Archivi categoria: mammitudine

Altramamma, davvero?

Cara Altramamma,

tu non lo sai, ma in questi giorni, facciamo settimane che non costa nulla, Seavessi arranca un po’.

Fatica a trovare il passo, a ballare a tempo, le cadono le cose e le parole. Cose piccole sembrano grandi e cose grandi sembrano piccole, perfino il sole sembra sbagliato perché ti illude che sia primavera, e la pioggia perché ti inganna sull’inverno che non è stato.

A Seavessi sembra di portare in braccio i panni dell’asciugatrice, quando non trovi la bacinella, e per bene che cerchi di tenerli ogni passo ti cade un calzino, ti chini per raccoglierlo e ne cadono altri due.

Spaiati.

Così, Altramamma, non stupirti se ci ho messo un attimo a capire di cosa parlavi.

Perché tu, lo so, porti una bracciata di panni tale e quale la mia,  e davvero ti sei ricordata, davvero in mezzo ai tuoi calzini spaiati hai pensato a me e alla mia Infanta asociale,

che negli ultimi tre anni ha accondisceso a partecipare a un unico evento mondano, la scorsa primavera, il compleanno di tuo figlio.

Il quale figlio l’ha invitata, e lei è tornata a casa e ha detto Mamma, mi porti alla festa di Bastiano (e come dovrei chiamarlo se no?), e io ancora mi chiedo cosa le abbia detto.

E non credo lo saprò mai, cosa le ha detto di diverso. Non importa, ora so.

So che è Bastiano ad essere diverso, e so che devi averglielo insegnato tu.

Altramamma, davvero?

Davvero è possibile che qualcun altro si ricordi che la mia bimba silenziosa non va alle feste, davvero hai notato l’eccezione, davvero ci inviti anche quest’anno (anche se ormai ci danno per causa persa) dicendo Magari anche quest’anno l’Infanta è contenta di festeggiare con Bastiano?

Altramamma, grazie con tutto il cuore. Per il pensiero, il tempo e lo spazio.

E per insegnarli a Bastiano.

Torno a raccogliere i calzini, grata.

 

 

Annunci

Lascia un commento

Archiviato in aiuto, amici, compleanno, Infanta, Iowa, mammitudine, Uncategorized

Malmostopost

Questo è un post che Seavessi sapeva avrebbe scritto, è il post di ogni anno a inizio estate, è il post di come è difficile prendersi le misure e come sembra sempre facile quello che fanno gli altri.

Psicodramma in tre atti, musicato da Seavessi, libretto di MaritoNP  Infanta e Revoluciòn (Illica e Giacosa tenevano un impegno)

Atto I, o Il Sabato, o La Bisbetica Indomita

La Seavessi famiglia si sveglia in quel della Valle Piovosa, dove inspiegabilmente c’è il sole ma fa un freddo insulso che l’edicolaio legaiolo e vivente in t-shirt da marzo a ottobre, a prescindere dalle condizioni meteo effettive, definirà poi “po’ di arietta”. Fortunatamente qualcuno (indovinate chi) aveva previsto tutto questo, dati causa e pretesto, le attuali conclusioni, e aveva riempito le valigie, (fatte indovinate da chi) di felpe, oltre a cibarie per tutti per non farsi pelare nelle botteghe valligiane, pannoli, magliette, cremine, ciabatte, giochini, pigiami, spazzolini, barbi, dopobarbi e tutto ciò che necessitano tre bambini dai 17 mesi ai 42 anni in gita.

In tempo zero, mentre Seavessi risente ancora della tensione del turno di comando appena finito (della piacevole durata di dieci mesi), MaritoNP si trasforma nel PadreIdealediOgniBambino, elargisce biscotti succhi di frutta sorrisi portamenti in spalla e rotolamenti nella palta. Seavessi si ritrova nella solita parte di Mamma Rognosa che si preoccupa di cosa volete per pranzo, mettigli una felpa che ho freddo, non agitarla così che poi non dorme.

Seavessi riceve in cambio risatine e sbuffi da tutta la famiglia, e inizia a covare rancore e biechi pensieri.

