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L’openspeis è quasi del tutto vuoto; in un angolo remoto resistono due eroici colleghi che dalle 8.47 dissertano sul legittimo impedimento, impedendo di fatto agli altri, e non in modo legittimo, di riaddormentarsi serenamente.


Seavessi aspetta.

Aspetta che sia ora di andare dal medico per dare una controllata a questa pressione ballerina.

Aspetta che sia ora di partire, dopo pranzo, alla volta di Milano per la simpatica e attesissima (fantozzi mode  – ON) festa aziendale di inizio anno fiscale, oh yeah.

Aspetta soprattutto che la festa aziendale di inizio anno fiscale, oh yeah finisca per tornarsene a casa di corsa, visto che fra le sue innumerevoli paturnie Seavessi possiede una idiosincrasia tremenda e abbastanza immotivata per l’andare a Milano.

Aspetta che sia domani per andare alla prima festa di compleanno da invitata dell’Infanta, che ha già dichiarato di voler mettere la gonna viola e i doposci rosa.

Aspetta che i due colleghi la smettano di sviscerare i massimi sistemi della politica e della giustizia.

Aspetta, trattenendo il respiro, che passi ancora questo fine settimana, l’ultimo lavorativo di MaritoNP, ché poi vengono i due bellissimi mesi dell’anno in cui la vita familiare prende ritmi umani.

Seavessi aspetta, un po’ svagata, tramortita dal ritmo improvvisamente blando del tempo.

Che bello non dover correre.

Ieri sera, per la gioia dei genitori orgogliosi, l’Infanta ha proferito le immortali parole _non siamo mica qui a togliere le macchie ai giaguari. 

Seavessi ha cercato di blandire la fanciulla con calamèlle e uovikindel per farle ripetere la frase, registrarla e usarla come suoneria del Cellulare Sfigato.


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Par condicio

…o del perché bisognerebbe pensarci quelle venticinque o ventisei volte prima di commentare i fatti del giorno a cena, sghignazzando col marito per le battute lette su facebook, davanti a un’Infanta con tre anni e tre chilometri di lingua.

Seavessi casa, mattino, interno giorno




Seavessi _Infantaaaaaaaaa Infantaaaaaaaaa è tardi! dove sono le mie scarpe?

Infanta _non lo so.

Seavessi (truce) _ah non lo sai? Ah sì? E chi è stato ieri sera a prenderle per giocare alla mamma_che_va_a_fare_la_spesa????

Infanta _è ttato Pisapia.







Sevessi aspetta a breve la multa dell’Agcom.



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Momenti di gloria

I film mentono.

Ci fanno credere che i grandi momenti di riflessione, quelli in cui capisci tutto della vita da_quel tizio è il mio grande amore e invecchierò con lui  a _no nella bagna cauda non ci va la panna, siano quantomeno favoriti da scenari altrettanto maestosi.

Rossella O’Hara  non si mette a sproloquiare che lei non avrà fame mai più davanti, non so, al frigo vuoto della cucina di Tara con la piglia di roba da stirare sullo sfondo. No, lei aspetta un tramonto in alta definizione e si piazza in cima a una collina in controluce sotto adeguata quercia pluricentenaria, con orchestra probabilmente nascosta su un camion appena fuori campo.

In Insonnia d’amore (Sleepless in Seattle), una delle pellicole cardine dell’educazione sentimentale di Seavessi,  Tom Hanks e Meg Ryan non si danno appuntamento domenica mattina alla stazione centrale davanti all’edicola grande e se ci perdiamo ci troviamo sotto l’orologio, noooooooo a costo di dover chiamare la Sciarelli per ritrovarsi uno con l’altro loro e il bambino Jonah si devono dare appuntamento  in cima all’Empire State Building, il giorno di San Valentino.



I film mentono, e le mamme lo sanno.




Le mamme sanno qual’è il VERO momento di comunione spirituale.





Ovviamente, Seavessi si riferiscce al momento-cacca.

