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… e i pirati.

_famiglia, famiglia!!! Venne infine marzo pazzerello che spunta il sole e apri l’ombrello, che c’è la fiera di San Giuseppe dove comprerò piantine aromatiche destinate a una triste e lenta agonia, che si esce con la giacca leggera e ci si prende un coccolone come ridere! Famiglia, sii lieta, è ora di pensare alle vacanze!

_Seavessi, se serve a schiodarti dall’umore tetro e fastidioso che porti a spasso prenotiamo anche quelle dei prossimi 5 anni. Dove andiamo?

_MaritoNP sono tre mesi che l’Infanta disegna l’albergo dove eravamo lo scorso anno, siamo stati bene, che dici, torniamo lì?

_uhm, mah, tu scrivigli.

scrivscrivscriv

_mmmh. Però. E se cambiassimo meta?

_sì sì papà evviva, che bellissime idee che hai, andiamo in un posto nuovo, evviva!!!

_eh, vero Infanta? Andiamo in un posto nuovo, è la mamma che non cambierebbe mai!

_sì uffa mamma, CAMBIAMO!!!!

_eh. E dove volete andare?

_(trionfali, guardando la coniuge/genitrice con aria di festosa aspettativa) NON LO SAPPIAMO!

_Ah ecco. (ci prova) tentiamo il Sud?

_ah… mah… bah… lontano… non conosciamo… ad agosto fa caldooohhhh… non si toccahhhh….

_MaritoNP che hai bellamente caricato di aspettative una seienne innocente ma che si ricorderà ogni tua parola nei secoli dei secoli e poi ancora un po’. Davvero ti aspetti che IO trovi un posto non troppo a nord e non troppo a sud e non troppo caldo ad agosto ma al mare e con l’acqua bella ma che si tocca? Ti ricordi che IO sono quella che per mesi ha creduto che Casoria fosse in provincia di Bergamo? Ti ricordi che le mie conoscenze geografiche sono all’incirca VICINO – LONTANO – CI VA L’AEREO – CI ABITA CHIARA – CI CRESCONO LE ARANCE?

-Ah… la fai lunga… andiamo… toh, nelle Marche, o in Abruzzo.

_No, la risposta giusta era Non preoccuparti amore, penserò io con grande spirito organizzativo a far quadrare tempi aspettative e budget risibile.

_Oh, andiamo, in queste cose SEI PIU’ BRAVA TU! Suvvia, digita, gugola, imaila e trova un posto con la spiaggia inclusa.

_Spiaggia inclusa.

_E acqua bassa, che si tocchi. Bandiera blu.

_Mamma però con la sabbia, da fare i castelli. E il letto a castello, mi raccomando!

_e vicina al mare che non ci sia da fare i chilometri per andare a pranzo.

_eh, e possibilmente a otto stelle e con Barbieri in cucina e che costi come un campeggio. Revoluciòn te cosa ci vuoi nella vacanza?

_(alzando il naso da Giulio Coniglio e il Pipistrello) io voglio I PIRATI.

_… e i pirati.

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La bambina che balla al supermercato

Le mamme quando diventano mamme ricevono una serie di doni.

Sono in massima parte doni come quelli delle fiabe, con un prezzo ben preciso, ma nondimeno sono doni.

C’è la capacità di svegliarsi se il respiro di un bimbo cambia ritmo, o se tossisce in un’altra stanza dietro due porte chiuse,

c’è la capacità di mettere comunque insieme la giornata anche come dopo le notti di cui sopra,

c’è la capacità di notare cambiamenti infinitesimali di umore, colorito, attitudine, che son poi le cose che fanno sì che il rapporto coi pediatri sia così complicato,

c’è il timer interno che dopo 1 minuto e 18 secondi di silenzio ti fa scattare in piedi e andare a controllare che nessuno stia istigando nessun altro a ingoiare pezzi di lego,

ci sono gli occhi dietro la testa e di lato e anche in cima, il superudito che capta un bofonchio sussurrato a tre stanze di distanza, l’agilità di acchiappare in tuffo un infante che sta per saltare giù dal tavolo che al Sei Nazioni se la sognano di notte.

Infine, ed è uno dei più inquietanti, c’è il delirio spaziotemporale.

Le mamme, ahiloro, quasi mai riescono a vedere quello che guardano.

Guardano unenni che azzannano un pennarello e vedono architetti.

