Stirare, a luglio.

Stirare a luglio è un concetto che il pensiero non considera.

E’ poco moderno.

ma siccome Seavessi ha provato a seguire i millemila trucchi per non stirare affatto, e ha scoperto che a mettere in pratica i trucchi, coordinare le lavatrici, stendere con precisione millimetrica e poi viene il temporale, Giuda ballerino, ci mette il doppio del tempo di quello che ci mette

a stirare

a luglio.

Stirare a luglio è zen.

perché alzarsi presto per stirare ti arrivano in casa gli ispettori dell’ONU e fanno no col ditino.

Stirare la sera in cucina dove non c’è GoT e Billions e le repliche di Will & Grace (che significa volonta’ è grazia, e se davvero stai trovando significati mistici nel titolo di una sitcom è perché sì, stai stirando. A luglio) comunque no, stirare la sera no.

Così si stira ora, quando il ricircolo dell’aria è al minimo storico, e il caldo è immobile, e da fuori arrivano le voci delle young ladies, grilli o cicale o altri orribili insetti, e cinguettii come non ci fosse un domani, ma allo stesso tempo arriva dietro tutto questo tanto silenzio.

Un silenzio estivo che fa molto It, non la parte paurosa, la parte di struggente bellezza.

Fa molto Via col Vento e tè freddo nel portico e pisoli, che non stai facendo, perché stai

Stirando,

a luglio.

E sia detto con perdono, senti la gocciolina di sudore che ti scende lungo la schiena, e, mentre spiani l’ennesima maglietta di Elsa, ironicamente ghiacciata, getti il cuore oltre l’ostacolo e pensi dopo vado in piscina.

A quel punto diventa bello. Diventa zen, anche se è pure sempre stirare a luglio, quindi una cosa abbastanza idiota, ti lasci avvolgere di silenzio e cinguettii e rumore di figlie in bici.

Pensi al caldo pigro di un primo pomeriggio in spiaggia,

sogni il mare,

e cose lente e vuote di pensieri.

E prendi la prossima maglietta.

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7 commenti

Archiviato in Uncategorized

7 risposte a “Stirare, a luglio.

  1. questo messaggio vi arriva a cura della montagna dei panni che mi guarda minacciosa in casa.

  2. giliola

    Smaltita pila di panni alta come l’Everest giusto venerdì pomeriggio, era da due settimane che non prendevo in mano il ferro da stiro. trentottograditrentotto, accendo li split per creare per lo meno un’atmosfera umana, il caldo umido, il vapore hanno buon gioco di lui e dopo un’ora il marpione alza bandiera bianca e comincia a riversare una cascata d’acqua sopra l’amplificatore dello stereo del figlio…….. il seguito del pomeriggio è un incubo tra visioni di foreste equatoriali e distese di ghiaccio polare….. ne sono venuta a capo: vuotata completamente la cesta, ma credo di aver perso l’ottanta per cento della mia componente acquosa. Ci dovrebbe essere una legge che proibisce severamente l’attività di stiro a luglio, con l’obbligo di andare tutti quanti in giro belli stropicciati……..

  3. Mammaparallela

    Yu-hu…. Dopo luglio è arrivato (e quasi passato) novembre. Con i meno due gradi fuori adesso si, stirare è un’altra cosa… Mi mancano i tuoi post. Mamma parallela 😉

  4. GILIOLA

    Pure io ogni tanto passo speranzosa di trovare qualche novità da leggere……. ;(

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