Atto II, o La Domenica, o Marta e Maria (Luca 10, 38-42)

E’ domenica, e Seavessi evangelicamente mugugna pensando che ne avrebbe un po’ piene le balle di fare Marta, che oltre il danno la beffa di sentirsi dire che Maria si è presa la parte migliore. E che non lo sa, Marta, che Maria si è presa la parte migliore? Non è che Marta si divertisse a spignattare apparecchiare friggere e rifriggere per una pulmanata di baldi giovini, ma ahimè, se aspettiamo la saggia Maria si mangia cracker stantii e acqua piovana.

Seavessi tace, di fronte alle figlie in brodo di giuggiole per la presenza del papà, e in parte gioisce, e in parte mugugna, perché a far così, a dir sempre di sì son bravi tutti, e sentirsi pure dire _vedi, sei TU che ti agiti troppo, basterebbe essere un po’ più morbidi, sono bambine adorabili, per quanto abbia un fondo di verità scatena comunque istinti assai poco evangelici.

Seavessi tace, cerca di ritagliarsi uno spazietto nella gioiosa brigata, viene ignorata, si ritira con lo speciale musica lirica di Focus e magona sull’incompiutezza della Turandot.

Atto III, o Il Lunedì, o Del sedersi sulla riva del fiume.

Le bambine sono felici. Gloriose. Estatiche. Il papà è il loro e NON LO MOLLANO.

Mai.

Da quando si alzano a quando colazionano a quando vanno al parchetto a quando si pranza a quando si fa la valigina a quando si torna a casa. Perché papà è bravo, papà non sgrida, papà non fa mettere la maglia e non dice no basta hai mangiato troppo gelato  poi stai male.

E’ meraviglioso, papà, e noi. vogliamo. stare. con. lui. Possibilmente in braccio. Tutte e due. Contemporaneamente.

Alle sei di sera papà ha lo sguardo perso nei territori infiniti del panico.

Guarda Seavessi e fa _ehm. io andrei a sperticare le noci alle Rolasse (attività a caso che non prevede la presenza di bambine).

E fugge.

Parte la musica di Momenti di Gloria.

Seavessi si riappropria delle figlie, se le sbaciucchia vergognosamente, fa loro ripetere di chi siete voi? Siamo della mamma!!!, le butta nella vasca da bagno e fanno la guerra della schiuma.

Sipario.

 

22 commenti

Archiviato in estate, figlie, mammitudine, MaritoNP

Ero preoccupatissima

Ero preoccupatissima, quando avevo meno anni che dita e anche dopo, perché dei figli li ho sempre voluti. Ma ero preoccupatissima.

Perché da che ho memoria, son sempre stata il tipo stammi su da addosso, in ogni senso. Vi ricordate quando si girava mano nella mano con la miglioreamica, prima che si chiamasse BFF, era proprio la Migliore Amica, sussurrandosi le cose all’orecchio, sedendosi una in braccio all’altra, abbracciandosi ogni sei minuti?

Ecco, io quando ho abbracciato mea sponte Migliore Amica avevo più di vent’anni, e lei era Migliore Amica da dodici. 

Ero preoccupatissima, perché non avevo neanche nessun traumaeventualmente removibile a cui imputare la cosa, infanzia felice e genitori affettuosi, ero proprio io e proprio così, e come avrei fatto ad abbracciare, coccolare, strizzare, fare il solletico a chicchessia, quando A ME dava solo fastidio, e nemmeno poco?

Dice, ah ma quando arriva la persona giusta vedrai.

La persona giusta arrivò, coccolosa e affettuosa e fece capire di essere la persona giusta… adattandosi al fatto che sono una gatta semiselvatica, accetto due carezze ma poi mi stufo, e per addomesticarmi ce n’è voluto tempo e pazienza e passettini da tutte e due le parti.

Ah, ma ero preoccupatissima, da incinta, quando leggevo libri sul bonding che mi confermavano le peggio paure, i danni che avrei potuto fare se non avessi gestito bene il contatto fisico.