Guardano uomini che aspettano all’altare una sciacquett tizia di bianco vestita, e vedono cinquenni in lacrime appena caduti dalla bici, con le ginocchia rovinate.

Guardano universitarie che blaterano di anni all’estero e vedono la cuffietta rosa che l’ostetrica ha cacciato sulla testa di una robina urlante.

Il punto è che non lo sai, quando capita, quando la terra ti scivola da sotto i piedi, quando il mondo si sfoca e vedi quella sola immagine reale, mentre tutto il resto perde senso.

Ieri Seavessi è andata a fare un giro al supermercato, tanto per guardare due vetrine e gli addobbi, e sfangare una giornata di nebbia.

A un certo punto, nella corsia dei detersivi, l’Infanta si è allontanata di pochi passi, ha allargato le braccia, e ha accennato una specie di passo di danza,

non i passi seri che impara a scuola,

semplicemente un movimento felice, di leggerezza, di quei gesti che immediatamente evocano la primavera, il sole, un concerto in uno stadio.

Seavessi non l’ha più vista.

Ha visto una ragazza bionda allontanarsi a passo di danza, sorridendo, verso il mare.

Poi si è girata e ha chiamato mamma, e il mondo ha fatto PLOP ed è tornato al suo posto,

ma ormai Seavessi ha visto quella ragazza, e le viene da scrutare in quegli occhi grigi di nebbie con amore e timore, e desiderio, oh, quanto desiderio di essere capace, di restarle vicino.

 

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Cose normali

Oggi è venerdì.

(Brava Seavessi, brava, vedi che se ti impegni ce la fai?)

No dicevamo, oggi è venerdì, e domani è sabato.

(Siamo commossi, abbiamo le lacrime agli occhi. Erano mesi che non mettevi insieme un ragionamento così complesso. Stima, sista)

Domai è sabato, e comincia l’ultimo WE singlemode della stagione.

Ovviamente sarà lunghissimo, come l’ultimo compito in classe prima delle vacanze, l’ultimo esame prima della laurea, l’ultimo chilo da perdere, l’ultima partita da portare a casa.

Conoscendo la polla, probabilmente Seavessi comincerà a sclerare alle 10 di sabato.

Ma.

Dopo, per due mesi, avremo un papà a disposizione, nei WE a luglio e full time ad agosto.

Seavessi anela e teme, sì, anche teme, perché non è facile allentare la presa e ammorbidire il regime paramilitare vigente in casa, perchè le bimbe giustamente quando c’è il papà diventano bimbe completamente diverse, per un sacco di motivi riassumibili nel fatto che è difficile essere mamma semisingle, mollare l’equilibrio che ci hai messo mesi a trovare, sapendo che in autunno dovrai ricominciare da capo ed è un lavoraccio.

Ma anela anche, Seavessi. Anela di andare a fare la spesa insieme, anela un fine settimana in montagna, anela qualcuno che la acchiappi al volo un attimo prima che cada in quei burroni improvvisi che costellano i we singlemode, e sono infidi, sono nascosti dietro cose stupide e in sé normali, tipo due figlie che urlano insieme che vogliono il bicchiere d’acqua, o la scoperta che non hai fatto partire la lavatrice, o la domanda _mamma cosa cosa facciamo oggi.

Anela, Seavessi, qualche settimana da famiglia normale, in formazione completa, senza quella sensazione al fondo dello stomaco di stare comunque giocando in nove contro undici e con l’arbitro contro.

Ancora un WE.

Seavessi cerca supporto.

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Lui e Lei

Lui la saluta, millantando una spavalderia che davvero in quel momento non prova, sorridente e sicuro.

Lei abbassa lo sguardo sotto le ciglia immense, quasi nascondendosi dietro suo padre.

Lui fa l’indifferente, ma non sul serio, di quando in quando lancia sorrisi ammaliatori.

Lei sorride timida, arrossisce e distoglie lo sguardo.

Lui quasi non ci crede, quando Lei si avvicina e gli tende la mano con la grazie riservata di un personaggio di Jane Austen.

Lei si ritrae per riavvicinarsi poco dopo, stavolta con un sorriso più sicuro.

Lui attacca bottone esitante.

Lei ride e fa una battuta.

Lui non capisce ma lo prende come un incoraggiamento.

Lei oramai ha preso il controllo della situazione, come ogni donna ben sa.

