Portare (non solo) i bambini

Il tema del mese di GC è il babywearing, in italiano portare i bambini, in mammese “le tizie strambe con le fasce colorate”.

Seavessi quando l’ha letto ha avuto un attimo di rigetto. C’aveva provato Seavessi, quando l’Infanta era una robina e le scale da fare erano tante, aveva comprato una fascia con cui un paio di volte ha cercato di farsi del male fisico, poi è finita in un cassetto, poi boh, chissà, nel dimenticatoio (ma chi dimentica davvero?) delle tante tecniche materne che Seavessi non è riuscita ad applicare.

La differenza, rispetto a tante altre idee sfiorate e accantonate, è che Seavessi avrebbe voluto portare, e infatti ha usato il marsupio finché l’Infanta non ne è scoppiata fuori – era sette anni fa, i discorsi sui danni del marsupio erano in fase embrionale, di fasce ancora si parlava come di alternative carine e un po’ fricchettone. A leggerne oggi, a leggere informazioni date in modo competente, a leggere, molto onestamente, che non tutto si può imparare su youtube e per imparare una tecnica giustamente può essere utile che qualcuno te la insegni, Seavessi pensa che forse ci sarebbe riuscita, con un po’ di pazienza, con un po’ di fiducia che non ha avuto.

E allora perché Seavessi ha avuto il rigetto?

Perché nella sua testa il babywearing si è accomunato alle tante crociate ecoqualcosa per le quali le mamme si sterminano moralmente (ma prima o poi arriveremo alla fase fisica) sul web.

Volete provare il brivido della lapidazione virtuale? Andate in un gruppo di mamme a caso e scrivete “a me allattare non è piaciuto per niente”. Se ne uscite vive, perché quel giorno lì erano tutte a non-vaccinare i bambini, potete sempre calare l’asso e scrivere “Estivill” in una frase a caso. Seavessi s’è fatta 20 anni di stadio, ma pur avendo al suo attivo una certa dose di commenti sulla moralità delle antenate di arbitri e giocatori una ferocia del genere non l’aveva conosciuta, prima.

Cosa c’entra questo col portare.

C’entra che ci vuole un villaggio per crescere un bambino, ma anche per crescere una mamma.

C’entra che anche le mamme, soprattutto le neomamme vanno portate.

A volte noi mamme di bimbi un po’ più grandi perdiamo la prospettiva, ci dimentichiamo quello smarrimento, quella voglia di fare il meglio e quel timore di fare danno. Per fortuna che ce ne dimentichiamo, o non esisterebbero i secondogeniti.

Ma le neomamme sono esposte, vele aperte a ogni bufera, e vanno portate. Non nel senso di guidate, ognuna con un po’ di calma troverà la propria particolarissima strada per la maternità, ma tenute strette, con amore, quando si presentano all’onor di qualche social e fanno la domanda che ci fa sbuffare, been there done that, e ci fa (magari con le migliori intenzioni) tirare fuori una risposta perentoria.

Ci sono temi che andrebbero affrontati con umiltà e delicatezza, e sono proprio quelli in cui riusciamo a farci di più del male nel tentativo maldestro di difendere una o l’altra tesi, concentrandoci su una teoria invece che sulla singola mamma e bambino e storia che abbiamo davanti.

Ma le mamme vanno portate, dal loro villaggio. Con dolcezza, informazioni o corrette o si evita di darne, senza giudizi alla usi i pannoli usa e getta il mondo finirà per colpa tua.

Prima che a furia di grandi verità urlate venga loro il rigetto.

 

 Questo post partecipa al blogstorming di Genitoricrescono

 

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26 commenti

Archiviato in babywearing, mamme sul web, portare in fascia, villaggio

26 risposte a “Portare (non solo) i bambini

  1. a me allattare non mi è proprio riuscito. Ho portato i figli nel marsupio fino a spezzarmi la schiena. Li ho vaccinati il minimo indispensabile.Ho usato i pannolini usa e getta. Lapidatemi, ma non mi pento di nulla, se tornassi indietro non ci proverei neanche ad allattarli perchè mi è costato 15 inutili giorni di lacrime e sangue. Mi porterò questa croce di distruttrice di mondi.

    • oh, mia Roberta. Innanzitutto ADORO il nome del tuo blog. Che il tuo asciugamano non ti abbandoni mai.
      A quanto pare abbiamo in comune anche i 15 (nel mio caso 40 al primo giro e 21 al secondo) giorni di lacrime e sangue. Neanche io mi pento, ma a volte vorrei tornare indietro per poter dire a quella poveretta che si sentiva l’ultima delle sfigate che chissenefrega, che non importa, che sono tutte balle. Vorrei dirle di guardare le sue bambine crescere sane e buone, e di fregarsene di tutto il resto. Perché quella poveretta c’è stata male per dei mesi.

      • io per l’allattamento ho pianto solo 7 giorni, vale?
        (poi mi son sentita in colpa un paio d’anni, ma vabbè)

      • comprendo. Al primo biberon scolato dalla mia pupa ho pianto per un’ora. Se avessi potuto farmi una notte di sonno completa (e quindi pensare lucidamente) glielo avrei dato prima.
        Don’t panic.