Ero spaventata peggio che andar di notte, quando poi ero mamma e allattare non mi piaceva per niente e sentivo parlare del magggico legame che ha da crearsi se no ce l’hai in un piede e ragazza mia comincia a mettere via i soldi per l’analista.

Santo cielo, ero preoccupatissima.

Pensava Seavessi ieri pomeriggio, sdraiata sul prato davanti casa all’onor del mondo, ridendo come se non ci fosse un domani mentre l’Infanta le faceva le pernacchie nel collo e Revoluciòn le si arrampicava sulla schiena.

6 commenti

Archiviato in estate, Infanta, mammitudine, Revoluciòn

Pessimi Pensieri

Seavessi è po’ turbata, diciamo pensierosa, per via del recente putiferio venuto fuori su Pessime Mamme. Ieri pomeriggio chiacchierando con Semplicemente Mamma s’era deciso di non dare seguito, ma Seavessi ha continuato a pensarci e ha fatto un paio di riflessioni che ha deciso di buttare giù qui.

Probabilmente Seavessi è ipersensibile, perché vorrebbe che con #2 non si ripetessero alcune situazioni allucinanti relative a nascita e primi mesi dell’Infanta. Seavessi non se lo può più permettere di passare un anno a piangere, adesso c’è anche l’Infanta a cui pensare.

Quindi Seavessi vaga spersa sul web, cercando info sul VBAC, e si imbatte in due tipi di informazione

1- un VBAC è una passeggiata di salute, qualunque stordita è in grado di farcela basta che non faccia la pusillanime e non richieda il cesareo a metà travaglio.

2- il VBAC è una specie di leggenda metropolitana come i coccodrilli nelle fogne, se ne straparla ma tanto una su 1000 ce la fa con buona pace di Morandi e Ina May.

Seavessi ben si guarda dal cercare info sull’allattamento perché, come già detto, sto giro non la ribeccano. #2 al primo segno che la tetta non è sufficiente riceverà un santo bibe pieno di buon latte tiepido senza aspettare un mese e mezzo e i primi segni di disidratazione.

Perché invece il VBAC sì? Per mere considerazioni pratiche, che poco hanno a che fare con la bellezza ancestrale del parto: semplicemente, Seavessi se appena fosse possibile vorrebbe evitare che l’Infanta associasse #2 = mamma immobile piena di tubicini e devastata.

Chiunque abbia provato a cercare questo tipo di informazioni sa che l’impressione non è quella di una ricerca di info mediche, ma quella di trovarsi in mezzo a una partita di football americano dove tutti hanno le protezioni e tu no.



Qualunque opinione venga presentata, ha il sapore consolante e ingannevole della verità assoluta. 
Qualunque obiezione venga posta a tale verità assoluta, viene immediatamente tacciata di disinformazione, oscurantismo da un lato, consumismo dall’altro, in sostanza: se non la pensi come me è perché non sai di cosa parli.

Sembra che nessuno parta dal presupposto di avere a che fare con donne pensanti. Che danno alla pubblicità di un biberon il peso che darebbero a qualunque altra pubblicità, e magari basano le loro scelte su altri personalissimi e non per questo meno validi  fattori. 
Per carità, dall’altra parte della barricata stessa solfa. Le motivazioni per cui Seavessi desidera  un VBAC son degne di rispetto e vanno ascoltate e non liquidate con sufficienza come fossero un capriccio, idem le motivazioni per cui non desidera ritentare l’allattamento al seno.


Resta un po’ di amarezza, perché sembra che un vero confronto sia impossibile. A Seavessi torna in mente la scena di quando spiegava a non si sa quale consulente dell’ospedale che l’Infanta stava attaccata al seno tipo 13 ore al giorno, e di latte non ce n’era comunque, e s’è sentita dire che non si impegnava abbastanza.

Dovremmo ascoltarci di più, tutte quante, senza partire in quarta con _io ho ragione e ora ti spiego perché.




39 commenti

Archiviato in #2, mammitudine, pensieri, PessimeMamme, VBAC

Baby Beautiful

Ehm.