Lui sorride felice e si lascia coinvolgere.

Lei lo guarda con gli occhi a cuore.

Lui ricambia, ammaliato.


Lei è alta poco meno di un metro, ha gli occhi grigi e ciglia immense.
Lui….
Ladies and gentlemen, I am soooooooooooo proud to introduce you

Il Moroso (di ZiaBella)
Il Moroso (please welcome the new entry!) ha begli occhi scuri e un sorriso allegro, l’aria gentile e – per quel che se ne sa – ha retto incredibilmente bene l’impatto con la Seavessi Famiglia.
Ieri, complici una domenica montanara senza fretta e senza stress, è scoppiato l’ammmore con l’Infanta.
Benvenuto, Moroso!
PS, ci piaci 😉
PPS il bitest – o almeno l’eco della TN – è andato bene, abbiamo vinto una ridatazione di una settimana in avanti. #2 è un giovine con un alto senso della privacy e del pudore, e s’è ben guardato dal fare capire se trattasi di baldo giovanotto o tenera fanciulla.

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Non mi sopporto più.

E’ arrivata l’estate, tempo di sole, aperitivi, gite, amici, saldi, mari e montagne, orsù mondo, giuoisci!!!



Maddeche.

Ma 15 anni fa forse, e poi ancora.


Seavessi non ama l’estate e passerebbe, potendo, dritta da maggio a settembre. Ma Infine l’estate è il periodo in cui maritoNP può essere più presente, in cui l’Infanta perde il suo meraviglioso colorito verdeprato e diventa, seppure per poco, vagamente biscottata, in cui si passano i uichend  e poi le ferie insieme.

Che non sarebbe male come programma. Solo che dopo due settimane di sta solfa Seavessi perde il controllo.

Non si capisce più come e quando fare la spesa, vuoi mica sprecare una fantastica mattinata di sabato che ne abbiamo tanto poche no?

La casa va fuori controllo, la piglia della roba da stirare pure. Bisognerebbe dire e vabbeh pazienza, ma ahimè tocca anche lavorare e a lavorare non ci si può andare in pigiama – che poi il pigiama estivo di Seavessi è costituito dalle varie tshirt di Vasco che le si sono appiccicate in anni di concerti, per cui andrebbe in ufficio con addosso la scritta Stravissuta Straviziata Stralunata.

Pure bella eh?

E maritoNp le sue camicie le ha bisogno e se le stira lui sembra che le abbia centrifugate coi sassi come i jeans, e la giornata di Seavessi in definitiva comincia in simbiosi col ferro da stiro.

Tutto ciò per dire?

Per dire che domani la Seavessi famiglia dovrebbe partire per il we in montagna  onde fare il passaggio di consegna dell’Infanta ai nonni.
Seavessi al pensiero di preparare borse vestiti smacchinare ecco preferirebbe due sberle ben date.

Quindi si pone il quesito: quanti degenere-punti acquisirebbe Seavessi, se (dopo 3 we di fila fuori casa) proponesse a MaritoNP di tornare a casa presto domenica (diciamo subito dopo pranzo invece che dopo cena), onde poter passare il pomeriggio pisolando leggendo e sistemando un po’ casa senza persone piccole che chiedono di essere portate al parchetto – e probabilmente facendosi un sacco di pare per il bitest di lunedì ma vabbeh?

Sefossi stanca.


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Ode to my family

Poco lontano dalla Piccola Città c’è la Valle Piovosa.

la Valle Piovosa, per chi non ama il genere, può essere angosciante; è piuttosto chiusa, non come la Val d’Aosta, le montagne ti stanno addosso, ogni svolta della strada uno scorcio e un mondo diverso. Verde, verde, tutte le possibili e immaginabili sfumature di verde, e in mezzo il fiume come le rapide famoso per la canoa e il rafting. Ah, e come da nome, c’è la tradizione estiva per cui ogni sera verso le 17.00 piove.

la Valle piovosa, per chi invece ama il genere, è un abbraccio di ombre e cielo, un alternarsi perfetto di sole caldo e rassicuranti temporali estivi.



Ieri sera Seavessi ha smollato a casa i coinquilini, e lei e #2 sono usciti dall’ufficio e sono partiti alla volta della Valle Piovosa, dove hanno passato la serata a una fiera con i NonniG e ZiaBella.

