Archivi categoria: mammitudine

Sedie, uova e frittate.

Per una misteriosa congiunzione astrale, MaritoNP è stato gentilmente omaggiato dal suo datore di lavoro (grazie datore!) di un WE libero. Sia gaudio e giubilo in tutto il regno!

Incredula davanti a una simile infinita distesa di ore da passare in famiglia, sabato mattina Seavessi ha perfino avuto una piccola crisi di panico dell’animatore.

Poi, complice la prima vera bella giornata dell’anno, la giornata si è divisa in due parti + interludio.

Prima parte, o del Peace&love

Preso dal sacro fuoco dell’ammmore coniugale, MaritoNP insiste per caricare le donne in macchina e portarle ad una stramba manifestazione a cui Seavessi bramava di partecipare ma non osava proporre. 
Tanto per darvi un’idea – e qui veramente ci vorrebbe un premio per chi indovina di cosa si tratta- trattavasi di recarsi in un certo luogo, possibilimente portandosi dietro una sedia. Giunti in cotanto luogo, ad un’ora prestabilita, i presenti avrebbero dovuto alzare la sedia (per intenderci, alla _urlando contro il cielo). La fotografia ritraente gli spostat le persone che avevano fatto chilometri per andare lì a farsi fotografare con la sedia, sarebbe poi stata inviata ad una persona come auguri, incoraggiamento e _siamo tutti con te.

Seavessi vorrebbe allargarsi e raccontare nel dettaglio come e perché per lei questa iniziativa fosse assolutamente commovente e meravigliosa, ma ha paura che qualcuno in  the end si decida a chiamare la neuro, e quindi sopravvolerà.

Vi dirà solo che la mattinata è stata meravigliosa, e Seavessi ha visto L’Infanta camminare nel sole ricalcando gli stessi passi di Seavessi bambina, nel luogo che per Seavessi è il centro immobile dell’universo, dove tutto è pace, il tempo sussurra e l’aria stessa è un abbraccio.
MaritoNP fotografava felice, l’Infanta sorrideva e si beccava in cambio sorrisi e carezze dai presenti.

Oh, se ci voleva.

Interludio, o del Fast&Furious

Dopo pranzo la Seavessi-famiglia va all’arrembaggio dell’IKEA, di SABATO POMERIGGIO,  e in meno di un’ora entra ed esce con l’ultimo mobile mancante all’appello, un bellissimo copripiumone per l’Infanta e svariati inutil fantastici attrezzi per la cucina. Praticamente un record, visto che hanno anche preso il caffè col dolcetto verde.

Seconda parte, o del Se vuoi fare una frittata devi rompere le uova.

Increbilmente dopo il blitz all’IKEA era ancora presto, così la Seavessi-famiglia ne ha approfittato per passare a trovare NonnoR e NonnaF, i genitori di MaritoNP, che causa distanza non riescono a frequentare quanto vorrebbero.

Qui l’Infanta, presa da nonnesca esaltazione, a un certo punto ha fatto la faccetta indemoniata che tutte le mamme ben conoscono, e si è messa a prendere a calci i giocattoli. 
Immediato intervento di nazi-Seavessi, che blocca la piccola esagitata, le dice _non ci riprovare mai e mai più, non esiste nel mio orizzonte degli eventi.

Parte immediata scena madre con urla udibili fino alla provincia vicina. Ahimè l’Infanta entra nell’orribile capriccio-spirale, e Seavessi cerca di calmarla tenendola ferma, contando fino a dieci, parlandole con calma, portandola in un’altra stanza tranquilla.

Tutte tecniche che avrebbero avuto qualche speranza di successo, se i Nonni e MaritoNP non avessero inseguito le due al grido di 

_eh ma son bambini 
_eh ma lasciala stare 
_eh ma non hai pazienza 
_eh ma la fai piangere 
_eh ma è piccola

cosicché invece di calmarsi l’Infanta s’è inviperita pure Seavessi.

Seavessi-casa, interno sera

MaritoNP _certo che potevi evitare oggi di essere così severa… l’hai fatto piangere, lei poi è una bimba educata…


Seavessi (banshee mode-ON) _MaritoNP, a te PIACE, non è vero, avere una bimba che saluta, ringrazia, sta relativamente composta a tavola, e in generale ti PIACE che quando la porti in giro la ggggente ti faccia i complimenti, NO?

MaritoNP _eh, certo…

Seavessi _però ti fa schifo sgridarla e ti scoccia che lo faccia io.

MaritoNP _ma sei severa…

Seavessi _sì, sono severa. Sono una mamma affettuosa, innamorata follemente dell’Infanta, e severa . Mbeh?