Qualcuno ricorderà, anche solo per il fatto che Seavessi ha frantumato le pall insistito sui dettagli per giorni, che l’Infanta è andata alla festa di compleanno di uno dei due vicefidanzati, F.

Peraltro la sagace Seavessi ha scoperto che il festeggiato, pur essendo alto quasi come Seavessi medesima, non compiva sei anni ma cinque. Ops! 

Qualcuno ricorderà anche le perplessità di Seavessi nel mandare l’Infanta alla festa di un bimbo parecchio più grande – fra tre e cinque anni ci passa il mondo.

Dall’invito in poi, era capitato diverse volte, sia a Seavessi che a MaritoNp che a NonnaG, di incontrare la mamma e la nonna di F., le quali avevano ribadito che era preciso desiderio di F. che l’Infanta andasse alla festa.

Ma che gentili, aveva pensato Seavessi, vedi come fanno di tutto per non farci sentire esclusi in quanto titolari della Infanta che è la più piccola dell’asilo! ma che cari che vogliono coinvolgere anche l’Infanta!

Così l’Infanta andò, festeggiò, si rovinò ginocchia e gomiti e si divertì tanterrimo.

Ieri sera Seavessi portando fuori la spazzatura incrocia la mamma di F.

Seavessi _oh ciao mammadiF, grazie ancora per avere invitato l’Infanta, si è divertita tantissimo!

mammadiF _oh ma scherzi? F. ci teneva tantissimo!

Seavessi _ma dai?

mammadiF _sì sì… pensa che a casa lo dice sempre che lui è innamorato dell’Infanta!!!

Seavessi _eh… beh… ecco… certo anche l’Infanta parla spesso di F (sì beh, quando il Mioluca ha preso l’influenza ed è stato a casa una settimana un paio di volte ha nominato anche F.)


Seavessi casa, cena, interno sera

Seavessi _Infanta, ma F. è innamorato di te?

Infanta (con una faccia di tolla devastante) _sì mamma

Seavessi _e tu sei innamorata di lui?

Infanta _sì, quando non c’è il Mioluca… (oh, mamma.)

Seavessi (introducendo l’argomento spinoso) _Infanta cuore del mio cuore… lo sai vero che l’anno prossimo il Mioluca va alle scuole dei grandi? lo vedrai ancora al parchetto, ma andrete in due scuole diverse…

Infanta (sgranando gli occhi) _ma il Mioluca è il mio fidansàto…

Seavessi (disprezzandosi)_eh… ma F. c’è ancora eh però! Anche F. è un po’ il tuo fidansàto!

Infanta _ma io sono innamolàta del Mioluca…





No, Seavessi non è pronta, affatto.

13 commenti

Archiviato in asilo, Infanta, mammitudine

Asilo, sociopatia e un quiz.

Ok Ladies (e Berlicche, se legge, sia mai che ci giochiamo l’unico lettore), grazie per il brainstorming di ieri. L’infanta alla fine s’è deciso di mandarla.

MaestraS, alla notizia, è passata alle domande di livello2: _portate il pranzo al sacco o volete il menu pizza e patatine?
Seavessi nel panico ha detto _non lo so, facciamo uguale al MioLuca.

Fine comunicazione di servizio.

Passiamo alla riflessione del giorno; qualche giorno fa, su fb, è venuta fuori una discussione sulle vacanze, i ristoranti etc. children free, in sostanza sui posti dove gli Infanti non sono ammessi o graditi.

Seavessi, da mamma e da sociopatica, non trova la cosa particolarmente scandalosa, la trova ecco… non centrata.

Vero è che in certi posti è comune buonsenso non portarceli, i bambini; però metti che un genitore il sale in zucca che gli impedirebbe di portare il figlio in pieno terrible two in un ristorante di lusso a lume di candela non ce l’abbia.

Gli vieti di portare il figlio.

Cosa ottieni?

