Metti, fai, disfa.

Pensava, Seavessi, di essere l’unica a trovare che lo spot della Mellin fosse un’istigazione alla violenza; in fondo Seavessi è sofistica e già solo quel “bagnAtto” basta a farle venire il prurito in mezzo alla schiena, sì proprio lì dove non ci arrivi. e ti strusci sul muro come i gatti per farlo passare. Voi no?

Ah.

E come fate voi?

Va beh. Comunque da qualche chiacchiera on e off line è venuto fuori che no, non è (solo) l’insita puzza sotto al naso di Seavessi, quei pochi secondi tirano fuori istinti omicidi a un sacco di mamme.

Seavessi se n’è un po’ stupita, perché in fondo non è mica uno spot innovativo, è banalotto, con una mamma perfettamente truccata e con la piega a posto che ci assicura di essere come noi (ma magari sorella, magari) e ce la conta su sul prodotto. Niente di che, e allora perché la prenderemmo tutte a testate sul naso sta poveretta?

Seavessi si è incuriosita abbastanza da dedicarci qualche minuto di riflessione, sottraendo il suo tempo prezioso alle repliche di Miss Fisher Delitti e Misteri su Diva Universal.

In parte è colpa del testo. Quel “metti fai disfa” è stato scritto da uno che quando incontra gli amici dice “ciao raga tutto rego”. Il giovanilismo è terribile, è come quel momento preciso in cui ti accorgi che hai messo il sale nel caffè.

Poi c’è il bagnAtto. la temperatura sbagliata. Seavessi legge blog mammeschi e frequenta gruppi di mamme da un po’ di tempo, e ha visto battaglie all’ultimo sangue su un sacco di cose. Non parliamo dell’allattamento, che sarà il motivo per cui inizierà la terza guerra mondiale. Ma sonno (gestione del), abbigliamento del pupo, svezzamento, igiene, cosleeping, coccole, vizi, capricci, età a cui si possono introdurre le cozze nell’alimentazione, ditene una e c’è gente che si è insultata sull’argomento.

Ma il bagnAtto? Mai sentito. Dai Ragatuttorego,  non è che ci sia tutta sta difficoltà nel bagnetto. Metti l’acqua, ci butti dentro il pesce della Chicco, se proprio sei senza pesce della Chicco ci metti il gomito, regoli la temperatura, ci metti il bambino, ti bagni fino alle ossa, lo tiri fuori e lo asciughi. L’unica vera difficoltà del primo bagnetto è che ancora non sai che che devi prevedere un cambio anche per te. L’hai scelto proprio per questo, perché è argomento neutro? Sì, ma mi stai dicendo che questa mamma è unadinoi. Eddai.

Però tutto questo non basta a giustificare il fastidio diffuso. Allora cosa ci urta?

Ci urta l’immagine. Quello che negli ultimi anni urta profondamente tutte le genitrici – chissà i papà, sarebbe interessante saperlo. Le mamme della pubblicità non ci piacciono quasi mai: da quelle tanto vituperate del mulino bianco in giù, se ne salvano davvero poche.

Avete presente quando vi fanno una foto, e vi rivedete, e vi fate schifo, e quella foto va nel cassetto. Poi dieci anni dopo la ritrovate, e dite oh caspita, ma ero bella.

Le mamme non hanno più l’immagine granitica di se stesse che avrebbero avuto 50 anni fa. Non ne hanno ancora una nuova, un po’ la vorrebbero, un po’ detestano solo l’idea perché ci sono mille modi di fare la mamma, tutti giusti se scelti col cuore e ascoltando il proprio bimbo, e tutti contestabili e contestati, a volte da fastidiosi tuttologi a volte da persone che invece reputiamo di buon senso. E ci vengono i dubbi, e dove ti giri ti giri qualcuno ne sa più di te, e oh, quella mamma della pubblicità, così sicura, così pettinata, oh quanto la strozzerei.

E non ci piace l’immagine che viene data di noi.

E non ci piace farci fare le foto.

Forse fra dieci anni, chissà, ci vedremo belle.

Noi, lo spot del bagnAtto no. Quello resta brutto.

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13 commenti

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13 risposte a “Metti, fai, disfa.