Il momento-cacca è quello in cui gli Infanti sentono il dovere di aprire il loro piccolo, tenero cuore alla mamma che li guarda amorevolmente, sperando che si sbrighino perchè ha il caffè sul fuoco  – tipicamente, infatti, l’Infante studia il momento-cacca in modo da intralciare il più possibile le attività genitoriali e la routine casalinga.
Seavessi-casa, stamattina, interno giorno.

(in bagno, ovviamente)

Infanta _mamma ti devo dile una cosa.

Seavessi _e te parev dimmi amore mio.

Infanta _io quando salò glande sposelò il Mioluca e M. e F., e mettelò le scalpe col tacco come la zia.

Seavessi _certo amore mio, brava.

Infanta (convinta)_ e poi falò la maestla.

Seavessi _davvero?

Infanta (esaltandosi) _sì e andlò a lavolale in macchina.

Seavessi _certo zuccottina.

Infanta (con sguardo sognante) _e poi…

Seavessi _sì amore?

Infanta (con occhi verso l’infinito e oltre) _e poi mamma mi cambielò le putande da sola!!!

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Ereditarietà

A volte, solo a  volte per fortuna, Seavessi vede riemergere prepotenti nell’Infanta i geni della materna sventatezza, del materno pensiero laterale, della materna visione sempre un filo fuori fuoco.

Seavessi non sa se esserne contenta o no, visto che questa prospettiva sempre appena distorta, il trovare il nucleo della questione dove per gli altri c’è l’insalatina di contorno, è da un lato ciò che la condanna ad essere sfanc irrisa quando chiede di essere accompagnata al cinema, dall’altro ciò che rende un’avventura la sua vita casa-lavoro-Infanta.

Venerdì pomeriggio l’Infanta è arrivata a casa con il lavoretto per la festa della mamma; il lavoretto in sè ha mandato in brodo di giuggiole Seavessi:

trattavasi infatti di un fu-vasetto di pesto, con dentro un cuore di das fissato al tappo con uno stecchino, il tutto contentente acqua abbondantemente addizionata di luccichini e porporina.

Seavessi nutre un vergognoso debole per le bocce con la neve dentro, che di nascosto dal resto della famiglia colleziona e nasconde in un cassetto dove ogni tanto butta uno sguardo da drogata; quindi il lavoretto era fatto giusto giusto per fare breccia nel Seavessi-cuore.



Sembrava finita lì (a parte il fatto che Seavessi si chiede, inquieta, cosa ne abbiano fatto le maestre dei 12 bottoni * 43 bambini = 516 bottoni richiesti perentoriamente un mesetto fa).
E invece no.


Seavessi-lettone, sabato mattina, interno giorno

Infanta _mammapapà, vi dicio la poesia!

Seavessi _oh amore mio dolce, fragola nel mio bellini, anche la poesia! Ma sei bravissima!

Infanta _shhhh. Dicio la poesia per la festa della mamma.

Seavessi _ ok, shhh.

Infanta _ (non siamo riusciti a decifrare le prime due frasi)

…(omissis)
..è tutto più dolce con te, mamma!
Al mattino con un bacio
Mi risvegli dalla nanna…


(girandosi veso MaritoNP)

AUGURI PAPA’!!!!!!!!




( Tu Dabo, uit lov)

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Opinion leaders

E quando li cercavamo e non arrivavano, e noi giù a chiederci cos’ho che non va e fai visite e sticca e calcola le effemeridi di plutone che il marito ha l’impressione di andare a letto con un incrocio fra il Mago Otelma e Margherita Hack.

E quando poi ci prendono a calci dal di dentro, e preghiamo che vada tutto bene e guardiamo il prosciutto crudo come i vampiri guardano l’aglio, e ci si gonfiano i piedi e abbiamo l’umore di un caimano nutrito a yogurt e insalata.

E quando nascono e tutti ne sanno più di noi e allattalo al seno e non al seno e dagli la giunta e dagli la camomilla e dagli l’amatriciana, boh, prova.