Un adulto senza sale in zucca che va al ristorante di lusso a lume di candela. A quel punto però nulla gli impedisce di fare caciara mentre al tavolo di fianco taluno chiede la mano di talaltra, di non silenziare il telefono che come minimo come suoneria ha il gattino Virgola, di urlare per chiamare il cameriere.

Seavessi in versione pre-mamma era usa frequentare luoghi vacanzieri non per famiglie, eppure di rompiballe individui fastidiosi, che sulla spiaggia spersa in Grecia accendono la radio tunzettunze a manetta, ne ha sempre trovati comunque.

Ovviamente Seavessi ha un punto di vista da sociopatica anaffettiva (oh ragazze DOBBIAMO fare la maglietta. Ci serve un logo.), e in genere se è in compagnia di più di 4/5 persone si mette in un angolo e cerca di mimetizzarsi con la tappezzeria, ma ritiene che il problema non siano i bambini ma rompiballe in genere.

Se qualcuno ha notizia di vacanze, voli, spa etc. rompiballe free Seavessi prenota domani.

E ora, tanto per dire la minch  la notizia leggera della giornata, Seavessi vi propone un piccolo

Seavessi quiz


Ogni tanto Seavessi e MaritoNP si incantano a sognare il fratellino/sorellina, e giocano a comelochiamiamo.

Ieri sera Seavessi, come ogni volta, ha tirato fuori _se è un maschio lo chiamiamo Roberto. E fin qui no news. Seavessi è da quando aveva 12 anni che immagina un figlio Roberto, e neanche a farlo apposta la sua vita è stata costellata di Roberto importanti. Naturalmente è un nome che MaritoNp schifa sommamente.

MaritoNP_e se è femmina?

Seavessi (distratta, senza pensarci) _e se è femmina Angela.

MaritoNP _???

A Seavessi è uscito fuori Angela, così senza pensarci, è un bellissimo nome in effetti, e a Seavessi suona benissimo Roberto o Angela, Roberto e Angela.

Seavessi ci ha rimuginato tutta la notte, e stamattina improvvisamente ha capito perché da qualche parte nello spazio siderale fra le sue orecchie un neurone solitario dice Roberto e Angela. Un po’ come quando state pensando a tutt’altro e scoprite che vi siete dimenticate di pagare il bollo auto ma in compenso vi ricordate perfettamente il compleanno di un vostro compagno di asilo che non vedete da 30 anni, e che detto compagno d’asilo era soprannominato Puzzola.

C’mon gente, da dove arrivano Roberto e Angela (ovviamente è una cosa indovinabile, non strettamente personale)? MaritoNP quando l’ha saputo ha mandato allegramente a stendere Seavessi.

Io nel frattempo cerco di inventarmi un Seavessi-award per il fortunato indovinatore!


**********************************************************************************
and the winner is…..


Ty!!!!!


45 commenti

Archiviato in asilo, mammitudine, myself

Madri e figlie

Seavessi è un po’ pensierosa; non triste, ma pensierosa.

Ieri sera è arrivata a casa NonnaG, che nei sei minuti liberi che le avanzano la sera riesce anche a preparare delle fodere stupende per la Seavessi-poltroncina, ed è entrata armata di metro aghi e filo per imbastire.

NonnaG riesce a fare milioni di cose contemporaneamente, e non perde la tramontana; ha avuto Seavessi che era una ragazzina, aveva venticinque anni – più o meno l’età che adesso ha ZiaBella, accidenti – ai tempi era normalissimo, anzi era stata una delle ultime del gruppo di amiche a sposarsi e ad avere figli.

Ciò nondimeno era una ragazzina.

Ma nei ricordi di Seavessi è sempre stata adulta, solida.  Una Mamma con la M maiuscola, di quelle che sanno cosa fare e qual è la cosa giusta e non si fanno certo infinocchiare da un banale acetone pensando che sia una malattia rara. Una mamma anche allegra e divertente, capace di inventarsi giochi fantastici, ma molto ben calata nel ruolo.

Nel momento in cui NonnaG è entrata, Seavessi e l’Infanta stavano saltando per il soggiorno come due stambecchi davanti al video di Rewind, e l’Infanta strillava _E’ TUTTO NECESSALIOOOOOOOOO!!!!!



