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Ma come ti vesti?

Come accennato in un altro post, Seavessi non è una persona particolarmente stylish; proprio per dirla tutta, Seavessi si veste perché deve e perché fa freddo, ma trova tutta la faccenda piuttosto noiosa. Si diletterebbe invece con gli accessori, ma non li sa abbinare, per cui tendezialmente sta sul neutro-classico-mi guardi ma non mi vedi.

L’Infanta no.

Nell’Infanta sono riemersi con violenza i geni di ZiaBella, per cui la calza va abbinata alla gonna che va abbinata alle mollette per i capelli. Seavessi, affascinata, osserva ed esegue.

Beh, esegue.

Ci prova.

Seavessi-casa, camera dell’Infanta, interno sera.

Seavessi (aprendo il cassetto)_ su amore, prendiamo la biancheria e il pigiama che andiamo a fare il bagnetto.

Infanta _Noooooooo tu no! Le sceglio io le putande!

Seavessi _eh va beh, scegli tu le putande…

Infanta (tirando fuori 26 paia di putande) _questa no… questa non mi  piaze… questa è lotta (?)… 

Seavessi –senti non tirare fuori tutto…dimmi che putande vuoi, quelle di Titti?

Infanta _no quelle di Titti no..

Seavessi _queste coi cuoricini viola? Va che belli i cuoricini viola..

Infanta _no non mi piazzono.

Seavessi _queste rosa col fiocchetto eh? Vanno bene?

Infanta (col magone) _no…

Seavessi (estenuata) _infanta senti ma come le vuoi ste mutande?

Infanta _ con le mietitlèbbie.

Per chi non avesse dimestichezza con le risaie, questa

È una mietitrebbia.
Enzo e Carla, tremate.

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Solitudine

Oggi Seavessi voleva scrivere un brillantissimo post che avrebbe chiarito una volta per sempre i misteri della mammitudine, con incluso un link al manuale della Perfetta Mamma Degenere (edizioni Balocchi&Profumi, naturalmente) ovviamente  scritto e diretto da Seavessi in persona.
Ecco, Seavessi ce l’aveva proprio lì sulla punta della (lingua? Penna? Tastiera?) ecco insomma stava per cominciare questa Enciclopedia Completa e Definitiva della Genitrice, quando si è accorta di avere i piedi gelati.

Seavessi _oh Collega, ma non fa freddino oggi?

Collega _ eh sì, poffarbacco perdindirindina accidempoli, la caldaia non è partita.

Fuori ci sono circa 2 gradi sotto zero, l’openspeis ha tirato fuori vecchie sciarpe che bivaccavano in fondo all’armadietto, sono spuntati vecchi pashmina di colori improbi dimenticati negli armadi, e chi come Seavessi non aveva particolari pretese fashion si è infilato il piumino e tanti saluti.
Ora Seavessi e i colleghi stanno battendo i denti in coro alle scrivanie, perché per somma disgrazia la macchinetta del caffè ha emesso un sibilo diabolico e sputazza solo bicchierini vuoti.


Quindi purtroppo a Seavessi è passata l’ispirazione, e ahimè toccherà aspettare  che le torni per poter leggere la Summa Theologica Mammesca. Resto del mondo, cerca di sopravvivere nel frattempo…



Qui seduta coi piedi gelati e di umore abbastanza tetro, Seavessi riflette sulla solitudine e sulle sue varie definizioni e sfaccettature.

Ieri sera NonnoG e NonnaG, da qui in poi SantiSubito, presi da un impeto di carità cristiana hanno invitato a cena la Seavessi-famiglia, che si è infilata le ciabattine ed è rotolata sul sentierino di pietra per una dozzina di metri in dirzioane casa-dei-nonni.

A cena erano dunque presenti i ranghi completi: NonnoG, NonnaG, ZiaBella, MaritoNP, Infanta e Seavessi e tutti insieme in attesa di mangiare si davano a varie attività: chi leggeva il giornale al rovescio , chi spiaccicava palline di didò, chi richiedeva bistecchine impanate,  chi giocava con l’aifòn di talaltro.

Seavessi _oh beh, visto che qui non serve aiuto io vado un attimo casa a vedere se la lavatrice ha finito, così stendo la roba.