Non c’è mica da stupirsi se poi noi mamme ci teniamo un cicinìn, che questi affarini che risucchiano il 120% del nostro tempo e delle nostre energie psichiche e mentali crescano  ‘n certo modo;  tutta sta faticaccia per tirare su uno/a che poi vuole andare a fare i casting del Grande Fratello?

Ma anche no, dai.

Ed è per questo che non appena l’Infante comincia a comunicare col resto del mondo (ma a dire la verità anche prima, vero?) ci poniamo il problema dei modelli da offrirgli, di chi e cosa sarà a formare il suo carattere, le sue opinioni, in definitiva la sua coscienza.

Per lo stesso identico motivo, i teletubbies ci turbano non poco – hanno in definitiva qualcosa di inquietante –  uinnipù e la sua puesca corte ci tranquillizzano (anche se temiamo un imprinting disneyano che poi farlo venire via son dolori), i little einsteins sì, quelli sì. E anche i barbapapà.



I Simpson sarebbe meglio di no, in effetti, anche se l’Infanta dice _ciucciami il calsìno e vi fa morire dal ridere.

Poi l’Infante va all’azilo, e lì si ride, perché le Massime Autorità dell’Umano Scibile diventano dade e maestre, e quel che loro dicono è il Verbo e se si sbagliano a dire che bisogna lavarsi i denti dopo aver mangiato a voi toccherà fare lavare i denti al pupo ogni volta che manda giù mezzo cracker, pena urla disumane di Infante tradito nei suoi valori fondanti.

Poi c’è l’incognita. Perchè è fondamentalmente vero che i figli diventano quello che gli insegniamo quando non stiamo cercando di educarli.

Seavessi casa, camera dell’Infanta, interno sera.

Seavessi come al solito è in ritardo e si aggira per casa come un’anima in pena, cucinando e riordinando e ritirando e facendo un gran casino.

L’Infanta vedendo l’occhio allucinato della genitrice si eclissa in camera sua.

Dopo un po’ Seavessi riesce a riprendere il controllo della situazione, la cena è pronta la lavatrice gira i panni sono stesi Gatto Abusivo è nutrito.

Seavessi sente l’Infanta chiacchierare in camera, e si avvicina senza fare rumore.

Seduta al tavolino azzuro in camera sua, l’Infanta sta facendo un discorso a cuore aperto all’Orso Bavoso, che ha al collo l’unica cravatta rossa di MaritoNP. Gli racconta una storia confusa ma (pare) appassionante riguardo a Lamàlta a uno scivolo e a chi ha ppinto chi. L’Orso Bavoso sta evidentemento fornendo saggi consigli.

Seavessi _ciao amore mio, scusa se prima non ho avuto tempo di giocare con te. Cosa fai di bello?

Infanta _laccònto cosa ha fatto Lamàlta all’asilo.

Seavessi _lo racconti all’orso amore mio?

Infanta _no, lui non è l’olsobavoso.

Seavessi (ohmygosh un altro amico immaginario, no peggio, sta immaginando un interlocutore che non c’è ed è colpa mia che avevo l’insalata da lavare e non l’ho ascoltata, diventerà un’adolescente incasinata perché non ha nessuno a cui raccontare cosa ha fatto Lamàlta) _oh amore mio, e chi è? La maestra? La nonna? Il MioLuca?

Infanta _no.

Seavessi _e chi è amore mio? Con chi stai parlando?

Infanta _con FabioFàssio.

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il piacere sottile della pioggia

Seavessi è sopravvissuta –non del tutto indenne – a un venerdì di pulizie intensive (Mrs Flylady santa subito) e a un WE di raffreddore e febbre suo, dell’Infanta e del resto della famiglia. 
Stamattina Seavessi ostenta una voce che sembra Marco Carta dopo una notte di piomba da tequila, e per questo motivo è stata diffidata da Wondermary dal parlare, perché non è proprio possibile cominciare la settimana ascoltando Seavessi che parla come Marco Carta.
Quindi Seavessi scrive – e diffida chi legge dall’immaginarsi quanto scrive letto con la voce di Marco Carta.

