Occhi negli occhi

Cara Infanta,

mi dispiace, sai, che in questi giorni “non ci prendiamo”.

Sei così piccola ancora, ma non sei più la mia bambina con le manine pacioccose. No, non è vero, lo sarai sempre, ma sei già di più, sei già anche di più.

E non è colpa tua se dietro quello sbuffo quando ti ripeto qualcosa per la tantiliardesima volta io vedo l’ombra dell’adolescente che sarai, e non è colpa tua se non capisci quando mi viene il magone e ti chiedo _ma tu mi vorrai sempre bene? 

E non è colpa tua se non capisci che dietro quella domanda scema, che non dovrei farti, c’è una mamma raffazzonata che ha tanta paura di non essere alla tua altezza, che dovrebbe darti ali e radici come nella migliore tradizione delle frasi su facebook, e invece è grasso che cola se si ricorda che giorno hai ginnastica.

Non solo non è colpa tua, non è proprio compito tuo capire; perché tu dietro quegli occhi di nebbia sei ancora la mia bambina, e quell’adolescente, quella giovane donna, ancora non la conosci.

Però è già sul treno, amore mio.

Le prepareremo una torta e l’aspetteremo insieme.

Intanto stasera ci regaliamo una notte insieme nel lettone, ci leggiamo le storie di pirate, e ci addormentiamo sognando di bandiere col teschio, tempeste e arrembaggi.

Occhi negli occhi.

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5 commenti

Archiviato in crescere, Infanta, pensieri

5 risposte a “Occhi negli occhi

  1. Anonimo

    Io ti leggo da anni e ti seguo anche su altri lidi (Instagram, FB…) ma non commento mai. Però hai un modo di parlare alle tue bimbe che mi arriva al cuore, avendo io una cinquenne per casa. Tu sai dire quello che a me resta in gola. Anche se mi fai piangere, grazie. Chendra

    • Chendra ma ciao!!! quando faccio piangere voi è perché il mio bel pianto me lo son fatta anche io… Ora non sparire di nuovo eh? 😉

      • Quindi ‘sti post ce li mandi qui fuori apposta? Per dire: e che ho pianto solo io?
        Quindi sei cativa cativa nell’animo.
        Lo sospettavo.

        Tu sai che poi quell’adolescente, donna o uomo che sia, arriva e tu lo guardi e pensi che aveva le manine pacioccose e lui non se lo ricorda per niente, ma tu si che te lo ricordi e un sacco di vita se n’è andata e non sai se sei stata una madre sufficientemente arraffazzonata, ma comunque decente e pensi che sì, adesso lo scoprirai.
        Boh… mica lo so come prosegue sta storia.

  2. Sarà dura, durissima… lo penso anch’io. O forse no? Forse la nostra generazione di genitori si smaltisce un po’ di adolescenza filiale lungo il percorso? A volte mi chiedo se è solo riscaldamento prima di entrare in campo o se questo allenamento poi mi verrà scontato al momento giusto. In bocca al lupo e, intanto, buoni pirati e piratesse.

  3. guitar

    E io che conto i giorni che ci dividono da quel giorno?…giorno in cui diventera’ GRANDE. La mia piccola che diventa signorina…e mi sembra di non esserci stata quando era ora; che e’ volato il tempo e mi sembra di averla ancora in pancia.

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