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Summertime, and the livin’ is easy

Seavessi è una persona che affronta le novità e i cambiamenti con spirito proattivo e grande apertura mentale.

A gennaio era già agitata perché ancora non si sapeva se ci sarebbe stato un qualche tipo di centro estivo, e non dormiva la notte pensando a come superare l’immensa estate con la coperta troppo corta delle ferie sue e di MaritoNP.

Quando, ora di maggio, qualcuno le ha detto che sì, in effetti ci sarebbe stato il centro estivo, Seavessi ha tirato un epico sospirone di sollievo, e immediatamente ha cominciato a preoccuparsi per i seguenti motivi:

  • Oh povera bimba mia disgraziata, costretta ad andare al centro estivo quando io alla sua età mi annoiavo serenamente per tutta l’estate con la nonna, ahimè la società moderna  e le vacanze lunghe in modo assurdo, ahi serva Italia di dolore ostello, terra di centri estivi e di ferie corte.
  • l’Infanta è la più piccola della materna, me la prenderanno lo stesso? E’ vero che il centro estivo è anche per i bambini della materna, ma se si accorgono che ha appena compiuto tre anni secondo me non la prendono. Oddio, arriveremo lì quella mattina e ci prenderanno a male parole e ci rimanderanno a casa dicendo che abbiamo barato, e ahimè come faremo.
  • Portano i bambini in piscina. Ohmy, la piscina. Ma chi guarderà l’Infanta che non si butti nella piscina grande? Chi le asciugherà i capelli? No perchè lei ha i capelli lunghi, sapranno come fare con una bambina con i capelli lunghi? Oh che madre degenere che sono che le tengo i capelli lunghi e la mando al centro estivo che la portano in piscina. E se le mandassi dietro ZiaBella col phon?
  • Seavessi mi congratulo con te, sei un genio del male. Ziabella in trench e occhiali da sole, alla il mio nome è Bella, Zia Bella, può benissimo mimetizzarsi nel bar della piscina e tenere d’occhio Infanta  e cucuzzaro del centro estivo.
  • Ciao sei tu l’educatrice? No? Fai quinta elementare? Scusa qual è l’educatrice? Come quella con gli occhiali, quella al massimo farà terza elementare. Ah, buongiorno Signora Educatrice, dicevo giusto qui alla bimba com’è ben organizzato il centro, e scusi non mi farebbe vedere la carta d’identità? No? Quella è la porta? Ah ecco vado. No, eh, vado. Scusi.
  • Come sarebbe pranzo al sacco? Cosa le metto nel pranzo al sacco? Come pane e nutella va benissimo? No capiamoci qui sono tre anni che chiunque mi sfrantuma le pall sottolinea l’importanza dell’apporto proteico le porzioni di frutta e verdura i broccoli come base della civiltà occidentale e le devo dare pane e nutella? Ah magari anche il fruttolo. Oooooooooooooooooook. Vaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa bene.

Quanto sopra per raccontarvi la leggerezza e la giocondità spirituale con cui Seavessi ha affrontato l’avventura.

Ieri a cena, Seavessi casa, interno sera.

Seavessi _Infanta domani vengo a prenderti io, sei contenta? Usciamo presto e stiamo un po’ insieme!

Infanta _ no mamma pel favole vieni più taldi che io voglio fale melenda coi miei amici.

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