Seavessi ha fatto la figlia, per una serata. Si è concessa mezzo bicchiere piccolo di vino e pesche (trattasi di bicchiere indigeno, quello piccolo contiene agevolmente una birra media). Si è fatta coccolare da NonnaG e ha dormito nella stanzetta dei letti gemelli con Ziabella.

Stamattina Seavessi è partita presto per tornare nella Piccola Città e andare a lavorare.

Ha percorso la Valle Piovosa, in mezzo al sole del mattino, in mezzo all’aria fresca; si è riempita gli occhi di ogni angolo di montagna, di ogni sfumatura verdeoro delle foglie, i ogni piccolo scorcio di azzurro, ascoltando Mika a palla.


Non ha prezzo.

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Yeah, we’ll keep on smiling

Grazie, grazie di cuore a tutte per gli auguri per l’anniversario.
E’ stato un bell’anniversario, forse il più bello finora.

Il primo anno l’Infanta aveva neanche due mesi, Seavessi si era appena arresa al fatto che tutte le mamme hanno il latte ma Seavessi no, cicca cicca cicca, e piangeva 28 ore al giorno anniversari compresi.

Il secondo anno sia Seavessi che MaritoNP si sono dimenticati l’anniversario, ci hanno riso sopra ma ci sono rimasti male entrambi.

Il terzo anno si cominciava a capire che #2 si sarebbe fatto desiderare.

Quest’anno è stato bello.

Tuttavia, il post di oggi è un po’ malmostoso, ma – dicono dalla regia – Seavessi ha solo bisogno di un minimo di supporto morale. Che probabilmente si tradurrà in violente scoppinate virtuali, ma va bene uguale tutta salute.

Seavessi aspetta tutto l’anno che arrivi luglio per passare un po’ di tempo con il coniuge. Perché sì, il suo status di semisingle a tempo determinato l’ha mandato giù e senza neanche tanto zucchero, ma non vede l’ora che arrivi l’estate per riappropriarsi della sua famiglia.
Seavessi comincia a preparare i uichend di luglio a metà febbraio, e quando poi arriva luglio e detti uichend sono pieni come valigie dopo un giro al duty free è contenta e le sembra di aver sfruttato bene il tempo.

E quindi?

Quindi quest’anno la Seavessi famiglia sta seguendo il consueto programma di marce forzate che la porta a fare cose e vedere gente.

In tutto ciò Seavessi si riempie di tachipirina perché se no starebbe sul divano in posizione fetale, guardando le vecchie serie del Dr House e invidiandogli il vicodin.



Hai voglia a ripetere che fa solo male e non è niente di cui preoccuparsi. Fa male uguale.

Quindi Seavessi ignora questi segnali truffaldini lanciati dal suo corpo e si aggira per montagne, fiere e riunioni familiari come una bomba a mano senza spoletta, alternando momenti di felice convivialità (tachipirina presa da poco che sta facendo il suo dovere) a momenti di carogna totale (è troppo presto per un’altra tachipirina).

Quanto sopra non creerebbe troppi problemi, se Seavessi si decidesse a dire ai presenti, MaritoNP incluso _scusatemi, sono felice di essere con voi ma non sto troppo bene, ora mi riposo 10 minuti.

E invece NO. Sia mai che ci macchiamo di cotanto disonore. Seavessi vaga per il mondo facendo sorrisi tirati e dicendo _ma no sto benissimo figurati non è niente, certo che mi faccio volentieri sti sei chilometri di passeggiata, non vedo l’ora.

Seavessi è abbastanza scema.

Fortunatamente MaritoNP lo è meno, e blocca i peggiori estinti da kamikaze di Seavessi facendola sedere quando diventa verde e impedendole di fare tre pieni di scale con l’Infanta in braccio.

Ma Seavessi adesso si deve impegnare e capirlo  una buona volta, che dire _non mi sento bene non è reato. Neanche per una mamma.

Ah, oggi pomeriggio Seavessi si arrende all’evidenza e alle minacce del consorte, che l’ha vista litigare per due giorni con il bottone in vita dei pantaloni, e ha minacciato di tagliarle le dosi di Bones se non va a comprarsi qualcosa che non dia fastidio a #2.
Secondo Seavessi è presto, non è il caso, Seavessi è anche dimagrita un po’ ultimamente ecc ecc., ma fatto sta che i pantaloni tirano.