Ieri sera a letto, ripensandoci,  Seavessi non è potuta sfuggire all’inevitabile confronto. Che ricordi avrà l’Infanta da grande di sua madre, come la descriverà? Come quella che dava il piattino di latte agli squali? Come quella che le ha insegnato a cantare la locomotiva prima delle tagliatelle di nonna pina?

Intendiamoci, per una volta Seavessi non sta dicendo che si sente piccolaenera. Ma decisamente si sente, rispetto a NonnaG – rispetto alle madri delle sue amiche, rispetto alla generazione precedente – decisamente destrutturata.

Seavessi non ne ha manco per le balle desidera affatto essere una mamma amica, ma allo stesso tempo non sa essere una mamma seria, e forse non vuole neanche esserlo, non ci crede lei figuriamoci farla in barba all’Infanta che come tutti gli Infanti ti sgama in tempo zero. 
Del resto, Seavessi riflette che mai come oggi le mamme sono state bombardate di messaggi, indicazioni, tatelucie (che a Seavessi Tata Lucia piace eh!), studi dell’università del Wyoming centro-orientale su come allevare i figli.

Forse è questa la grande fatica delle mamme di oggi, questo continuo, costante reinventarsi un ruolo, il confronto quotidiano fra quello che si dovrebbe essere, quello che si vorrebbe essere e quello che si è.

Questo trovare nuove strade senza usare il navigatore – al massimo si usano i blog per avere dritte sul percorso.

Però vale la pena, ci sono panorami bellissimi.

18 commenti

Archiviato in biechi pensieri, mammitudine

Qualcuno birbone.

Avete presente quel film americano, credo degli anni ’80, in cui c’è un ragazzino, che invece di chiudersi in garage e fondare una multinazionale come  usa presso i ragazzini americani, pasticcia non so come col computer, si collega a un server del pentagono che stava giusto lì in attesa di un ragazzino in vena di scherzi, comincia a giocarci (per inciso un neurone di Seavessi è impegnato dall’informazione che il computer si chiama Joshua) e com’è come non è scatena la Guerra Termonucleare Globale?


Seguono due ore di porcoqui e porcolà di generali e scienziati vari, chè naturalmente nessuno sa come fermare il computer con l’esaurimento che cerca di bombardare Mosca, e poi finisce a tarallucci e vino, a Seavessi sembra che il film si chiamasse proprio War Games.

Seavessi quando ci pensa sogghigna sarcastica.

Seavessi non ha bisogno di connettersi a un computer del pentagono per scatenare la Guerra Termonucleare Globale, le basta pronunciare le fatidiche parole

_Infanta, vieni un po’ che dobbiamo tagliare le unghiette dei piedini.

L’Infanta immediatamente, da trenne posata e vagamente ascetica, si trasforma in una specie di erinni inavvicinabile, si nasconde nella cabina armadio e urla tanto che esce NonnaG strillando la frase che tutte le mamme amano sentire, _ooh ma cosa stai facendo di nuovo a quella povera bambina?

Seavessi sfodera le sue doti di rugbista, placca al volo l’Infanta fuggente, la blocca sul pavimento del bagno e procede alla trista operazione, ricavandone un sacco di calci, di cattiva e di voglio il mio papino (papino che, per inciso, ben si guarda dal tagliare unghie ad alcunchi).

Ieri sera dopo il bagnetto si è svolta una piacevole replica di quanto sopra, e Seavessi ne è uscita sudata marcia e di umore tendente al serial killer. 

L’Infanta ovviamente dopo dieci minuti era allegra e giocava, apparentemente senza risentimento.

Apparentemente.

Seavessi casa, ora di cena, interno sera. L’Infanta ha fatto non so cosa, tipo una pernacchia a suo padre.

MaritoNP (ridendo) _Infanta… Infanta mi sa che in questa casa c’è qualcuno un po’ birbone…

Infanta _qualcuno glande?

