Febbraio

L’Iowa non è il luogo dell’inquietudine.

E’ il luogo dove un po’ per volta si sistema quel che s’era rotto, si rimettono insieme i pezzi, ci si accorge di aver fatto sciocchezze e si chiede scusa.

E’ un luogo di pazienza, dove le giornate sono brevi eppure lente, dove la domanda costante, continua, instancabile è che cosa vuoi? Davvero? No, davvero, che cosa vuoi?

E te la ritrovi in ogni luogo e in ogni lago, e a volte, solo a volte per fortuna, diventa così grande da scoppiarti in testa, come un palloncino con dentro altri palloncini con dentro altri palloncini che scoppiano e volano e si scontrano e se anche sono leggeri vorresti che si fermassero un attimo, per vedere il cielo pulito.

Perché il problema è che dietro quella domanda si nasconde lo spettro dell’ingratitudine, il peggiore dei peccati, quello che non ti perdonerai quando le cose andranno male. Ma come, ma se va tutto bene, perché fai così? Perché non possiamo starcene tranquilli e basta? Sai che presto la rimpiangeremo, questa insoddisfazione, questi palloncini che ti scoppiano in testa?

Sai che questa pace andremo a cercarla e raccoglierla con la cavagna bucata?

Certo che lo so.

Eppure, qui in cucina, i fornelli e la finestra grande, sento frusciare fra le piante di granturco, e sento gli spiriti sussurrare, e le nuvole scorrono veloci.

Perché non scordiamoci che è l’Iowa, non il paradiso.

 

 

 

 

Annunci

4 commenti

Archiviato in Uncategorized

4 risposte a “Febbraio

  1. Nel mio piccolo vivo questa inquietudine nel paesino di montagna dove vivo. Guardo fuori dalla finestra e sembra di essere in paradiso, una pace tremenda. Questa solitudine, questa pace, mi pesano, mi pesano tantissimo. Spero di cambiare un giorno, anche se so per certo che questa pace mi mancherà.

  2. Ma pure in paradiso, secondo me, si resta inquieti. Io non la vedo così negativa. Finché si è vivi si è spinti sempre a cercare. Non per nulla Eva scelse la mela. Io, forse avrei fatto lo stesso, ma sono una dannatissima inquieta, come te, ma un po’ peggio: il mio Iowa non l’ho ancora trovato. Ohibò.

    • Ah Suster. l’Iowa io l’ho trovato oltre le montagne infuocate di orgoglio e i laghi velenosi di autocommiserazione. E da ultimo, e ci lotto ancora, il drago delle aspettative altrui deluse.
      Insomma si fa una tale fatica ad arrivare a sorseggiare té freddo sotto quel portico che insomma, uno vorrebbe che sti spiriti se ne stessero un po’ in pace. NO, non è una cosa del tutto negativa, solo… ecco, solo che non è piacevole, finché non riesci a indirizzarla. ma ci lavoriamo 🙂

Un penny per i tuoi pensieri!

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...