Ciao, #2.



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Mia cugina, mia cugina

Oggi Seavessi si sente insolitamente leggera e scevra di pensieri molesti. Sì, ok, a parte un paio di urlacci a Gatto Abusivo che si è lanciato tipo kamikaze contro la zanzariera della porta finestra e l’ha fatta uscire dai binari, ed è stato minacciato di repentina trasformazione in coniglio con polenta.

Seavessi medita se nel budget mensile ci stia un salto in libreria (ma anche sì dai) perché vorrebbe comprarsi un altro Jeeves, e già questo per l’umore è un toccasana; in più questa estate ventosa e temporalesca è perfetta per Seavessi che più fa caldo più odia i suoi umani consimili.

Stamattina Seavessi ha ricevuto un messaggio su feis da CuginaGrande, che l’ha aggiunta a un gruppo.

Ce l’avete tutte no CuginaGrande? O se no è ZiaGiovane o VicinadiCasa, dicesi individua troppo grande per essere vostra amica e troppo giovane per essere un’adulta, a cui voi bambinette vi appiccicavate tipo cozze allo scoglio, sentendovi fiere e più alte di dieci centimetri per l’onore di cotanta compagnia, incuranti del fatto che CuginaGrande aveva 18 anni e voleva uscire col moroso e probabilmente non apprezzava così tanto la presenza di una ottenne entusiasta al seguito.

Seavessi non ha cugini veri, perché NonnoG e NonnaG sono figli unici; così nel mondo comodo e variegato dei cugini generici Seavessina bambina si è scelta, per elezione, CuginaGrande.

CuginaGrande andava allo stadio in curva, e Seavessina seduta in tribuna a fianco del papà sospirava e guardava quel meraviglioso ammasso di colore in movimento e pensava anche io un giorno.

CuginaGrande andava in giro con la vespa, d’estate faceva tardi la sera, metteva bellissime canotte luccichine – erano gli anni ’80 – che per Seavessi era il massimo dell’haute couture.

CuginaGrande un’estate, in preda a chissà quale folle impeto cuginesco, disse a Seavessina senti andiamo al mare una settimana io e te, e Seavessina pensò se muoio adesso muoio felice. Nota di cronaca, le due brillantone arrivarono all’autogrill di Varazze e si accorsero di avere lasciato a casa le chiavi di casa del mare, e bivaccarono all’autogrill fino all’arrivo di NonnoG in versione settimo cavalleggeri (con chiavi).



Di quella settimana Seavessi ricorda di aver mangiato solo focaccia e gelato, e di una sera che dalla radio uscì una canzone dalle seguenti immortali parole:

sotto le conchigliole vivono le sogliole
sotto le conchigliole cantano le vongole

mai più sentita e giustamente rimossa dall’inconscio musicale del mondo, ma che ancora adesso Seavessi e CuginaGrande se ne ricordano e ridono.

Oggi CuginaGrande è… grande, ha due figli adolescenti, un marito un lavoro una vita.

Ma va ancora in curva, quella curva meravigliosa che canta e si agita ed è tutta colorata.

E ancora è la sola che segua Seavessi nei suoi deliri nostalgico-calcistici, sapendo che Seavessi parla del tal centravanti, ma in realtà pensa a certe mattine di maggio, in uno stadio che oggi è una rovina ma era magnifico, mentre gli adulti preparavano la grigliata e CuginaGrande e Seavessi sgusciavano, sole nell’universo, dentro il campo, si sedevano vicine sulle panchette di legno che erano già lì 50 anni prima che loro nascessero, e guardavano l’erba verde e il cielo chiaro e ascoltavano il silenzio pieno di voci.

Ce l’avete anche voi CuginaGrande, vero?

