Sogni e cassetti

Seavessi ultimamente accarezza un sogno, un romanzo che probabilmente non vedrà mai la luce, lo accarezza mentre veste gnappette, mentre prepara lasagne, mentre inserisce ordini e mentre fa mentalmente la lista della spesa, il che produce liste della spesa particlarmente surreali, ma fa niente.

E naturalmente, quando una ha un pensiero che stringe come un orsacchiotto la sera, le sembra che tutto il mondo giri intorno a questo, e gli amici su fb pubblicano status sui sogni, parlano di sogni realizzati o infranti, si scomoda il Bardo come se niente fosse.

Così Seavessi se ne tornava a casa in macchina, guardando le risaie allagate che, per un paio di settimane, rendono la bassa piemontese quasi bella, e pensava ai sogni. Però, con dolcezza, il pensiero è scivolato alle amiche, alle donne che ha intorno.

Sono tutte piene di sogni. Piccoli, medi, immensi, stupidi, grandiosi, utopistici, a portata di mano. Sogni per tutte le tasche e tutti i cuori.

C’è chi scrive, e scrive così bene e non se ne rende conto del tutto, c’è chi sferruzza. C’è chi cucina, non come cucina Seavessi per buttare in tavola la cena, c’è chi corre.

La cosa meravigliosa è che nel frattempo queste donne vivono. lasciatemi ripetere, vivono. Non vengono fagocitate dai loro sogni, e nemmeno li abbandonano, li tengono lì, a volte si avvicinano di un passo, a volte arretrano di due, ma costanti come maree non li mollano. A  volte pensano di averli mollati, e se li ritrovano davanti agli occhi dopo  anni, uguali, freschi e stirati come li avessero indossati il giorno prima. Solo colorati dal tempo.

Si nutrono i sogni, e ci si nutre di essi. Anche se non si realizzano, sono benzina perfino quando stanno chiusi nei cassetti, perché non importa se infine non andrò mai in Australia, ho passato anni a sognare e progettare il viaggio, e sono stati anni di gioia. Il che non vuol dire che i sogni non vadano inseguiti, ma che sono cosa così potente che fanno il loro sporco lavoro anche se sono in folle. uno che ne sapeva diceva _certo che sta succedendo nella tua testa Harry,  Ma perché diavolo dovrebbe voler dire che non è vero

Le donne che Seavessi ha intorno, e che sono state filtrate dal malmostume, dall’inconstanza, dallo snobismo e dalle paranoie di Seavessi medesima, hanno poco in comune. In effetti, forse neanche andrebbero d’accordo fra loro.

Ma se potessero vedersi, tutte vicine, forse pur non piacendosi a prima vista si riconoscerebbero, riconoscerebbero lo sguardo che hanno quando guardano altrove.

E che le rende bellissime.

 

 

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12 commenti

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12 risposte a “Sogni e cassetti

  1. li tengono lì, a volte si avvicinano di un passo, a volte arretrano di due, ma costanti come maree non li mollano…. fra queste donne qui ci sono anche io. Il mio sogno, o meglio, i miei sogni sono lì e mi fanno un’immensa compagnia. Un giorno forse troverò il coraggio di realizzarli e allora magari verrò qua e ti dirò che ho scritto un libro e me lo hanno pubblicato, oppure che ho aperto la mia tanto sognata libreria oppure tornerò qua e continuerò a dirti che ancora sto sognando ma il pensiero del mio sogno mi rende così serena e felice che merita veramente la pena di essere, per lo meno, sognato…hai scritto un gran bellissimo post cara Seavessi!!!!

  2. Valentina Zago

    Mille parole non bastano, accetta un Grazie grande quanto l’Universo intesero e le Galassie.

  3. perché fa peccato chi non ha almeno un sogno nel cassetto.
    questo post è da incorniciare, grazie
    (ah, in più, il mio sogno è uguale al tuo. da oggi incrocio le dita anche per te!)

    • su questo son proprio d’accordo. E’ un peccato non avere un pensiero a cui stringersi quando il resto va upo’ per suo conto… ricambio di cuore l’incrocio, magari chissà, un giorno ci troveremo al salone del libro!

  4. Laura Cirio

    Ma grazie!
    Mi chiamo Laura, non ci conosciamo e passo di qua ogni tanto in silezio (timidezzaaaa).
    Ma queste tue parole sono molto sagge e belle, le porterò con me se non ti dispiace. E questo volevo dirtelo 😉
    Ciao

  5. Anche io ho cassetti pieni di sogni, armadi interi anzi. Molti so già che non si realizzeranno, ma è dolce averli lì e poi solo il fatto di averli pensati li fa esistere, come le bolle di sapone. E tanto meglio se sono enormi e impossibili, mio nonno diceva: sognare non costa niente, tanto vale farlo alla grande!

    • si sa che i nonni hanno una marcia in più, ma.. io dico che il segreto è mixare: sognare la pace nel mondo E imparare a fare la carbonara E leggere proust.
      In modo che ci sia sempre un traguardo alla nostra portata che possiamo proporci 🙂

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