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Hello world

finalmente siamo qui, trasloco fatto, un po’ di fifa del nuovo, ma alla fine scrivere è scrivere ovunque si scriva, no ? (disse spolverando la sua scorta di tavolette d’argilla e lo scalpello per caratteri cuneiformi).

Da brava, no diciamo volenterosa, padrona di casa, vorrei dare il benvenuto a tutte, fate come a casa vostra, ditemi se vi piace il colore delle tende o se il cucinino semiabitabile vi disgusta.

L’importante è che il divano sia comodo, è lì che si chiacchiera!

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Slow Thought (for T. with love)

C’è un detto arabo che dice che nove donne non fanno un figlio in un mese,

e sì, puoi comprare il ragù nella lattina, ma se lo fai sobbollire piano piano per ore nella cucina tranquilla,  non è certo la stessa cosa

non puoi obbligare una torta a lievitare in un minuto, perché lo scopo della torta è – anche- profumare di buono la casa, e ricordarti di quando imburravi la teglia per tua nonna

e non puoi fare sbrigare un fiore a sbocciare, una pianta a crescere, a meno di fare pasticci genetici che forse magari anche no

e c’è un motivo se per apprezzare completamente un gesto atletico, un gol, una meta, uno scatto, lo guardiamo al rallentatore

e quando vai da qualche parte, per bello che sia il posto in cui vai, gran parte del senso del viaggio sta in quello che vedi dal finestrino, nella sfumatura di verde di un campo intravisto.

Sai secondo me perché è buono e giusto che ci vogliano nove mesi per fare un figlio?

Perché i primi mesi li impieghi a capire che è vero, sta succedendo, hai questa cosa che cresce dentro ed è un pezzo di te e allo stesso tempo non lo è affatto

e gli altri mesi ti servono a capire che quel figlio si staccherà da te, col tempo non avrà più bisogno del tuo seno, di essere tenuto in braccio, di darti la mano per attraversare la strada.

Nove mesi è il minimo, per non impazzire di fronte a una rivelazione del genere.

Non ti preoccupare del tempo che ci mette a crescere questo tuo bambino di carta, quando un giorno prenderà il volo ti sembrerà di averlo stretto fra le braccia solo per un attimo.

Buon blogcompleanno.



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Sense and Sensibility

Ossia la Ragione e il Sentimento, fra cui Seavessi ha oscillato come un pendolo impazzito nei giorni scorsi.



In realtà, inopinatamente, la parte della Ragione è spesso toccata a MaritoNP, in uno scambio di ruoli piuttosto destabilizzante; soprattutto per il fatto che il Sentimento è toccato a Seavessi, che lo gestisce con la grazia e la disinvoltura con cui maneggerebbe una bomba a mano senza spoletta.

Ma andiamo per ordine, o quasi.

La casa del mare ha un pavimento meraviglioso, una specie di marmiglia liscissima su cui è un piacere camminare scalzi. Sabato sera, ora di uscire a cena (e ovviamente frigo vuoto con l’eco), Seavessi pensa bene di schiantarsi fra il corridoio e la cucina, prendendo una storta terrificante.

MaritoNP _andiamo al PS.

Seavessi _NOOOOOOOOO figurati cosa vuoi andare al PS, cosa mi devono dire, che ho preso una storta? Giallosò, solo che se andiamo là con un codice men che bianco stiamo là almeno sei ore, e la bimba deve cenare e in casa non c’è niente e non troveremmo neanche parcheggio, io NON HO NIENTE andiamo in pizzeria.

Ovviamente la caviglia di Seavessi or ora ha tutto l’aspetto di un melone blu, e Seavessi medesima ha passato la domenica e il lunedì rimpinzandosi di OKI e saltellando sul piede sinistro su e giù per il ripidissimo paesello ligure.

Poi.