  1. a me fa più arrabbiare quella dei pannolini, con la 18-enne tutta truccata ed elegante, anzi no, vestita da 40enne elegante, che gioca sul tappeto con il bimbo e parla nel naso. Al “ma quandofappipi” la strozzerei.
    intanto voglio veder quante madri 18 enni ci sono
    e poi quante mamme stanno vestite così in casa a giocare sul tappeto con il figlio
    bah
    e poi il vero dibattito è sul pannolino lavabile, non su quello usa-e-getta. Quello funziona per definizione, nessuno si fa alcuna domanda.
    E poi cambialo ‘sto benedetto bimbolo quando “fappipi”, non glielo lasciare tutto il giorno il pannolino sporco!

  2. Gio

    Io la pubblicità (per mia fortuna) non l’ho vista ma mi fai sbracare. Comunque sì, le mamme delle pubblicità sono irritanti perchè i pubblicitari non hanno ancora il coraggio di emanciparsi dalla casalinga del brodo star, oh come mi piacerebbe vedere uno spot con una mamma con le occhiaie!!!

    • guarda, io a quel punto comprerei il prodotto fosse anche un temperacarote a pedali. In realtà qualche cosa di bello in pubblicità si trova, io amo tanto gli spot ikea e il modo in cui presentano la famiglia. Questa che ti linko era una perla degli anni ’90, e devo dire che pare abbiamo fatto qualche passo… indietro.

  3. Grande seavessi! Quella pubblicità è orrenda, per non parlare di quando fa il balletto con I DITI verso l’alto?!?!?!? Ma dai!!!!!!!!!!!! Ma tu hai mai fatto una roba così? e sua figlia manco la caga, è imbarazzante! Spero che la Mellin abbia un crollo delle vendite di quei BARATTOLI!!!

    • allora io ti ringrazio. pensavo che l’imbarazzo per il balletto con i diti fosse mio personale. Io ho fatto cose molto più imbarazzanti con mia figlia, soprattutto la grande. Ho messo su in macchina Colpa d’Alfredo a tutto volume senza ehm, rendermi conto.
      Ma quel balletto. argh.
      Per quanto riguarda i barattoli, devo dire che io li ho amati. la mia breve esperienza di allattamento al seno è stata così orribile che appena ho visto il test positivo per la seconda volta ho comprato una boccia di neolatte e da abbracciare tipo orsacchiotto.
      Mi sfuggono i motivi per cui si dovrebbe dare il latte in polvere oltre l’anno, ma non sono nutrizionista per cui può essere mia ignoranza.
      Diciamo che questo particolare spot non mi invoglia all’acquisto, toh 😉

  4. Oddio le foto orride che dopo 2 anni “ma come ero bella”. Mi ci viene da piangere per quanto è vero.

    • ah, Agnes.
      Io ho proprio subito un tracollo dopo che è nata la piccola. taglio di capelli sbagliato, chili che vanno e vengono, vita in jeans e maglietta.
      Vedo le foto di prima, penso a come mi sembravo orribile, perfino quando mi son sposata…
      e sospiro.

  5. Sottoscrivo l’idiosincrasia. Anche per la seconda E spalancata di “mètti-fai-disfa”, oltre che per la cretineria totale della frase (ma chi cazzo si esprime a quel modo, orsù!)
    Odiosa quasi quanto quelle invasate degli assorbenti che disegnavano palloncini rossi sul calendario per indicare il giorno in cui dovevano avere il ciclo, o quella povera mentecatta che adorava andare in moto, ma, sosteneva lei, in quei giorni, diventava un po’ un problema (mah!).
    Mi chiedo solo per quanti lustri a venire ce la sbatteranno ancora sui teleschermi.
    Per mia personale esperienza, più una pubblicità è idiota/fastidiosa/insignificante/irritante/odiosa più lunga è la durata della sua permanenza sul piccolo schermo. L’equazione è dimostrabile empiricamente, per quanto me ne sfugga ancora il motivo. Credo sia questione di budget (se non ho investito una cifra adeguata alla creazione di uno spot decente, perchè mai dovrei crucciarmi di investire nuovamente per sostituirlo con uno ugualmente scadente?)

    • le pubblicità degli assorbenti sono un mondo a parte 🙂 per quanto, in effetti, non popolato di alieni. Faccio parte di un gruppo di ricette su fb, nel quale periodicamente si disserta sul fatto che se hai il ciclo non riesci a montare la panna e i dolci non ti lievitano.
      Non ho mai fatto caso alla durata degli spot fastidiosi, farò mente locale!

  6. francesca

    hai visto, c’e la versione nuova ora.. non mette fa disfa.. ma irrita uguale

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