MaritoNP _no no… qualcuno piccolo che fa le pernacchie!!!

Infanta (con aria di fiera denuncia, additando Seavessi) _No, qualcuno bibbone GLANDE!!! Qualcuno (sguardo torvo) che vuole TAJJARE LE UNGHIE DEI PIEDINI!!!

15 commenti

Archiviato in Infanta, mammitudine

Il Silenzio degli Infanti

Ci sono giorni in cui fuori piove ma Seavessi riesce a guardare il giardino e scorgere i germogli di iris appena piantati, e sa che prima o poi smetterà di piovere.

Giorni in cui anche il lavoro che ti ha fatto impazzire per settimane riprende un ritmo normale, e Seavessi guarda la mail ormai sgombra di arretrati e scrittine Highest Priority e ricorda che i periodi di stress prima o poi finiscono, o quanto meno il mondo rallenta abbastanza da permetterti di guardare dal finestrino.

Ci sono sere in cui si riesce ad uscire prima per recuperare l’Infanta all’asilo, una volta tanto, e ci si ferma ad ascoltare le odierne imprese del mio Luca, e si cerca di immaginare questo gruppetto di maschi cinquenni intenti ai loro gormiti o quel che è con in mezzo ai piedi l’Infanta neanche treenne che gioca imperterrità alle signòle, e questi cinquenni devono essere dei gentlemen-to-be perché non la mandano via a spintoni come sarebbe più che comprensibile che facessero.

E poi si prende l’Infanta medesima e la si porta a comprare un costumino nuovo per la piscina, no amore non ci sono con i disegni di squali, prendiamo questo a righine che è bello uguale.




E poi si torna a casa con un’Infanta finalmente non bellicosa, che omette di ululare appena oltrepassata la soglia chiedendo caramelle uovikìndel e visioni di Sclèc, ma si lascia coccolare un pochino – evento frequente quanto le serate in discoteca di sua madre – e poi acconsente di buon grado ad aiutare Seavessi nel riordino della Stanza del Casino, dove vivono ancora allo stato brado alcuni scatoloni del trasloco.

Ci sono sere in cui per miracolo il tempo scorre lento, e c’è anche il tempo di chiacchierare un po’ fra donne, e preparare una cena decente riscoprendo che a Seavessi cucinare piace, solo non le piace doverlo fare in sempiterna corsa.

Ci sono sere in cui si può stare lì a rimestare broccoli al curry, concedendo un pensiero alle vacanze future, al corso per diventare volontari della Misericordia che Seavessi vuol fare l’anno prossimo, al fatto che l’insegnante di detto corso sarà ZiaBella, che strano sarà, si può essere distratte per un momento, grate del momentaneo, Infantesco silenzio.
Esatto.

grate del momentaneo, Infantesco silenzio.

Ci sono sere in cui ci si dimentica che il silenzio Infantesco non è indice di calma ma bensì di accident waiting to happen.

Ci sono sere in cui Seavessi rimesta broccoli e curry ignara, e non sa del pericolo che incombe sulla sua testa con mollettone azzurro.

Non sa, la sciagurata, che intorno al tavolo alle sue spalle si aggira un pericolosissimo esemplare di Squalus Domesticus, per la precisione uno squaletto biondo con gli occhi grigi alto poco meno di un metro che ha famissssima ed è in cerca di facili prede.

Non si può quindi biasimare troppo Seavessi per la perdita della sua mammesca dignità, se quando a un certo punto il piccolo infame squaletto ha urlato 

UUUUUUUAAAAAAAAARGHSONOUNOQQUALOOOOOOO
(tipico verso degli squali cuccioli che necessitano di affermare la propria identità

e le ha azzannato il Lato B lasciandole una notevole corona di squaleschi dentini sulla chiappa sinistra, ecco non si può biasimare troppo Seavessi se in tale avversa circostanza ha rovesciato i broccoli e il curry  e ha proferito una sequela di espressioni di fronte a cui Tata Lucia scuoterebbe seriamente il ditino disapprovatore.

Vero?