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Chiamami ancora amore

Seavessi non è a suo agio nella condizione di addivanata. Cioè, non che sia davvero possibile esserlo, non c’è niente che sia davvero piacevole quando è un obbligo; dopo un’operazione alle tonsille vengono a noia perfino i gelati.
Ma Seavessi un pochino per volta impara.
Impara che non è vero che se stai seduta sul divano la piglia di robbbba da stirare prende forma di Mostro Stropiccio e viene lì a cercare di strangolarti. No, lei piglia sta lì ferma e brava, e non morde, e se ci vedi qualcosa di diverso il problema è tuo e non di quel povero  mucchietto di cotone e lino.
Impara che non c’è affato un limite al numero di volte che una può leggere Harry Potter e trovarci cose nuove.
Impara che il resto del mondo – lavoro compreso – va avanti lo stesso senza grossi problemi, e non si sono registrati casi di suicidio collettivo all’interno della supermultinazionale, nessuno ha compiuto gesti inconsulti che so, bevendo il latte macchiato della macchinetta del caffè e lasciando biglietti con scritto è colpa di Seavessi.
Perfino la Seavessi famiglia se la cava benone, e l’unica odiosa idiota che continua imperterrita a dare a Seavessi della mollacciona sfaticata è Seavessi medesima.
La quale, per autopunirsi dell’immobilità forzata, è riuscita con una temperatura esterna di 32 gradi all’ombra a farsi venire una specie di bronchite rantolante, che da stasera verrà combattuta a colpi di tea tree oil (grazie Gì).
Quante cose che impara Seavessi guardando il mondo dal divano. Impara anche che la sua famiglia è adorabile, se gli si da il tempo di esserlo e non si corre di continuo.
Seavessi ha un nome (sorpresona eh!) che non viene mai usato praticamente da nessuno, e a cui Seavessi tendenzialmente non risponde. Anzi no, lo usa NonnaG quando le dice moooolto male, e vieppiù Seavessi finge di non sentire.
Ma a casa maritoNP la chiama esclusivamente amore.
E l’Infanta in questi giorni, beh, anche lei. Si aggira per casa e strilla come un aquilotto chiama dolcemente _amore mi dai da bele pel favole? oppure _amole mi fai il bagnetto?
Seavessi, colpa degli ormoni,  si squaglia. Non diciamolo troppo in giro, però.
nota di servizio: venerdì si fa a fare il tagliando a #2.

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Cambi di prospettiva

Maggio-giugno 2007 (?)

NonnaG _Seavessi, sai che forse nel giardino del vicino c’è qualche volatile strano? Certe sere si sentono i piccoli che chiamano la mamma, fanno sgniiiiiiiich sgniiiiiiiich, che teneri!!!!

Seavessi _sì l’altra sera ho sentito… non vi danno fastidio?

NonnaG _uh Seavessi sei  proprio intollerante, qguarda che è il bello di abitare in campagna, preferiresti sentire il tram  e la metropolitana e il traffico???

Maggio-giugno 2008

NonnaG _Seavessi! Seavessi!!!! Sai che ho scoperto cosa sono quegli uccellini che fanno sgniiiiiiiich sgniiiiiiiich ? Sono gufi reali! Sono piccini che di notte si svegliano e chiamano la mamma che è a caccia! Guarda c’è anche l’articolo sul Giornale Locale!!! Oh, come siamo fortunati, pensa, i gufetti! Come Harry Potter!!!

Seavessi _sì, come Harry Potter…Certo però che ne fanno di casino sti sgniiiiiiiich

NonnaG _eh ma vuoi mettere… abbiamo i gufi in giardino!!!

Maggio-giugno 2010

Seavessi _NonnaG sei stanca? hai l’aria stanca…

NonnaG _eh sai… è stagione dei gufetti…. fanno sgniiiiiiiich sgniiiiiiiich sgniiiiiiiich di continuo fra le diedi e le due di notte… son tanto carini eh… e son poi un paio di mesi all’anno… però ecco… sono TANTI sgniiiiiiiich….

Maggio-giugno 2011

NonnaG _Seavessi senti te che fai sempre si internet e su feisbuc… vedi se c’è qualcuno che sa qualcosa di gufi reali.

Seavessi (mamma che giri pensi che frequenti su feisbuc?)_ ma in che senso… vuoi dargli da mangiare, fargli la casetta? guarda che un gufo adulto secondo me son più di 60 cm, devi fargli un condominio!

NonnaG (truce) _ma che casetta… vedi se c’è qualcuno che sa come mandarli via!

Seavessi (rumore di mondo mentale che va in frantumi) _ma… ma come, i gufetti, la pace bucolica, i suoni della campagna notturna… come mandarli via?

NonnaG (terminator mode – ON)_ieri sera gli ho tirato il coperchio di un posacenere ma non li ho presi. Se non la piantano con quel maledetto sgniiiiiiiich sgniiiiiiiich sgniiiiiiiich una di queste sere venite a casa e trovate polenta e osei.


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