Infanta (con occhi da nanetto di Biancaneve) _ma ci lasci qui tutti soli?

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Hello world!

Seavessi è tornata in ufficio, rantolante e sibilante, ma rassicurata dalla sostituta dell’adorato DottorS (momentaneamente a Santo Domingo a curare gli Infanti di colà) di essere _non troppo contagiosa;


i colleghi vicini di banco ringraziano e vanno di amuchina gel che è un piacere.

Collegasenzafigli _eeeeeeeeeeh va beh dai, stavi male ma pensa che bello, hai fatto la mamma a tempo pieno tutta la settimana… sei stata con la tua cucciola… chissà come te la sei goduta!!!

Ora.

Già a Seavessi vengono le verruche sul naso a sentire dire _mamma a tempo pieno. Eccheè, sono part time normalmente? Una mamma a mezzo servizio? Mom-sharing? ‘na roba di seconda scelta da spender poco?

Non bastasse, il termine cucciola per Seavessi è una di quelle parole tipo _attimino o _implementare, ne abbiamo tutti qualcuna di queste parole, che fanno l’effetto del gesso spezzato sulla lavagna e fanno partire l’istinto di uccidere in modo lento e doloroso chi le pronunci.

Last but not least, definiamo il concetto di godersela.

Seavessi ripensa a se stessa tossente scatarrante e febbricitante, che passa la giornata inseguendo un’Infanta ormai guarita ma isterica causa bentelan + antibiotico + reclusione forzata che fuori siamo sotto zero.
Ci aggiunge la visione forzata di Sclèc 1 2 3 e financo 4, per un numero imprecisato di ore al giorno.
Shakera il tutto con una manciata di MaritoNP nervoso che povero, la sera non dorme, e un pizzico di Collega che chiama chiedendo cose improbabili a cui Seavessi ha già risposto quelle 18 o 20 volte.
Nonostante gli sforzi di Seavessi, il risultato non rientra nemmeno in un concetto molto molto ampliato di “godersela”.
Non è quindi del tutto incomprensibile che Seavessi abbia ringhiato alla collegasenzafigli, giusto?

Passiamo alle cose serie.

L’Infanta sabato è caduta sulle ginocchia e si è fatta una grave ferita, visibile con un microscopio di media potenza.

Infanta (indicando un ginocchio)_buaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaahhhhhhhhhhhhh mammaaaaaa ho la bibi!!!!!!

Seavessi _oh amore fammi vedere… ma no non è niente cara…

Infanta (scoprendo l’altro ginocchio) _nooooooooooo mamma io ho la bibi mi fa maleeeee!!!!

Seavessi  (Mary Poppins mode – ON)_ ma no amore dai… facciamo così, ora cantiamo così spaventiamo la bibi, le bibi hanno paura delle canzoni sai?

Infanta (con lacrimuccia) _sì mamma canti la canzone!!!

Seavessi (presa alla sprovvista) _ehm… oddio…. boh… oh accidenti non mi viene in mente niente… ehm… MARE PROFUMO DI MARE, CON L’AMORE IO VOGLIO GIOCAREEEEEEEEEEEE (ndr non è inquietante sapere che alcuni degli scarsi neuroni disponibili di Seavessi sono occupati dall’utilissima sigla di Love Boat?)

Infanta _ più folte mamma!!!

Seavessi  (a squarciagola)_ E’ COLPA DEL MARE DEL CIELO E DEL MARE, IO NON CI CREDEVO MA POSSO SOGNAREEEEEEE, FORSE E’ SOLO DAL MOMENTOOOOOOO

CHE CREDO AL SENTIMENTOOOOOOOOOOOOOOOO…

Infanta _pòvela bibi……..

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Addirittura

… che poi pure una sprovveduta come Seavessi, che non ha uno straccio di piano educativo a lungo termine, ci prova lo stesso a tenere una linea, sia pure oscillante fra lo spiegoaoltranza e il quicomandoio.

…che poi anche Seavessi si nasconde in bagno per leggere le oscene Riviste Fainfigliotechepoilofaccioanchio, ricavandone consigli improbabili e sensi di colpa a cui da sola non era arrivata a pensare.

…che poi in fondo basta il buon senso aka sale in zucca, non è che ogni volta bisogna fare una seduta spiritica e evocare Marcello Bernardi per sapere che non è una buona idea educare a urlacci.