Seavessi nonostante il WE  buio e tempestoso continua con il suo mood primaverile, e nel WE ha preso alcune fondamentali decisioni.


  • Seavessi domenica pomeriggio ha pisolato, cosa che non faceva da almeno 10 anni se non in presenza di febbroni da minimo 39.5°. Seavessi ha amichevolmente mandato a ramengo la cucina da sistemare e i panni da stirare, e si è riposata. Si è riposata al punto che l’Infanta ci ha poi messo quasi un’ora per svegliarla, e ha approfittato della genitrice comatosa sul divano per mangiare un uovokindèl clandestino e rompere definitivamente i vecchi e amati occhiali rossi di Seavessi. Cosa c’entra col mood “sto rifiorendo come una foglia su un ramo”? C’entra che Seavessi sta, timidamente, provando il brivido di non avere tutto sotto controllo. Il lusso dell’imperfezione, la gloria del _sono stanca e mi riposo. E’ stato stranissimo.
  • Seavessi, rinfrancata dal pisolo, ha condotto una campagna senza esclusione di colpi contro il suo armadio, coadiuvata dal suo luogotenente l’Infanta che teneva il sacco della spassumièla (spassatùla + pattumièla). Ha buttato quasi tutte le felpe del ’93, i pantaloni sformati e le magliette macchiate con cui è usa paludarsi fra le mura domestiche, perché ha realizzato che la deprimono, e a breve investirà qualche decina di pleuri in abiti-da-casa nuovi e colorati. OOOOOOOOOOOOOOOOOh yes.
  • Seavessi ha giocato alle signòle e ha riappacificato le Bambole che litigavano tra loro.


Seavessi ha guardato l’Infanta che scrutava preoccupata fuori dalla finestra il giardino sotto la pioggia.

Infanta _mamma piove tanto…

Seavessi _sì amore, ma noi ce ne stiamo qui in casa al calduccio.

Infanta (visibilmente commossa) _gli squali si bàgnano… povelìni.

Seavessi incerta sul da farsi ha messo fuori un piattino di latte caldo per gli squali. 

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Pericolo è il mio secondo nome

Potrebbe sembrare, ai più, che Seavessi faccia una vita all’insegna della bonaccia, in cui il pericolo più pressante è costituito dalla presenza di talpe in giardino.

Ma Seavessi è una mamma, e come tutte le mamme (sì moms-to-be, pure voi) sanno, questo significa che è una specie di rambo pronta a tutto, soprattutto a prevedere l’imprevedibile.




Seavessi, fresca di cesareo, ha affrontato senza fare una piega (è il caso di dirlo) i temibilissimi Body con Poussoir, praticamente imbossibili da aprire e chiudere e per di più contententi l’Infanta urlante e il suo Pannolo BombaH.

Seavessi ha affrontato impavida la medicazione del cordone ombelicale, mentre NonnaG scandalizzata ripeteva _eh ma come, non viene la puericultrice dell’ospedale a cambiarla? No NonnaG, la puericultrice dell’ospedale è una figura mitologica di cui si è persa traccia a fine anni ’70. Noi mamme di oggi con una mano ci smazziamo la medicazione e con l’altra prepariamo le lasagne al pesto.

Seavessi è passata attraverso le forche caudine della Sesta Malattia, in cui gli Infanti così da un momento all’altro prendono fuoco e rimangono in fiamme per tre giorni, e solo alla fine quando sfiammano compaiono i puntini benedetti e si tira un sospiro di sollievo, oooh beh, era solo la Sesta.

Seavessi ha affrontato a spada tratta il feroce Inserimento Al Nido, che ha sfoderato le sue leggendarie armi ohmacosìpiccola e poverabimbachissàcomecisoffre.

Seavessi è passata attraverso lo Scilla e Cariddi del Rientro al Lavoro, e a nulla è valso il terribile macometiservonoaltripermessi, Seavessi testa alta e cuore oltre l’ostacolo è passata oltre.

Seavessi è sopravvissuta, invero con qualche acciacco, anche alla Temuta Recita di Natale.
Ma nulla di tutto ciò aveva preparato Seavessi a quanto è successo ieri pomeriggio.