22 commenti

Archiviato in Infanta, mammitudine

Welcome to the jungle

La via per l’inferno è lastricata di buone intenzioni.

Seavessi non è d’accordo: la via per l’inferno è lastricata di cose che diamo per scontate.

Seavessi riteneva che Infanta in sua dotazione fosse provvista di un sano, piemontese scetticismo. Fino a pochi mesi fa l’unico cartone animato in grado di zittire l’Infanta per più di 18 secondi era I Simpson, e la domanda più pericolosa in agguato era _pecchè dize ciucciami il calsino? Si ciuccia il ciuccio, no il calsino!

(non solo scettica, pure pistina)

Alla fine dell’estate scorsa nella Seavessi-famiglia ha fatto il suo ingresso Sclèc, in tutte le sue forme e manifestazioni. Quattro film quattro da quardare in loop, con MaritoNP obbligato a fare il Gatto Con Gli Stivali e Seavessi che riceveva dubbi complimenti tipo _mamma come sei bella quando metti i tlucchi, sei bellissima come la plinzipessa Fiona.

Quando MaritoNP e Seavessi tentarono di buttarla sul classico, si trovarono davanti un’Infanta che sghignazzava davanti alla strega di Biancaneve e contestava Cenerentola perché (Sclèc docet) secondo lei il Principe Azzurro era cattivo e pussone.

Così, quando in un impeto di ziesco zelo  Ziabella regala all’Infanta un dvd del Libro della Giungla (non la versione Disney, un’altra), Seavessi non ci pensa troppo, si dice che all’Infanta sarebbe piaciuto vedere qualche animale diverso dalle talpe più o meno vive, dai leprotti e dai gatti abituali frequentatori della Seavessi-casa.

Mette su il dvd, e se ne va in cucina (a tre metri di distanza) a preparare la torta di broccoli.
Un quarto d’ora dopo si ritrova a consolare un’Infanta devastata perché nel dvd ci sono una mamma e un papà che perdono il loro bimbo nella giungla.

Seavessi, qui fa il secondo grande errore, ritenendo che il problema siano i genitori storditi che perdono il bambino, e rassicura l’Infanta che è solo una storia, le mamme e i papà non dimenticano i bambini né nella giungla nè all’asilo, e che comunque LEI non sarebbe stata persa in alcundove.

Bon finita lì.



O anche no.

Seavessi casa, cameretta, interno sera.

L’Infanta è pigiamata e allettata e finalmente le sta calando la palpebra, mentre Seavessi le racconta la fiaba del Grande Torino, e non dite che non è adatta perché a Seavessi la raccontavano sempre e guardate com’è venuta su bene.

Astenersi commentatrici sarcastiche, prego.

Seavessi _…e allora gli angioletti erano tristi perchè non avevano nessuno per giocare a pallone…

Infanta _ma erano nella giungla?

Seavessi _ no cara, erano in cielo. E allora guardarono sulla terra e videro un bellissimo stadio che si chiamava Filadelfia…

Infanta _ma ela nella giungla?

Seavessi _no amore, è a Torino, dove ci sono NonnoR e NonnaF, ti ricordi che ci siamo andati?

Infanta _ ma a Tolino c’è la giungla?

Sevaessi _ma no amore… la giungla è lontanissima….

Infanta _ è a (paesino in Liguria) la giungla?

Seavessi _amore mio no, la giungla è molto molto lontana, bisogna andarci con l’aereo.

Infanta _mamma noi non ci andiamo nella giungla, noi andiamo all’asilo.

Seavessi _certo amore, mi dispiace che tu abbia avuto paura. Non andiamo in nessuna giungla e domani buttiamo via il dvd.

Infanta _va bene mamma, ma stai un po’ con me. Buognagnotte.

10 minuti dopo, riaprendo appena gli occhi

Infanta _mamma?

Seavessi _si amore mio?

Infanta _ la giungla è una cchifèssa.

Seavessi _certo amore, è una schifezza la giungla.

Infanta _è piena di Velmi.

30 commenti

Archiviato in mammitudine, pasticci, Velme