A mia insaputa

Diciamocelo, chi non si è mai sentita un po’ figlia della serva leggendo i giornali? A quello comprano le case senza dirglielo, all’altro rimpinguano il conto in banca in incognito, il terzo va in vacanza sull’atollo ma non si sa chi paghi.

E noi?

Noi condannate a sapere quello che ci succede, (quasi) sempre, e se pure a volte non sappiamo quel che facciamo sappiamo comunque benissimo chi paga, in cash o altrimenti e spesso l’altrimenti è peggio del cash.

Noi condannate a una vita di consapevolezza, dove se non sai, o non ti ricordi, la riunione coi genitori o il giorno in cui bisogna andare a scuola con le scarpe da palestra, veniamo se non additate perlomeno sbuffate.

Noi con le agende, i promemoria, la sveglia del telefono, i timer, i post it, i numeri di telefono della pediatra scarabocchiati su un fazzoletto di carta in cui abbiamo poi soffiato il naso al pupo rendendo illeggibili le ultime tre cifre.

A noi ogni tanto ci girano un po’, a vederci tagliate fuori dall’esclusivo Club dell’Insaputa. Ma in alto i cuori! anche a NOI succedono un sacco di cose di cui ignoriamo origine, scopo e modalità! Anche noi siamo insapute!

O almeno, voi non so, Seavessi sicuramente sì.

9 cose che accadono all’insaputa di Seavessi

  1. chi ha aperto il latte. Nel frigo vivono misteriosamente tre bottiglie di latte APERTE, di origine ignota. Non si sa chi ce le mette, chi le apre, soprattutto qual è quella “buona” per fare la colazione all’Infanta. L’unica di famiglia che beva latte.
  2. come ha fatto a entrare il gatto. In una casa chiusa a chiave, in cui nessuno è presumibilmente entrato. In compenso a quel punto si sa benissimo chi ha rosicchiato i biscotti lasciati sul tavolo. Non si sa da chi.
  3. la misteriosa moltiplicazione delle camicie da stirare. Ne hai una nel cesto, dici la stiro domani, e domani (sì, sì, ok forse dopodomani, adesso dobbiamo star qui a sottilizzare) ce ne sono otto.
  4. le uova-houdini. Quando ti servono non ci sono. Ti tocca andare nel pollaio con la pila perché è già buio e tu hai millantato una carbonara. Quando non ti servono / non sai cosa farci ce ne sono almeno due cartoni che intasano il frigo. A quel punto decidi di farci qualcosa, una cosa qualunque che permetta l’uso di otto uova, ti metti in ballo, ungi teglie e rimesti latte e farina. Poi tiri fuori le uova, e ti accorgi che sono scadute.
  5. il maglione blu. quello che sta bene con tutto, è morbidissimo, veste benissimo, ma per qualche ragione è reperibile se ti va bene nella roba da stirare, se ti va male nel cesto della biancheria sporca appallottolato nei pantaloni con cui l’infanta ha giocato a Peppa-Pig-Salta-Nelle-Pozzanghere. A memoria d’uomo, l’ultima volta che il maglione blu è stato visto  in un armadio è stato quando la commessa te l’ha fatto vedere.
  6. il libro di Harry Potter.  Voi non siete affatto delle sbarellate control freak, sono gli altri che non capiscono che nel bagno azzurro ci vanno gli asciugamani azzurri e che il timer della cucina va messo in precario equilibrio in quel preciso punto sulla pila di sottopentola di sughero. Infatti, pare che nessun altro soffra del fatto che nella fila di sette libri (sette, mica una treccani) ci sia sempre e comunque un buco vuoto, che rovina la confortante sensazione che la saga sia tutta lì ad aspettarvi. Naturalmente la mancanza di uno dei sette tomi fa sì che vi venga un bisogno improvviso e fisicamente debilitante di leggere, immediatamente, proprio quello.
  7. la macchia sulla maglia bianca. Non importa di chi sia la maglia bianca, o di che materiale, e neanche come l’avete lavata, e neanche se è nuova di pacca ancora con l’etichetta. Se vi preparate spiritualmente un fantastico outfit  (enzo, carla! Ho detto outfit! segnatevelo, chè non ricapiterà in questo universo!) che include un “sopra” bianco, e vi vedete troppo bene vestite così, e ve lo pregustate, al momento opportuno scoprirete che la maglia è misteriosamente macchiata sul davanti, di una sostanza ignota e impossibile da debellare. Variante: se si tratta di un maglione, potrebbe essere infeltrito.
  8. chi ha appeso (ma proprio appeso, con tanto di omino e cernierina chiusa) la felpa di Revoluciòn nell’armadio del marito. Ad altezza che ci arriva solo il marito, e lui a domanda “hai messo tu la felpa della piccola nel tuo armadio?”, ha risposto nell’ordine “quale felpa?” , “quale armadio?” e “quale piccola?”
  9. le scarpe, sempre di Revoluciòn, scomparse mezz’ora dopo averle comprate, e ricomparse misteriosamente tre settimane dopo in mezzo al pavimento vuoto del soggiorno, in un lasso di tempo in cui in casa non c’era nessuno. Seavessi lo sa che non c’era nessuno. Seavessi ha interrogato i sospetti, incrociato gli alibi, promesso dolci e giocattoli e  Jake e i Pirati illimitati a chi avesse confessato di aver ritrovato le scarpe. Niente. Il marito sostiene che sia stata Seavessi e che non se ne ricordi. Seavessi ha letto troppi racconti di fantasmi per trovare confortante l’idea di fare cose a sua insaputa, per cui si trastulla con l’idea di un fantasma (vero) benevolo che le abbia restituito le scarpe perdute.
  10. l’Infanta che impara a leggere, senza che nessuno si sia preso la briga di insegnarglielo, e Revoluciòn che ha imparato a mettersi i calzini, ed è nata mezz’ora fa.

E voi? Non siete un po’ insapute, anche voi?

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4 commenti

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4 risposte a “A mia insaputa

  1. Ahahahaha!
    I genere a me vengono date delle risposte. non importa se, come diceva il grande Quelo, sono in genere quelle sbagliate…
    Comunque, riguardo ai figli che imparano da soli le cose, vorrei sapere chi ha infilato in testa alla mia piccola questa mania dei libri. mi ero ripromessa di non fare l’errore che ho commesso con la prima, che mi costringeva a dodici ore al giorno quasi consecutive di letture reiterate. Ora la piccola, 11 mesi, arriva camminando come una papera e mi porge un librino della collezione della sorella, poi un altro, e poi un altro…

  2. Doug Spaulding

    Ho poche certezze nella mia vita, ma tra queste c’è che non si può riuscire a tenere un gatto fuori casa. Temo che dovrai fartene una ragione.

  3. ma che meravigliose insupetezze! ora che mi ci fai pensare pure la mia vita è piuttosto ricca in cose a mia insaputa!

  4. Pingback: il meglio della settimana #15 | Ma la notte no!

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