Seavessi-porticato, pomeriggio, esterno giorno.

Scena bucolica di Seavessi e Infanta che stendono i panni al sole. Seavessi si gode il tepore e si droga col profumo dell’ammorbidente, e perde di vista per un millisecondo l’Infanta. 

Si gira e vede l’Infanta, con l’aria invasata, che corre verso di lei da dietro l’angolo della casa.

Istantaneamente pensa ai ladri ai rapinatori ai rapitori di bambini al meteorite ai maya agli Ufi e a Giacobbo, e perde quei 10 anni di vita, così tanto per.

Infanta  _UUUUUUUUUAAAAAAAAAAARRRRRRRRRRRRGHHHHHH!!!

Seavessi (per simpatia) _ UAAAAAAAAAAAAAAARGHHHHH!!!! INFANTA!!!

Infanta _A-RI-UAAAAAAAAAAAAAAAAAAAARGHHHHHH

Seavessi (realizzando che sono completamente sole, l’Infanta non è visibilmente ferita, non ci sono meteoriti in vista e il cielo è sgombro di alieni ostili) _Infanta ma porcapuffetta, cosa c’è? Mi hai fatto paura!!!!

Infanta (con aria da James Bond) _ma no mamma, non avèle paiùla. Glidàvo pel mandàle via gli squali, così non ti danno fattìdio.

Seavessi rivuole il Velme.

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A me gli occhi

Seavessi casa, domenica mattina, interno giorno.

Seavessi e l’Infanta sono sedute per terra in cameretta a giocare.

A un certo punto l’Infanta (che deve aver visto un cartone animato dove qualcuno ipnotizza qualcun altro) acchiappa l’orologio di MaritoNP – e no, Seavessi non fiata, sempre per il principio che MaritoNP deve imparare a non lasciare la sua robaccia in giro e se ce la lascia poi si gratta la rogn gestisce le conseguenze delle sue cattive azioni.



Infanta (agitando l’orologio) _mamma ti ipotizzo!

Seavessi (incantata all’idea di essere ipotizzata dall’Infanta, e già meditando su cosa comporti essre una mamma ipotetica) _ok amore, cosa devo fare?

Infanta (sempre sventolando l’orologio sotto il naso di Seavessi) _ti ipotizzo! Gualda l’olologio!

Seavessi _sì amore sto guardando…

Infanta (sventolando) _gualdi l’olologio mamma… gualda bene…

Seavessi _mmmm sì amore… ecco… mi viene già sonno…

Infanta (sempre sventolando)_ gualda bene eh!

Seavessi _sì amore guardo bene!

Infanta _che òle sono????















PS Seavessi nel WE ha riempito due sacconi di giuochi praticamente nuovi-mai-guardati fra cui anche un fantastico tavolinomultiattivitàdiuinnipùeisuoiamicieparentidelbosco, e i settimana porterà i sacconi al più vicino ospedale pediatrico. L’Infanta si gode la sua stanzetta sgombra.

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Variazioni sul tema

Original version

Nella cantina di un palazzone
tutti i gattini senza padrone

organizzarono una riunione

per precisare la situazione.


Quarantaquattro gatti,

in fila per sei col resto di due,

(…)

Infanta Remix #1

Una gallina in un palassone
con i gattini e il suo padlone

olganizzalono una liunione

per plezsghnunf la situazione.


Qualantaquattlo gatti,

in fila pel sei col lesto di due,

(…)

Seavessi _Infanta, no, non c’è la gallina! Questa è la canzone dei gattini, ti ricordi?

Infanta (sculettando)_ciapa la galeina coccodè!

Seavessi _sì Infanta, ma è un’altra canzone!

Infanta Remix #2

Nella cantina di un palassone
una bambina sensa padlone

olganizzalono una liunione

per plezsghnunf la situazione.