Ma ci sono giorni in cui le avverse circostanze, la luna in trigono con Urano, il sonno arretrato e il marito brontolone si scontrano tutti insieme e vien fuori uno Psycho party che metà basta.

Seavessi-casa, mattino, interno giorno

Seavessi si è svegliata in ritardo e ora sta cercando in contemporanea di truccarsi, vestire l’Infanta, rifare i letti, dare una passata al bagno e nel frattempo inseguire MaritoNP ricordandogli una per una (sia mai che ci facciamo una lista) le cose che deve comprare oggi che va a fare la spesa – quest’ultima parte è completamente inutile, non c’è caso che un individuo con dotazione cromosomica XY riesca a comprare la farina autolievitante per pizza e focaccia no quella per i dolci eh! Oppure l’ammorbidente in granellini azzurro o se non c’è quello bianco anzi no forse è più giallino comunque no quello rosa che mi fa schifo.

Seavessi _Infanta vieni qui che ti metto la felpa che t’ho già chiamata due volte non farti chiamare la terza! INFANTA!

Infanta  (dalla cucina)_mammaaaaaaa il Velme ha mangiato tutti i Pandittelle!

Seavessi _MARITONP!!! Marito NP  brutto (qui si spera che l’Infanta non abbia sentito) hai finito i Pandistelle! Ma si può! Lo sai che al mattino servono i Pandistelle!!! INFANTA VIENI QUI CHE TI METTO LA FELPA!

Infanta (dalla cucina)_noooooooo non è ttato papà! E’ ttato il Velme! BUAAAAAAAAAH mamma è ttato il VELME!


MaritoNP (perplesso) _quali Pandistelle? (NDR cosa si risponde a una domanda del genere? Quanti tipi di pandistelle tenete voi in casa?)

Seavessi (alzando la voce e con l’occhio che comincia a lampeggiare, piomba in cucina brandendo la felpa) _Infanta non mi interessa niente chi è stato! Vieni qui che siamo in ritardo e MaritoNP cerca i buoni pasto che non li trovo! E’ tardi! E’tardissimo non è possibile se non mi sveglio io non si sveglia nessuno!!!

Infanta (correndo intorno al tavolo) _mamma non voglio la felpa viola voglio quella losa! NO! NON VOGLIO!

Seavessi (psycho mode – ON) _ AAAAAAAAAAAAARGHHHHHH! INFANTA! MARITONP!!
 BASTAAAAAAAAAAAAA NON NE POSSO PIU’ INFANTA ADESSO BASTA METTITI LA FELPA E STAI ZITTA TE E IL VELME E I PANDISTELLE MARITONP IO NON CE LA FACCIO AL MATTINO MI DEVI AIUTARE! INFANTA NON MI INTERESSA CHE LA FELPA E’ VIOLA ORA TE LA METTI CHE IO MICA POSSO CORRERE DIETRO A TUTTI METTITI STA FELPA SE NO DICO ALLA NONNA CHE NON TI DIA L’UOVOKINDEL E NON TI SALUTO DALLA FINESTRA DELL’ASILO E DOMENICA NON ANDIAMO IN PISCINA E DOMANI TI ARRANGI A VESTIRTI IO NON TI AIUTO PIU’ TE E TUO PAPA’ E LA FELPA VIOLA IO PRENDO IL PRIMO LOW COST PER CUBA E NON MI VEDETE PIU’! AAAAAAAAAAAAAAAAAAAARRRRGHHHHHHHHHHHH!




Infanta (calmissima, con aria interessata e leggermente divertita) _Addilittùla?

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Breve storia del complimento attraverso i secoli

1993

Seavessi si infila in un’epica discussione con la prof di filosofia a proposito di un’oscuro filosofo del ‘600, di cui in effetti importa pochino a entrambe, ma non si sopportano e ogni scusa è buona. Seavessi non sa neanche come ma sostiene la sua tesi e mette a segno anche due o tre idee ben piazzate, ovviamente alla lunga non reggerebbe il confronto ma suona la campanella.
Il suo compagno preferito si gira e le dice _oh Seavessi, sei una grande, sembrava che stessi parlando della Coppa Uefa!
A Seavessi, vagamente consapevole di aver appena sostenuto la prima discussione adulta della sua vita, sembra il complimento più bello del mondo.