  2. io oramai sto fuori dal giro da un bel po. E il marsupio non l’avevo usato per una certa sproporzione mamma-figlia, ma quali danni farebbe?

    • io l’avevo strausato, perché ai tempi stavo al secondo piano senza ascensore. Dunque, se non ho capito male certi tipi di marsupio non ergonomici potrebbero causare un’errata posizione dell’anca. Non so dirti di più e non andrei a cercare info perché mi pare la tipica cosa su cui (appunto) le genty si scannano.

  3. anna

    Grazie. Ci vuole un villaggio per crescere un bambino ma anche una mamma. Grazie! Me lo fossi sentita dire tre anni fa! O meglio, forse q.no me lo ha detto e io non ho ascoltato. Posso citare questa tua frase? Sm in contatto su fb quindi la vedi. Io però quello smarrimento iniziale non me lo sn dimenticata…ogni tanto fa capolino, sm civili conviventi…forse è per quello che tentenna sul secondo. Anna

    • Ma Anna cara, cita quel che vuoi, non devi mica chiedermelo 🙂
      Anche io non me lo sono dimenticata così in fretta quello smarrimento. la decisione di cercare un’altra gravidanza è arrivata nonostante lo smarrimento, e proprio per questo la seconda gravidanza è stata molto diversa.

  4. LuV

    Sono anch’io del gruppo dei 15 giorni. Allattare per me è stato traumatico, l’ho vissuto malissimo e il portare Gabri in fascia l’ho sempre considerato molto consolatorio ed intimo (oltre che infinitamente utile). Non amo gli schieramenti da una o dall’altra parte, che mi fanno andare letteralmente in bestia…io credo che ogni mamma cerchi di fare sempre del proprio meglio per i propri figli e a nessuno è dato giudicare…però sul mio blog scrivo spesso di babywaring, di pannolini lavabili, perché mi piace raccontare quella che è la mia personale esperienza, senza la presunzione di voler convincere qualcuno che il mio pensiero sia migliore di quello di altri!!

    • io invece ho portato pochissimo, quasi per niente. La mia stava nell’ovetto (e poi nel passeggino) senza fare una piega. L’ho tenuta tanto in braccio ma da seduta (cioè io seduta, lei sdraiata su di me) quando le davo da mangiare (il bibe, non ho allattato). Ho cantato tanto per lei, le ho parlato tanto. Per me era importante parlarle, spiegarle le cose. Stimolarla in questo senso. Raccontarle cosa stavamo per fare, dove stavamo andando. Anche quando era minuscola. E a 40 giorni quando le dicevo “adesso usciamo” e vedeva il cappellino alzava la testa per farselo mettere!!!
      Ognuno ha le sue “fisime” e le sue “fisse”. Ognuna è mamma a modo suo. E ognuna fa il suo massimo. Mi trovi assolutamente d’accordo!

      • a mia figlia ho parlato e cantato così tanto che a tre mesi ha cominciato ad emettere suoni che il pediatra interpretò come primi tentativi di chiamare “mamma”… Nei primi tre anni di vita le avevo letto la collezione delle fiabe Fratelli Fabbri originale anni ’70 (quattro volumi), Piccole Donne, Seta, Nessun Dove, ed un’altra ventina di romanzi di vario genere. La Guida no. Come si fa ad addormentarsi leggendola? Comunque, a sei mesi parlava e ad un anno la comprendeva chiunque. Non ha ancora smesso. Il fratello lo lanciavo nel lettino e gli intimavo: “dormi!”. Maschi 😀

    • Ragazze mannaggia, con la neve la connessione è andata e rispondo da cell… LuV mi piace il tuo stile pacato. Le esperienze sono un tesoro da condividere.

  5. Umiltà e delicatezza, due parole chiare in teoria eppure così poco praticate! Bel post

    • Luci intendiamoci, non sono Gandhi 🙂 ma credo che sia meglio ricordare, anche quando scriviamo, che dall’altra parte c’è una persona. È una cosa banale ma facile da perdere di vista.

  6. Pensa che a me la fascia me l’ha fatta comprare mia madre perchè secondo lei era una figata e in effetti ho portato per molti mesi inconsapevole di che bandiera (???) fosse. Ho anche scientemente comprato a caro prezzo un supporto non ergonomico che ho usato molto. e Pensa, mio figlio ha delle anche che levete. Io credo che in mezzo alle fanatiche modaiole (partonaturale/allattamento a richiesta/cosleeping/autosvezzamento/no-vax/ecc.. ecc.. ecc) ci siano anche delle mamme amorevoli, “normali”. Io mi ci sono trovata mio malgrado nell’alto contatto, perchè mio figlio ha voluto così. Ed è proprio vero che ci vuole un villaggio per crescere una mamma.

