Le Altre.

Hanno i capelli a posto, di un bel colore, e vestiti abbinati.

Scivolano veloci fuori dalla macchina, a volte ridendo al telefono, senza che nessuno le tiri per la giacca,  senza dover mettere in scena l’usurata pantomima scendi – tira giù il passeggino – apri il passeggino riottoso – sgancia uno o più bambini – urla di non urlare – urla di non correre – urla di aspettare – oddio non ho messo il freno al passeggino signoooooraaaaa  per favore lo fermiiiiiiii – porca trottola è praticamente ora di tornare a casa.

Fanno la spesa con carrelli agili, con dentro cose piccanti, tante verdure, nemmeno una merendina, e nella tua testa stanno andando a casa a preparare una cena romantica per  un nuovo amore o meglio ancora per se stesse, e in quel caso ti affretti a etichettare quel fastidio che senti come fretta di tornare a casa dai bambini, perché se no dovresti dire che è invidia e non vuoi.

Si fermano davanti alle vetrine, e guardano con con calma borsette deliziose in cui non entrerebbe MAI un cambio di pannoli, ma forse neppure un pacchetto di salviette un succo di frutta e dei biscotti, e tu ti chiedi come si faccia a uscire senza, e mentre spingi il passeggino verde e tieni contemporaneamente due manine che tirano dai lati opposti,, e come fai non lo sai neanche tu, dev’essere una funzione anatomica che ti viene per via dell’ossitocina, in quel mentre ti fermeresti e se avessi il coraggio chiederesti di poter guardare nella loro borsa, per vedere se davvero ci sono il rossetto di marca, l’agenda bella, l’ipod e i biglietti di concerto che ti aspetti.

Se ti passano vicino le senti programmare uscite al telefono, e sai che li manterranno, e le immagini la sera farsi una bella doccia profumata e prepararsi con calma, scegliere i vestiti, truccarsi, e uscire ondeggiando sui tacchi chiudendosi la porta alle saplle, senza pensieri.

E a un certo momento ti viene da fare il punto, da capire dove sei tu e dove sono loro, cos’hai tu in cambio di quello che eri, perché eri anche tu una di loro, chissà quando, boh, in un altro universo, ma lo eri, e però parti malmostosa.

io in più di loro ho la pancia pendula del cesareo

le occhiaie

la privacy di un One Direction, i miei fan mi seguono ovunque, spesso urlano, mi abbracciano in lacrime, cercano di farsi prendere in braccio.

una conoscenza enciclopedica di Peppa e Jake e Dotty

scuse per rileggere all’infinito Harry Potter

l’assalto al treno quando entro in casa

i disegni in cui sembro perfino bella, con la scritta enorme MAMMA

bue da baciare e solletico da fare

il tup tup tup di piedini che arrivano  nel lettone

tutte le prime volte.

Ogni tanto è bene fare il punto.

Disclaimer: ovvio che la vita delle Altre non è tutta rose e fiori, e che quello che descrivo è molto più nella mia testa che nella realtà. Questo è il personalissimo punto di vista di una mamma semisingle in un WE di marzo.

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19 commenti

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19 risposte a “Le Altre.

  1. Ogni tanto me la immagino anche io la loro vita…così come mi immagino la vita di quelle donne che hanno un marito che rientra presto e che cucina, fa il bagnetto ai bimbi e si ricorda ogni tanto di portarti un piccolo pensiero (fosse anche una rosa da 2€)
    Forse semplicemente le vite degli altri sembrano sempre migliori delle nostre

    • come le case sembrano tutte belle quando guardi la sera attraverso le finestre illuminate 🙂 no, in realtà non penso che le vite degli altri siano migliori della mia. E’ che, a fare la mamma semisingle di due bimbe, certe cose sono proprio logisticamente complicate. Ho bisogno di ricordarmi che è solo questione di tempo, che non dovrò tirarmi dietro il passeggino per sempre.

  2. io ne conosco un paio di “altre”. Una in particolare.
    Ecco, se scavi un pelo sotto (ma proprio poco poco) scopri che la sera va a casa dal gatto. Dal-gatto.
    Scopri che ha un abbonamento a tutti i mezzi regionali che potrebbe prendere pure il traghetto sul lago o lo skilift e lo usa solo per fare avanti e indietro dall’ufficio.
    Insomma: chi ha il pane non ha i denti ma chi ha i denti non ha il pane. E senza denti il pane lo puoi sempre succhiare, ma senza pane che fai?