1997

Febbraio, prima sessione di esami. Seavessi ha seguito tre corsi e ha già dato due esami in una settimana, si siede di fronte al docente per dare il terzo.
Il docente sfoglia il libretto e dice _Signorina, tre esami in un colpo solo! Bel fegato!
Seavessi si sente orgogliona perché sì, ci è andato un  bel fegato. Seavessi omette di precisare al docente che, in effetti, non aveva affatto capito che non era obbligatorio dare gli esami subito dopo la fine del corso.

2005

Seavessi e un collega commerciale sono alle prese con un immenso casino burocratico da risolvere, la trattativa, grossa, rischia di slittare. Con un colpo di reni mentale Seavessi si illumina, e riesce a trovare un inghippo che elude sia i problemi legali che la machiavellica burocrazia interna della Supermultinazionale.
Il collega esclama _caspita Seavessi! Mai visto nessuno rivoltare la frittata così!
Seavessi  dall’alto dela sua sovrana incompetenza contabile si sente come se avesse scalato l’Everest con un tacco 12.

2011

L’Infanta ha la tosse, ahimè l’unica cosa che gliela fa passare è l’orrida suppostina di Sobrepin. Incurante delle comprensibili rimostranze filiali, in una sola, fluida mossa, Seavessi branca l’Infanta, la piazza sul lettone, la sveste, compie il suo bieco dovere materno e dice _ecco amore mio, tutto fatto!
 Il tutto in meno di 8 secondi.
Marito NP, che ha assistito alla scena, esclama ammirato _Seavessi, sei il Billy the Kid delle supposte!!! 


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Il diritto alla messa in piega, ma anche no

Buon mercoledì a tutte voi che non avete di meglio da fare che venire qui a leggere come e perché secondo Seavessi le mamme hanno diritto alla messa in piega ma anche no.

Caffè?

Bicerin?

Sì il bicerin sì, dai. Prego, dopo di voi.


Dicevamo.

Il diritto alla messa in piega, ma anche no

Le mamme hanno diritto ad uscire dal loop di schizofrenia in cui le Riviste Faiunfigliotechepoilofaccioanchio (notoriamente divulgatrici di fuffa tipo pilates per under 1) e la Vox Populi  (notoriamente divuolgatrice di minch  sciocchezze tout court) cercano di gettarle.

Dicono le Riviste Faiunfiglioecc. e la Vox Populi:
Aaaaaaaaaaaaah bada bene, non è che adesso che hai partorito da ben 12 giorni ti puoi lasciare andare neh! Sussù, che è quel tutone? Che son quelle occhiaie? Come sarebbe dormi due ore al giorno e neanche continuative? Fila a truccarti, infilati un jeansino attillato, che sei pur sempre una donna! Sei stanca? Ma va là (vedi diritto ad essere stanche), che se ti scazzuoli di crema antirughe passa tutto! Il bimbo urla? E te credo che urla, va che capelli c’hai! Sussù, smolla il nano urlante alla nonna e riprenditi i tuoi spazi, ritrova la donnasecsi che è in te, vai alla conquista del mondo, o almeno fatti una messa in piega.
(Sottinteso: o se no poi non lamentarti che il marito fa gli occhi a cuore alla cassiera della Coop).

Orbene, la mamma implora ferie, coopta nonne, si alza un’ora prima per preparare la cena alle 6 di mattina, e riesce ad andare dal parrucchiere, che la saluta con un allegro _ooooh cara, ma sei proprio un disastro!!!(tradotto: gioia mia con meno di 70 euri non te la cavi)

Nel mentre che è lì seduta davanti allo specchio con l’asciugamano in testa – non c’è  come gli specchi del parrucchiere per mettere in risalto l’occhiaia color particuliere – la mamma si sente brava e orgogliona.

Ma ahimè, le Riviste Faiunfiglioecc. e la Vox Populi son lì in agguato per mano delle due carampane che stanno sotto i caschi, Gina e Pina.

Gina _ah sapessi, mia nuora mi dà dei dispiaceri… è sempre in giro, altro che fare la mamma, sembra una di quelle che ballano nei cubi (Gina non ha chiarissimo il concetto, sta palesemente copiando le frasi da Uomini e Donne), tutta truccata col fards e il gross.

