botta in testa al lupo,tira fuori dalla bocca del lupo e poi lo fa scappare
    Ora siamo alla storia dei tre porcellini e le loro case
    Ciao. Veronica

  5. Per ora la Ballerina non gradisce, preferisce una ninnanna cantata, qualunque porcheria, purchè cantata. Una sera ho provato con Biancaneve e mi sono resa conto che non la sapevo per niente…

  6. quindi anche voi improvvisate e modificate! bene, mi sento meno debosciata 🙂

  7. Ruty vuole dormire e altre storie- David Grossman
    (momento di autocompiacimento)Adoro Grossman e il fatto che anche i miei figli l'abbiano apprezzato è per me motivo d'orgoglio (fine del momento di autocompiacimento).
    Ieri sera mentre lo leggevo ti ho pensata e dovevo assolutamente suggerirti questo titolo, Grossman ha scritto tantissimi libri per bambini, ma se anche avesse scritto bugiardini per medicinali penso che avrei fatto l'abbonamento in farmacia 🙂

  8. e va beh stressy. Se ci tieni a farmi spendere dei soldi su IBS dillo 😉

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