l’ombra cucita

Seavessi ha l’impressione di essere un grande bluff.
No, neanche.

Di essere come quelle torte di Buddy, che sembrano qualunque cosa meno che una torta, e in effetti torte sono, ma sembrano tutt’altro.
Eppure no. Ci sono volte in cui Seavessi coincide con quel che appare.

Solo si chiede, Seavessi, cosa penserebbero gli altri, le persone che incontra, se sapessero quale strano e meraviglioso mondo parallelo le si svolge fra le orecchie mentre compra tre rosette e due tartarughe, grazie.

Si chiede, Seavessi, se anche per gli altri sia lo stesso, o se solo a lei a volte i propri sogni (?) sembrano così reali da fare fatica a comprare le rosette e tartarughe di cui sopra.

Perché Seavessi fa, disfa, lavastiracucinaaccompagnadigitaleggecucechiacchieraaddormenta, e nel frattempo cerca di tenere le briglie a una fantasia invadente che acchiappa qualunque dettaglio colpisca l’attenzione di Seavessi e lo inserisce in una specie di grande film mentale, in cui i babbani, la nigella, mr darcy, i men in black e spongebob e la vicina di casa e chissà cos’altro vivono vite autonome e avvincenti.

Da qualche giorno Seavessi sogna, con insistenza, suo figlio, e al mattino staccarsi da questo bimbo con gli occhi così scuri e belli è quasi doloroso, sembra un’offesa dirgli _tu non sei vero.
Eppure Seavessi altri figli non ne ha in programma, difficile che Occhiscuri sia un desiderio latente. E’ solo lì, dall’altra parte dello specchio.

A Seavessi piace l’immagine di Peter Pan e della sua ombra capricciosa, che scappa e gli fa mille dispetti, e spera di trovare prima o poi una buona Wendy che le ricucia l’ombra alle suole.

Seavessi ha però il dubbio che, appena Wendy se ne fosse andata, si sbrigherebbe a darci giù di forbicine, sentendosi, per quei cinque minuti, leggermente incoerente.

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3 commenti

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3 risposte a “l’ombra cucita

  1. Doug Spaulding

    C'è anche in altre persone questo incredibile universo parallelo in cui appare tutto quello che si può anche solo lontanamente immaginare.
    Spesso mi sembra che questo universo sia più vero della vita vera e finisce che mi chiedo cosa vuol poi dire “vero”.
    E mentre sono lì che penso che proprio devo concentrarmi su qualcosa di importante, che devo farlo per davvero, non per finta come faccio di solito, che non si può mica essere sempre distratti, che ogni tanto ci si deve ricordare che le bollette vanno pagate, che c'è la revisione dell'auto, che ci sono un sacco di cose che non posso rimandare e allora mi costringo a riordinare tutti i vestiti dell'armadio e poi mentre sto piegando i calzini finisce che vedo il gatto che mi guarda da dietro il cuscino così mi infilo 2 calzini nelle mani e gioco a inseguirlo facendo finta di essere un alieno di Star Trek, per poi rimanere con lui a guardare un piccione che dal cornicione della casa di fronte sembra che guardi il mondo come farebbe un'aquila sui picchi del Kilimangiaro, e allora il micio mi sembra un ocelot che mi fa gli agguati da dietro l'erba gatta come se fosse nella savana e invece di catturare le mosche dà la caccia ai grifoni, e quella luce che lampeggia sul muro non è il riflesso di una finestra che si chiude nel condominio di fronte, ma è l'apertura di uno Stargate, mentre le cime degli alberi del viale che spuntano appena appena sopra i tetti sono l'orrido blob che sta per inghiottire la città costringendomi (finalmente!) a scappare e a rifarmi una vita in montagna, dove quando cammino nella neve faccio ovviamente parte di una spedizione nell'Antartide che scoprirà indizi di antiche civiltà..
    Come posso fare a riordinare l'armadio quando la vita è così piena di avventure?

  2. … ci sono infiniti universi paralleli, nella realtà? Nella nostra mente? Chi può dirlo.
    Guardo una persona e inizio a sognare di scrivere un romanzo che parli di quel viso e di quegli occhi.
    Ma ho fatto la ragioneria e sta cosa mi ha segnata. Torno alla concretezza dei pavimenti da pulire e mi rattristo. Le altre me, in giro nelle altre dimensioni, sicuramente stanno promuovendo il loro bestseller da Ophra e chiacchierando amabilmente con il direttore artistico della HBO. Vorrei, per un giorno intero non provare sensi di colpa per quella immaginazione irrefrenabile, che se solo avessi il coraggio… magari il Nobel per la Letteratura me lo consegna davvero Gabo.

  3. Seavessi il sogno di tuo figlio è dolcissimo e chissà da dove arriva, ma è davvero importante saperlo?

    La mia fantasia vola lontano ogni minuto, ogni giorno. Sono sempre nel mio mondo, sempre tra le nuvole. Gli altri se ne accorgono? Boh. Lo sanno? Boh. Tanto io non cambio, nemmeno voglio cambiare.
    E nemmeno tu, per favore.

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