Pina _e mia cognata allora? Invece di stare a casa a fare una torta a quei poveri figli che mangian solo merendine, pensa che l’ho vista al Neilsbars (detto gongolando, tronfia del parolone anglofono)

Gina _dove? (non ha capito ma disapprova sulla fiducia)
Pina _eh sì… in quei posti dove fanno la FRENSIS MENICURS!!! Dove fan tutte le unghie lunghe e colorate!!!

Gina e Pina in coro _ooooooooooohchetempi (è chiaro che il Nail Bar è appena stato promosso a Luogo di Nequizia e Perdizione)
(Sottinteso: con delle mogli così ci credo che i mariti fan gli occhi dolci alla cassiera della Coop). 

La povera mamma con le sue occhiaie e il suo asciugamano in testa cerca di mandarle mentalmente a sperticare noci, lottando col senso di colpa autoinstallante che le hanno dato in dotazione col bambino.

Una mamma ha il diritto di farsi la piega, e le unghie, e il colore, se ne ha voglia e se la fa sentire meglio, perché nessuno come le mamme sa quanto può essere infinitamente terapeutico comprare un ombretto nuovo in una giornata grigia in cui il bimbo piange il capo sclera e il marito rompe.

Una mamma però, ha anche il diritto di girare col tutone la ricrescita e le zampe di gallina in bella vista, se quel giorno è giù, se quel giorno non ce la fa, se quel giorno è stanca, e più ancora se era uscita per andare dal parrucchiere ma lungo la strada è stata risucchiata da una libreria e i 70 euri se ne sono andati in album di Calvin & Hobbes e B.C., che tirano su di morale almeno quanto la piega e durano mooooooolto di più.

Con o senza ricrescita, le mamme (che ovviamente includono le moms-to-be, a scanso di equivoci) restano creature incredibili e affascinanti, devono solo ricordarselo – e questo non è un diritto ma un dovere.

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Congiuntiviti

Seavessi ritiene che ogni mamma, in cuor suo, covi l’intima convinzione che colui/colei che la prendeva a calci dal di dentro sia esponente di un’evoluzione della specie, un essere umano 2.0, un bambino indaco o arcobaleno o del colore che volete voi.

Han voglia le mamme a schermirsi con le amiche, false come monete da tre euri,  a dire _ma nooooooooooo figurati, mia figlia è vero che a 18 mesi ha letto tutto Tolstoj, ma è una bimba normale eh?

Normale col piffero. Siamo TUTTE convinte di quanto sia speciale il losco individuo che ci fa fare 8 influenze l’anno trasbordando in casa i microbi dell’asilo.

Del resto, Seavessi non si ricorda chi abbia detto che da vicino nessuno è normale, e i vicinissimi Infanti non fanno eccezione.

E Seavessi nemmeno fa eccezione, visto che ogni giorno o quasi le casca la mascella davanti ai ragionamenti e alla proprietà di linguaggio dell’Infanta. Probabilmente tanto stupore è dovuto anche alla scarsa o nulla frequentazione da parte della sociopatica Seavessi di altri duenni, fatto sta che quando sente l’Infanta  spiegare a NonnoG che _la macchina di mamma è felma perché la battelia si è zcalicata, Seavessi si chiede da quale misterioso pianeta sia sbarcata quella piccola persona bionda che imbrocca gerundi e condizionali meglio di molti parlamentari – non che ci voglia chissà che, del resto.

Naturalmente Seavessi, lungi dal vivere serenamente il fatto di avere un’Infanta chiacchierina, riesce a crearsi un sacco di ansie improbabili.

Seavessi-casa,  bagno, interno sera.
E’ il momento del bagnetto e delle confidenze.

Infanta _mamma giochiamo alle Signòle?

Seavessi _ ma certo amore… a cosa giochiamo?

Infanta _giochiamo che io ztavo fazendo le commissioni.

Seavessi _ ehm… le commissioni… allora io ti dò questo (ndr una manata di schiuma) e tu mi dai il soldino?

