Esercizi

Da qualche giorno Seavessi va a camminare.

Senza nessuna pretesa, se non quella di sentirsi respirare, sentire la circolazione che dopo un po’ si riattiva, guardare le nuvolette di respiro che le escono dalla bocca.

Guardare la luce sull’erba, a volte.

Seavessi non ha lo scopo di dimagrire, di rimettersi in forma (ha già una forma perfetta, sferica), di imparare a correre, di fare cinque dieci quarantadue chilometri – per quanto la Maratona abbia il suo fascino per una che B- ha fatto il classico e A- è del Toro.

Seavessi in effetti non ha alcuno scopo, a parte quello di mettere un piede davanti all’altro, e continuare a farlo, e il giorno dopo ricominciare da capo.

Potremmo dire che lo scopo di Seavessi è crearsi l’abitudine a respirare. Fare una cosa che è l’equivalente mentale di una doccia calda.

Una coccola.

Seavessi non ha mai avuto la costanza di fare gesti di cura verso se stessa, s’annoia a mettere la crema corpo e dal parrucchiere le viene male al collo. Ma questo, camminare, respirare,

questo potrebbe andare.

Ovvio, è fatica.

Revoluciòn nell’ultimo mese ha imparato a parlare tutto in un colpo, ha sviluppato soprattutto la parte di linguaggio che riguarda le relazioni, che declina in modo molto personale. Per lei le persone sono sue. Se va bene sono sua amica (es. NonnoG, tu sei mia amica!!!), se invece bisogna andare al sodo, cosa che a Revoluciòn capita più sì che no, sono sue e basta.

Con Seavessi, però, la piccola pasionària usa un giro di parole diverso.

Revoluciòn guarda Seavessi, e giuro, lo fa proprio con lo sguardo del domatore che indica il cerchio di fuoco, e chiede

Mamma, tu sei bella?

Cazzarola, Revoluciòn. Tu che non hai mai conosciuto un mezzo termine, e il giorno che lo conoscerai lo guarderai con disprezzo. Tu che non ci giri mai intorno, ci salti sopra a piè pari e chi non ci sta peste lo colga. Tu che sì, tu sei bella come un temporale d’estate.

Ogni mattina, MaritoNP mette a tavola le bimbe e prepara la colazione, mentre Seavessi rifà i letti e prepara i vestiti per tutti, e quando Seavessi arriva in cucina in tutto il suo mattutino pigiamoso splendore, prima di ciao, prima del caffè, Revoluciòn spara a zero.

Mamma, tu sei bella?

E Seavessi deve rispondere Sì amore mio, sono bella.

Perché così Revoluciòn potrà fare la domanda successiva, E sei mia amica?

Certo cuore del mio cuore, sono tua amica.

Ma prima, prima arrivano sempre le forche caudine del sei bella.

E quanto costa quel sì.

Sì alle occhiaie, ai jeans e maglia del pigiama, sì ai capelli stile The day after, after cosa non si sa ma era qualcosa di certamente terribile, sì alla ciccia e sì alle zampe di gallina.

Costa un sacco quel sì, che una piuttosto camminerebbe dei chilometri per risparmiarselo.

Ma bisogna dirlo, per poter essere sua amica. Per darle una mamma bella, per dirle una mamma bella, perché lei quella bellezza la vede. E saranno già in troppi nella sua vita a cercare di venderle una bellezza farlocca, e forse ci riusciranno ma non sarò io la prima.

E allora, Revoluciòn, anche se ogni volta esito, anche se ogni mattina spero che tu mi chieda, boh,  se sono simpatica, o perché spero promitto e iuro reggono l’infinito futuro, domani mattina tu mi chiederai se sono bella, e io ti dirò Sì amore mio infinito. Sono la mamma, sono bella, e sono tua amica.

Ovvio, è fatica.

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3 commenti

Archiviato in aiuto, bellezza, Revoluciòn

3 risposte a “Esercizi

  1. io ho una mamma che si è sempre descritta come brutta.
    E se tu la vedessi, o avessi visto foto della sua gioventù / adultù: capelli corvini, vaporosi ancorchè corti, occhi di ghiaccio, linea snella, forme giuste, profilo greco. Bella.
    Eppure si descriveva brutta, sottolineando tutti i suoi difetti, incluso naso, secondo lei troppo lungo e importante, e denti (le mancano due incisivi ed aveva i canini al loro posto). E indovina chi ha ereditato il suo profilo, i suoi denti, ed anche altri difetti che lei ha sempre sottolineato?
    Ecco, brava, c’est moi.
    Già una in adolescenza si sente brutta, specie se è passata dalla 0° alla 3° in un mese scarso e dall’essere normopeso-tendente sottopeso all’essere normopeso – rapidissimamente sovrappeso, aggiungici poi che hai tutti i difetti di tua madre…

    ecco, da che MustelaPandala si interroga sui miei tratti fisici, ho imparato, forzandomi, a dire che sì, sono bella, che ho un naso che sta benissimo nella mia faccia e che non ne vorrei un altro, che i miei denti sono perfetti così e che comunque nessuno li nota se non li faccio notare io.
    E che si può essere belle anche se si è sovrappeso o persino obese, che bisogna mangiare giusto e muoversi per star bene, non per essere belle.

    Ecco, ti dirò. Tutto ciò mi costa un filo più fatica che andare a camminare o fare una mezza maratona.
    Ma mi impegno.
    E da oggi, grazie ai tuoi post sul camminare, ho rimesso il contapassi, per ricordarmi che mi piace farlo.

  2. Camminare per me è una vera coccola, un momento tutto mio, in cui medito, penso, programmo, mi guardo in giro……anche io non lo faccio per la forma ma proprio per il gusto di camminare!
    Brava seavessi mi sembra un bel PRE-Proposito per il nuovo anno! 😉

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