L’avventura durata due giorni, ovvero

di come e qualmente la Fattoria fece bene all’Infanta e meglio ancora a Seavessi.

I fatti senza fronzoli:

Domenica l’Infanta è andata alla Fattoria

Lunedì si è divertita un sacco

Martedì è sprofondata in un brutto attacco di mammite e ha chiesto di essere portata a casa, cosa che è prontamente avvenuta.

 

I fronzoli:

Seavessi ha qualche problema con il “va bene così”. Arriva, Seavessi, da un’educazione un filo più… diciamo competitiva? Insomma del tipo se cominci lo finisci, se hai fatto 30 puoi fare 31, se stavolta hai fatto bene la prossima devi fare meglio. Non è una cattiva educazione, tutt’altro, non è sbagliato spingere un bambino a superare quelli che crede che siano i suoi limiti, fargli scoprire di cosa è capace. Non avesse fatto così NonnaG con una Seavessi settenne e terrorizzata dal togliere i braccioli, Seavessi non avrebbe mai imparato quanto ama nuotare.

Non è sbagliato in sé, ma ovviamente esistono tempi e modi, e Seavessi a volte li sbaglia. Senza scusanti, li sbaglia proprio secchi. Principalmente con se stessa, trascinando per tigna impegni e occupazioni che non la interessano più, pretendendo sempre quel niente in più che non riesce a fare. Riuscendo spesso a  sentirsi insoddisfatta e non “brava abbastanza”, quando in realtà è solo sciocca e ostinata. Inevitabilmente, gettando con questo un po’ di quest’ombra sull’Infanta.

ma non stavolta.

L’Infanta in fattoria è andata sul cavallo, ha dormito in tenda, ha arrostito wurstel sul fuoco, ha fatto enormi bolle di sapone.  E’ tornata con le stelle negli occhi.

Seavessi per una volta, non si è intestardita.

Ha pensato che va bene chiamare la mamma per tornare a casa

che va bene fermarsi

che va bene dire basta

che va bene ascoltarsi

che va bene anche non finire

che va bene prendere tutto il buono e portarlo a casa prima che inacidisca per esasperazione

che va bene riprovarci

che va bene avere cinque anni

ed essere tanto più sagge della mamma.

 

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12 commenti

Archiviato in estate, fattoria, Infanta

12 risposte a “L’avventura durata due giorni, ovvero

  1. Evviva l’infanta!!!
    Che poi gli altri rimasti mi chiedo no di lei un secondo sì e uno pure: “Ma l’Emilia non lo fa il fischietto? ma l’Emilia si è ricordata la sua foto? Ma l’Emilia si è dimenticata la borraccia!!! Ma l’Emilia poi tonna?”
    Dì all’Emilia che è davvero saggia!

  2. Se mi telefonasse la BambinaGrande dicendomi che vuole tornare a casa la andrei a prendere di corsa, e non ci vedrei nemmeno niente di strano (e questo è uno dei motivi perchè va a casa dei nonni a 2 km ma non in montagna dagli altri nonni a 2 ore)

    • ma infatti ci sono andata eh 🙂 Però l’Infanta sapeva che poteva chiamarmi e in qualsiasi momento sarei andata. Quando è stata a dormire dai nonni lontani, sapeva che sarei andata due giorni dopo e che a meno di emergenze sanitarie non sarei salita.

  3. giliola

    Anch’io ho fatto così alla prima uscita da “bimbo grande” che doveva essere una settimana in montagna con la parrocchia…. quando ha chiamato per dire che ne aveva avuto abbastanza, era venerdì e la domenica sarebbe dovuto tornare a casa, la mattina sono andata a prenderlo, e così facendo ha capito che avrebbe potuto andare ovunque e scegliere di restare… e la possibilità di scegliere, tu mi insegni, è quello che ti rende libero……….

  4. Ciao Seavessi, credo proprio che tu abbia fatto bene. ogni bambino d’altronde ha i suoi tempi per tutto. Io sono mamma di una quasi 2enne quindi sono proprio alle prime armi ma avrei fatto come te!

  5. elfale

    l’anno prossimo magari si arriverà piu avanti, per ora il suo tempo era questo e, come dici tu, si è portata via un bel ricordo di cose divertenti e non di pianti e nostalgia. Sono d’accordo con te su tutta la linea.

  6. Quante brave mamme tra questi commenti!!!
    Se fossero tutte come voi il mio lavoro sarebbe moooolto più facile!!!

  7. Mi sembrano ottime considerazioni. Spronare e rassicurare devono essere i due poli di riferimento, senza esagerare. Forse quel che è importante far capire loro è in ogni cosa sentirsi soddisfatti di quanto raggiunto. A piccoli passi.

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