  3. Sai, io a volte mi chiedo cosa pensino gli altri quando mi vedono in giro con le bimbe, i genitori delle amichette, gli amici di amici persi di vista anni fa e poi riesumati ai giardinetti con prole a seguito, gli emeriti sconosciuti, tutti quelli che: la domenica pomeriggio al parco in coppia, oppure: staffetta coi bimbi, il padre smonta da lavoro e ci raggiunge ai giardini, io li mollo e vado a preparare la cena; oppure anche: “Ciao nonna, grazie di avermeli tenuti, bimbi è arrivata la mamma!”. Anche a me capita di guardarli e di sentirmi, non solo una totale sfigata, ma anche un’idiota incapace di gestire una situazione familiare più equamente ripartita, quando si potrebbe benissimo farlo, non ostando lavori totalizzanti, né stancanti. Mi sento praticamente una madre più che mezza single, senza le libertà di una vera single,e spesso mi chiedo, cosa dovranno pensare di me tutti quelli che, come dicevo, mi incontrano 7 giorni su 7 smazzarmi da sola la prole senza un’ombra di padre che dichiari la sua condizione vigente di vivoevegeto.
    ecco, però, anche mi chiedo, se le mie scelte fossero state diverse, io sarei davvero come loro? sarei davvero cose-da-fare gente-da-vedere pochette-abbinata stivale-aggressive agenda-strapiena alta-considerazione-di-sé?
    No, sarei semplicemente quella che sono ora, insoddisfatta sempre, sempre a disagio a confronto degli altri, con in più l’amarezza di non aver saputo, voluto o potuto costruirmi un universo affettivo che fosse mio e mio solo.
    Scusa la risposta prolissa. Ho colto l’ironia del tuo post, e anche la tua consapevolezza di quel che possiedi, e del suo valore. Magari quelle stesse persone sulle cui vite indugi con una puntina di rammarico, ti guardano da fuori e quello che vedono è una forza che a loro manca. Magari è proprio così, e anche se al momento può essere poco di conforto sapere che le difficoltà di madre mezza single ti stiano temprando corpo e anima, tieni pur sempre a mente che tutto il resto non è negato per sempre, è solo messo in stand by per un tempo che una volta andato, forse ci sembrerà esser stato troppo breve. Forse!

    • Forse. Io adoro i commenti prolissi 🙂
      In realtà io credo che siamo felici o infelici, soddisfatti o meno, in gran parte per carattere e in parte minore per ciò che ci accade. Indubbiamente fare le mamme mezze single tempra il carattere, ma se ci legge una mamma single del tutto viene qui e ci tempra lei a mazzulate. Insomma, io credo sia sano essere soddisfatti della vita che ci siamo creati, e normale ogni tanto sospirare sulle scelte che non abbiamo fatto.

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  5. Si ma son sempre sole le altre! ;-))

  6. mammaparallela

    Decisamente non sono una delle “altre“!!!
    MP

    • mammaparallela

      Ah ah ah, pure l‘icona casuale mi somiglia!!!

      • Io lo sono stata, cioè, certo i capelli a posto non li ho mai avuti, ma la libertà di.. ecco di fare le cose senza ore di preavviso e preparazione che ogni spesa è come andare in guerra, quello sì, un po’ mi manca.

  7. Io forse una delle altre non sono mai stata…perchè anche quando non ero figlio e marito munita mi ritrovavo a fare i tuoi stessi pensieri, con i vestiti che non mi parevano mai abbinati e i capelli sempre in disordine…non c’è speranza!
    Comunque, forse loro ti guardano e pensano lo stesso…

    • io penso di sì sai? io penso che tutte a volte vediamo gli altri come quando sei in treno, la sera, e passi vicino alle case, e vedi le finestre illuminate, e dietro ti sembra che ci siano vite perfette.

  8. Pensa che per un post simile al tuo io ho perso due amiche… che facevano parte delle Altre, ovviamente. 🙂

    • addirittura 🙂 io non ho mica niente contro Le Altre.. a volte ecco, le invidio un po’. A volte vorrei un po’ di leggerezza,, ma forse la cerco nel posto sbagliato.
      Comunque Dio ci scampi dalle “amiche” permalose!

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