Qualantaquattlo gatti,

in fila pel sei col lesto di due,

(…)

Seavessi (radical chic mode – ON) _Infanta, NO! Le bambine non hanno un padrone! Mi raccomando, non dire più queste cose! Le bambine hanno le mamme i papà  le zie i nonni le maestre i Velmi e le Solelline nell’Almadio, ma NON hanno il padrone!

Infanta (polemica)_io ho detto una bambina SENSA PADLONE.

Seavessi (arrancando) _no amore mio, le bambine non c’entrano niente coi padroni, e poi questa è la canzone dei gattini!

Infanta _uffa mamma… allola te la licànto.
Infanta Remix #3

Nella cantina di un palassone

una bambina sensa gattini

olganizzalono una liunione
per plezsghnunf la situazione.

Qualantaquattlo gatti,

in fila pel sei col lesto di due,

(…)

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Non è giornata.

Decisamente il venerdì NON  è la giornata di Seavessi.

Seavessi non sa cosa fare per cena

Seavessi ha un miliardo di mail superurgenti che contengono altrettante urgenze lavorative da leggere

Seavessi non crede più alle urgenze lavorative

Seavessi vorrebbe uscire e fare due passi al sole

Seavessi ha appena saputo che lunedì pomeriggio ha una simpatica riunione plenaria special guest il consulente strapagato che sostiene che viva il cambiamento che figata la precarietà

Seavessi non sa cosa fare per cena

Seavessi stamattina per radio ha sentito una vecchia carampana rintronata, ma comunque DONNA, sostenere che la colpa è delle escort che escortano i poveri ingenui che nulla ne sapevano che loro escortassero, e per quei 10 millisecondi ha rivalutato l’idea dell’eugenetica.

Seavessi ODIA la parola escort

Seavessi non sa cosa fare per cena

Vabbeh, si è capito che Seavessi non sa cosa fare per cena?

Seavessi ha anche scoperto che l’Infanta ha ereditato il suo dubbiamente pregevole eccesso di fantasia e  tendenza al pensiero laterale.

Per dire, anni fa NonnaG, Seavessi e ZiaBella se ne andavano a spasso per un mercatino dell’artigianato. Arrivano davanti a un banchetto dove sono esposti dei bellissimi gnomi di ceramica, gestito da un’adorabile signora dal bel sorriso e dallo sguardo dolce e materno, del tipo che Seavessi l’avrebbe assunta sul momento per allevare i suoi non ancora esistenti figli.

NonnaG _oh signora, che belli questi gnomi, li fa lei?

Dolcesignoradall’ariamaterna _sì, le piacciono?

NonnaG _moltissimo.. che bella fantasia che ha…

Dolcesignoradall’ariamaterna _ehm… no in effetti non è fantasia..

NonnaG _?

Dolcesignoradall’ariamaterna (bisbigliando)_ecco vede signora… io gli gnomi mi sono entrati in casa… me li sono trovati in cucina…
Ora, una persona normale avrebbe pensato qualcosa del tipo

_mah magari la signora ha saltato la riunione degli AA…
_forse è meglio chiamare la neuro
_le telecamere nascoste? Dove sono? Saluto tutti quelli che mi conoscono!

Seavessi e Ziabella si sono guardate, e in coro hanno detto _se mi ritrovo uno gnomo in cucina lo tramortisco di ciabattate.

Dunque Seavessi non dovrebbe stupirsi del sincretismo dell’Infanta.

Seavessi-casa, camera da letto, interno sera

Seavessi (in piedi sul letto, cercando di sistemare il quadro che sta sul muro sopra la testiera) _ecco Infanta, mi dici se è dritto ora?


Infanta _no mamma è ancola ttotto. Mamma ma quella è SantaMalìa?

Seavessi _sì Infanta, è Maria  la mamma di Gesù

Infanta _quella che diciamo le pleghièle?

Seavessi _sì Infanta brava…  hai capito chi è?

Infanta _ sì ho capito. E’ la Fata Madlìna.


Futuro catechista? Accetti solo cash o posso portarti anche salami, polli, torte fatte in casa?




(post dedicato a Lucyette, che probabilmente dopo questa mi toglierà qualunque tipo di amicizia)

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