Infanta (felice che quella stordita di sua madre per una volta abbia capito il gioco) _sì mamma sì! Grazie Signòla… (prende la schiuma) qui z’è il soldino…  TENGHI il soldino,  signòla…



TENGHI???
TENGHI??????

Seavessi da ieri ha messo la famiglia in quarantena congiuntiva, controlla la consecutio temporum a tutti quelli che parlano con l’Infanta e genericamente rompe le balle a chiunque apra bocca, guardandolo con sospetto,  pronta a correggere le frasi subordinate.

Seavessi da ieri ha in mente l’Infanta ventenne gieffina che ulula nel confessionale _Alessiaaaaaaaa nella casa è tutto amblificato, ma io sono una persona vera e la gggente a casa se ne accorgesse.



PS  Domani Seavessi vorrebbe andare avanti sulla strada della perdizione dei Diritti delle mamme, per chi mai volesse aggregarsi il tema di domani è Il Diritto al disordine, avanti siòre che c’è in palio l’ambìto Balocchi & Profumi 2011.

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Il Diritto al Dialogo (dj Seavessi remix)

Sempre dall’ elenco dei diritti dei bimbi e delle bimbe, e in vari blog in questi giorni, Seavessi legge del Diritto al Dialogo.

Che in effetti Seavessi ritiene fondamentale, e non è  ironica, una delle cose che fa più soffrire da bambini è il sentirsi non ascoltati / non presi sul serio.

Sentendo le parole Diritto al Dialogo, e leggendo i vari post sull’argomento, a Seavessi vengono in mente scene calde di intimità familiare, un po’ alla Settimo Cielo per intenderci, dove pareva che nessuno avesse null’altro da fare tranne parlare con chicchessia dei propri sentimenti, e non si capiva esattamente tutta sta gente di cosa campasse e soprattutto chi diamine puliva quella casa immensa, ché la mamma al massimo massimo si sgarava a fare ogni tanto il bucato e la spesa, gli altri 22 componenti della famiglia neanche quello, parlavano di come si sentivano e basta.


Secondo Seavessi alla sera il papà Pastore (di una non meglio precisata confessione protestante, credo) non c’aveva più le orecchie c’aveva direttamente due parabole di Sky.
Ma non divaghiamo come al solito, che mica stiamo qui ad asciugare gli scogli con lo straccio.

Dicevamo, Seavessi si immagina Se stessa e l’Infanta adolescente sedute a tavola davanti a un caffè mentre l’Infanta le racconta i suoi primi turbamenti di cuore, e Seavessi elargisce a piene mani perle di materna saggezza.

Più nell’immediato, Seavessi si accontenterebbe che le venisse spiegato perché nell’Almadio c’è una Solellina, come ci è finita, cosa fa lì dentro, insomma le normali domande che si pongono in ogni famiglia ( vero? vero che si pongono in ogni famiglia? vero? vi prego ditemi di sì…)

Ieri sera Seavessi è tornata a casa tardissimo dalla meravigliosa Festa di Natale Aziendale (leggere con voce alla Fantozzi), dopo aver fatto chilometri a piedi  a Milano a -6°, non aver capito niente di ciò che veniva detto per via dei timpani congelati, aver ripercorso i chilometri a piedi per riprendere il metrò, aver litigato con una capotreno e altre amene attività.

Il seguente dialogo si svolge mentre l’Infanta è nel lettino, prima di addormentarsi.

Seavessi _allora Infanta, come è andata oggi?

Infanta _pecchè non sei venuta a plendelmi?

Seavessi _ amore mio mi dispiace… la mamma era a lavorare…

Infanta _ è venuta la nonna a plendelmi e mi ha dato l’uovokìndel!!! Può venile la nonna anche domani?

Seavessi _ehm… ma anche no Infanta. E dimmi come è andata oggi all’asilo?

Infanta _è andata bene e tu dove eli?

Seavessi _a lavorare amore te l’ho detto.

Infanta _ ma la nonna ha detto che eli sul tleno.

Seavessi _sì sono andata col treno…

Infanta _ e pelché sei andata sul tleno?

Seavessi _ per andare a lavorare…

Infanta _ ma la nonna ha detto che eli sul tleno, no a lavolale!!! Pelché sei andata sul tleno?

Perché a quelli di Settimo cielo non capitavano mai queste conversazioni alla  Samuel Beckett ?

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