  7. Laura

    Ho allattato all’infinito, ho portato, ho fatto dormire i miei figli nel lettone ogni volta che ne sentivano l’esigenza, non li ho fatti vaccinare e vi assicuro che anche io vorrei poter tornare indietro e dire a me stessa di non rimanerci così tanto male per le continue critiche sulle mie scelte, sulle battutine fastidiose, etc.
    Io MAI mi sono permessa di fare sentire inadeguata una mamma per le sue scelte, anche se lontanissime dalle mie. Mi sono sempre e solo limitata alla corretta informazione sull’allattamento e stop. Io invece mi sono sempre dovuta difendere dalla maggioranza. Ne ho sofferto molto, ora me ne fregherei.

    • “Mi sono sempre e solo limitata alla corretta informazione sull’allattamento e stop” vedi, già solo pensare che una mamma che non allatta non abbia avuto una corretta informazione su (o non sappia) è un po’ offensivo. Scusa se te lo dico…. i motivi per cui non si allatta sono talmente tanti, talmente profondi e talmente delicati che qualsiasi parola su è offensiva.

      • Anonimo

        Che fatica, sempre a giustificarsi…naturalmente davo consigli richiesti o davo corretta informazione quando sentivo castronerie che non si potevano sentire. Ho avuto ENORMI difficoltà nel l’allattamento e ringrazio infinitamente chi allora mi diede i giusti consigli, perché se fosse stato per i pediatri o le amiche non ce l’avrei fatta. Consigliare non significa giudicare, mai fatto, anzi sempre detto che ogni mamma ha diritto a fare quello che vuole. Diverse mamme mi hanno ringraziato sia per i modi delicati e per la corretta informazione. Si sentivano giudicate se per esempio allattavano a richiesta e di conseguenza lasciavano piangere il bambino anche se il loro istinto non avrebbe voluto farglielo fare. Io sono stata giudicata CONTINUAMENTE da tutte le mamme che non la pensavano come me, mi dicevano proprio che sbagliavo, io mai fatto. Ed erano tutte mamme che non avevano allattato..vedi tu..
        Non parlarmi di delicatezza, perché io l’ho sempre usata, non mi conosci, non giudicare, non sai come parlavo a queste mamme. Davo solo consigli tecnici, davo numeri di telefono per aiuti più professionali. Il tutto se richiesto naturalmente. Mai rotto le palle a nessuna, ma a me le hanno SFRACASSATE..

      • Dimenticavo..sai quante mamme avrebbero potuto allattare se avessero avuto le corrette informazioni? Conosco una mamma che c’è riuscita alla terza figlia e ne è felicissima. Mi disse “Le avessi sapute prima queste cose che mi dici!” Nessuno vuole costringere nessuno ad allattare, ma la giusta informazione ci vuole.
        Ci sono donne che probabilmente è meglio non l’abbiamo fatto per milioni di motivi personali, d’accordissimo! Ma ce ne sono altrettante che non ce l’hanno fatta perché non hanno avuto il giusto supporto e la giusta informazione. Le donne sono spesso sole in casa e non c’è niente di più deleterio. Per questo sono d’accordo che per crescere un figlio (ed una mamma) ci voglia davvero un intero villaggio…che purtroppo spesso non c’è.

  8. Resta solo sa capire CHI le porterà e DOVE. 😀

  9. Il paragone con la tifoseria da stadio è più che azzeccato !!! Purtroppo via Internet alcune storture si moltiplicano all’infinito e anziché sentire solo il commento della vicina di casa ti arrivano 30 commenti, uno più giudicante dell’altro. Però la cosa buona è che forse proprio a causa di questa sproporzione ti rendi conto più velocemente di certe dinamiche e prendi le distanze. Almeno, questo è quello che auguro a tutte le neomamme 2.0

  10. Bellissimo. E mi dispiacque molto che naufragò il progetto di Pessimemamme, che aveva questa tua impostazione pacata e insieme demistificatrice degli sterili dibattiti sui social.

  11. Gio

    Ho allattato tanto ma non troppo, ho portato abbastanza ma poi basta, pannolini lavabili quasi sempre ma il lettone no e sti ca— anzi Estivi— Non lo scrivo per intero perchè una volta sono stata crocefissa su social network. Molti si arrogano il diritto di criticare, e da una parte e dall’altra, ma a volte alcuni tipi di madri lo fanno più forte. Non so perchè. Secondo me molto più importante di allattamento, fascia, pannoli è insegnare ai figli la tolleranza, vivi (bene con gli altri) e lascia vivere. Motivo per cui non sono stata più di tanto a proporre le mie pratiche neanche presso le amiche, sanno come faccio io e se sono interessate mi chiedono loro, se no godiamo di altri argomenti. Amen.

  12. genitorialmente

    Ciao arrivo dal blogstorming e per me sono passati 10 anni, da quei momenti ma sono ancora una neo mamma, si sono una neo mamma di due bimbe una adolescente e una per fortuna non ancora. Ma sono NEO perchè è la prima volta che devo fronteggiare le difficoltà di queste età, e devo essere portata, si come dici tu, e anche con la seconda figlia devo essere portata, perchè chiaramente è l’opposto della prima…Hai ragione qualcuno pensi anche alle mamme o ai papà siamo tutti NEO.

    ciao

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