Momenti magici

Questo è un post sponsorizzato. Non ne scrive spesso, Seavessi, piemontesemente diffidando di qualunque proposta foss’anche un caffè al baretto. E anche in questo caso ha mugugnato un po’.
Poi c’ha pensato; quello che le veniva richiesto era di scrivere un post sul tema “Momenti Magici”, momenti magici con le bambine, visto il tono mammesco del blog.
Che è quello che normalmente Seavessi fa, per cui ha deciso di sfruttare l’occasione per uscire un po’ dal mood cupo che la perseguita in questi giorni.
S’è ricordata, Seavessi, di una frase di un qualche ignoto editorialista di Repubblica, che suonava tipo _l’elenco delle 10 cose per cui vale la pena vivere è un indispensabile esercizio di igiene mentale quotidiana.
E’ vero, ed è ancora più vero quando, come Seavessi, si diffida un po’ della retorica del momento magico.
A Seavessi viene l’itterizia quando sente dire cose tipo _il giorno più bello, riferito al matrimonio, e le viene invidia quando sente parlare con grande poesia del giorno (proprio il giorno stesso) della nascita dei figli.
Nel primo caso, Seavessi ha del suo matrimonio un ricordo molto allegro, emozionante, s’è divertita immensamente. Ma il giorno più bello? Proprio no.
Il momento più bello con MaritoNP è stato un pomeriggio di primavera, a spasso per Torino, mangiando un gelato buonissimo e progettando le vacanze. E poi ancora, una mattina, in viaggio di nozze, alzarsi all’alba e salire sul ponte della nave diretta verso Oslo, e morire di freddo e guardare le casette come giocattoli.
Nel secondo caso, nascita delle Minori, Seavessi non ha avuto dei parti da manuale, e per l’Infanta era stanca devastata arrabbiata e spaventata, per Revoluciòn talmente drogata da ridere convulsamente mentre la tagliavano.
Così Seavessi s’è messa a pensare ai momenti magici veri, quelli che non te li aspetti ma l’universo si allinea e ci sono attimi di perfezione diamantina.
L’Infanta con le braccia coperte di tempera, ché dal foglio lei e Seavessi hanno deciso di espandersi e fare body painting, e la cucina è un quadro di Pollock ma è un quadro bellissimo.
Revoluciòn che fissa seria ZiaBella che fissa seria Revoluciòn, e sono uguali, e le amo così tanto.
L’Infanta VS la nonnapapera, con la farina nei capelli, che sentenzia _siamo più brave di Gordon, agitando le mani appiccicose.
Revoluciòn che se le parli risponde, e pure a tono, e ti senti stupida perché non capisci cosa dica.
L’Infanta che si addormenta ascoltando Harry Potter.
Revoluciòn, la prima volta che Seavessi è riuscita a sorriderle, dopo quasi una settimana di vita, dopo quella settimana terribile di febbri influenze punti che tiravano malattie assortite del resto della famiglia. E Revoluciòn lo sapeva, e ha ricambiato il sorriso. A ma’, ne usciamo. Va che ne usciamo.
L’Infanta in piscina, che fa lo squalo con le manine giunte sulla testa e la bocca sott’acqua a fare bollicine, e Seavessi sogna le Olimpiadi.
Revoluciòn che ha imparato a fare gli spruzzi quando fa il bagnetto.
L’Infanta che insegna a Revoluciòn a fare le pernacchie.
Revoluciòn che impara.
Ogni momento in cui le guardo.
A volte, Seavessi per prima, dimentichiamo di fare questi elenchi.
Ma ci fanno bene.
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4 commenti

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4 risposte a “Momenti magici

  1. Bella la grande che insegna le pernacchie alla piccola!
    Condivido con te: “Ogni momento in cui le guardo”

    Dolcissima 🙂

  2. dolcissimo post, emozione pura.

  3. ce le vedo le tue nanette che ciacolano fra loro e si guardano in quegli occhi bellissimi…
    se un giorno avrò dei figli (risate sullo sfondo) spero di non perdermi negli stupidi vortici non dorme abbastanza-quanto latte deve bere-i pannolini gli rigano il culo-non fa la cacca-uffa sono stanca-non sono mai sola-sono troppo sola-voglio uscire con le amiche-non mi sta + un cazzo-perchè certe cose non te le dicono prima e godermi soprattutto questi momenti qui.

  4. PdC

    Concordo, i momenti più belli non sono quasi mai quelli che ti aspetti… e soprattutto difficilmente sono da manuale.
    Sul giorno del matrimonio non mi pronuncio, il giorno dell'espulsione di PdC pensavo avrei passato la vita a spingere dopo 27 ore di travaglio… decisamente si, la poesia è altra cosa!

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