L’Infanta usa il ciuccio solo per la nanna, da quando aveva poco più di un anno. Questo per ottime ragioni pedagogiche, vale a dire che quando ha cominciato a parlare decentemente Seavessi dava di matto a sentirla biascicare col ciuccio.
Però i ciucci amati dall’Infanta per qualche ragione sono difficili da trovare nella Piccola Città, non li tiene nessuno. Seavessi domenica mattina va in farmacia a fare spesa di OKI, e vede uno scaffale PIENO di ciucci Infanteschi.

Dopo pranzo, ora di nannapiccola

Seavessi _marito, quasi quasi compro qualche ciuccio…
MaritoNP _ma va là, per quanto vuoi che li usi ancora?
Seavessi _ma è piccola! Non ha ancora tre anni, è presto, non mi sento di toglierle il ciccio della nanna, è troppo!
MaritoNP (all’Infanta nell’altra stanza) _Infanta!!!! Cosa dici se regaliamo il ciuccio ai pesciolini?
Seavessi (sibilando) _ma sei scemo! Ora mi va in crisi, le crollano le certezze, le si ribalta il mondo!
Infanta (distratta) _va bene papà.
Seavessi _eh?
Marito Np _visto? Infanta allora d’accordo?
Infanta _sì, il ciuccio lo diamo a pessssiolini che sono piccoli, io ho quasi tle anni.

E così fu che l’Infanta tolse il ciuccio.

Quella che più di tutti ha fatto le spese dell’overdose di OKI di Seavessi è stata La Tina, che aveva bisogno di calma e riposo e invece è stata chiamata e messaggiata in modo compulsivo e incontrollato, da una Seavessi in balìa di paure  retroattive e inusitati slanci comunicativi, non si sa quali dei due più spaventosi.

La Tina, scusa, uiloviù.

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Sefossi felice

Se avessi perso, smarrito senza neanche accorgermene, un’amica partita mentre io ero impegnata a sentirmi una mamma incapace
Se l’avessi ritrovata dopo un tempo indefinito, per vie che voi umani ecc ecc,
Se l’avessi ritrovata splendida come l’ho lasciata
Se avesse passato un intero pomeriggio con me e l’Infanta, probabilmetne annoiandosi a morte ma continuando a sorridere
Se l’Infanta le si fosse inerpicata addosso come un piccolo sherpa e l’avesse costretta a colorare uinnipù e raccogliere papaveri, e lei non fosse fuggita comunque
Se mi fossi accorta di quanto mi sia mancata
Se avessimo riso insieme come se non fosse passato un giorno
Se le augurassi tutto il meglio, e il meglio verrà
Se ogni tanto anche io dimenticassi nell’armadio la maglietta Sociopatica Anaffettiva
Se fossi felice.

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Seavessi ci arriva…

tardi ma ci arriva…

… a ringraziare di cuore pink per questo fantastico award


che arriva in un momento in cui molte cose della Seavessi-vita sono un gran casino, e non sembra ma un blog award scalda il cuore. Grazie pink, ricambio di cuore!

Orbene, trattasi di passare l’award a 3-5 blogamiche, e come sempre il difficile è sceglierle, quindi vediamo:

Contessa, che blogga da poco ma vogliamo che continui, nevvero Conti?

Mammazeroventi, per avere isolato il gene Candycandy, causa di tanti casini mammeschi

Lucyette, uno dei blog più interessanti  che mi sia mai capitato di leggere

E infine, last but not least, un neo-blog che secondo me ci darà tante ma tante soddisfazioni. 

Ladies and gentleman, I am extremely proud to introduce you


che prima o seguirà me e Dabo (e sì Dabo, award pure a te, ciapa lì) nel tunnel di Hell’s Kitchen

Seavessi vorrebbe anche mandare un grossissimo cuore di peluche tutto pieno di pizzo-e-luccichini con un TVTTTTTB grosso così a Finalmente, co-mamma di Pessime Mamme, perché è una persona speciale e la nuova veste del blog è bellissima e io vorrei sapere come diamine ha fatto a intuire che io ADORO Mafalda.


ah, inoltre:


Gì è amichetta mia 🙂

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