MaritoNP _ma

Seavessi _ma niente. Ti piace la frittata? Per farla devi rompere le uova.

26 commenti

Archiviato in mammitudine, MaritoNP, myself

Hello world!

Seavessi è tornata in ufficio, rantolante e sibilante, ma rassicurata dalla sostituta dell’adorato DottorS (momentaneamente a Santo Domingo a curare gli Infanti di colà) di essere _non troppo contagiosa;


i colleghi vicini di banco ringraziano e vanno di amuchina gel che è un piacere.

Collegasenzafigli _eeeeeeeeeeh va beh dai, stavi male ma pensa che bello, hai fatto la mamma a tempo pieno tutta la settimana… sei stata con la tua cucciola… chissà come te la sei goduta!!!

Ora.

Già a Seavessi vengono le verruche sul naso a sentire dire _mamma a tempo pieno. Eccheè, sono part time normalmente? Una mamma a mezzo servizio? Mom-sharing? ‘na roba di seconda scelta da spender poco?

Non bastasse, il termine cucciola per Seavessi è una di quelle parole tipo _attimino o _implementare, ne abbiamo tutti qualcuna di queste parole, che fanno l’effetto del gesso spezzato sulla lavagna e fanno partire l’istinto di uccidere in modo lento e doloroso chi le pronunci.

Last but not least, definiamo il concetto di godersela.

Seavessi ripensa a se stessa tossente scatarrante e febbricitante, che passa la giornata inseguendo un’Infanta ormai guarita ma isterica causa bentelan + antibiotico + reclusione forzata che fuori siamo sotto zero.
Ci aggiunge la visione forzata di Sclèc 1 2 3 e financo 4, per un numero imprecisato di ore al giorno.
Shakera il tutto con una manciata di MaritoNP nervoso che povero, la sera non dorme, e un pizzico di Collega che chiama chiedendo cose improbabili a cui Seavessi ha già risposto quelle 18 o 20 volte.
Nonostante gli sforzi di Seavessi, il risultato non rientra nemmeno in un concetto molto molto ampliato di “godersela”.
Non è quindi del tutto incomprensibile che Seavessi abbia ringhiato alla collegasenzafigli, giusto?

Passiamo alle cose serie.

L’Infanta sabato è caduta sulle ginocchia e si è fatta una grave ferita, visibile con un microscopio di media potenza.

Infanta (indicando un ginocchio)_buaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaahhhhhhhhhhhhh mammaaaaaa ho la bibi!!!!!!

Seavessi _oh amore fammi vedere… ma no non è niente cara…

Infanta (scoprendo l’altro ginocchio) _nooooooooooo mamma io ho la bibi mi fa maleeeee!!!!

Seavessi  (Mary Poppins mode – ON)_ ma no amore dai… facciamo così, ora cantiamo così spaventiamo la bibi, le bibi hanno paura delle canzoni sai?

Infanta (con lacrimuccia) _sì mamma canti la canzone!!!

Seavessi (presa alla sprovvista) _ehm… oddio…. boh… oh accidenti non mi viene in mente niente… ehm… MARE PROFUMO DI MARE, CON L’AMORE IO VOGLIO GIOCAREEEEEEEEEEEE (ndr non è inquietante sapere che alcuni degli scarsi neuroni disponibili di Seavessi sono occupati dall’utilissima sigla di Love Boat?)

Infanta _ più folte mamma!!!

Seavessi  (a squarciagola)_ E’ COLPA DEL MARE DEL CIELO E DEL MARE, IO NON CI CREDEVO MA POSSO SOGNAREEEEEEE, FORSE E’ SOLO DAL MOMENTOOOOOOO

CHE CREDO AL SENTIMENTOOOOOOOOOOOOOOOO…

Infanta _pòvela bibi……..

17 commenti

Archiviato in dialoghi dell'assurdo, mammitudine, myself

Rumore

Tuptuptuptup  piedini nel buio, che arrivano clandestini verso il lettone

Sfrushsfrush STOMP _mammaaaaaaaa  tentativo di infilarsi il piumino da sola con ruzzolone finale

Squishsquashsquishsquash  lavaggio mani-faccia-denti DA SOLAAAAAAAAA

Pfft pffffft  passaggio del mocio in bagno dopo il tentativo di cui sopra

Tic tic clac frrrrrr _mamaaaa, just killed a maaaaaaaaaan Infanta Lascia stare lo stereo e molla subito I CD dei Queen! Sono I MIEI!!! Infanta!!!

Pronto???? Pronto??? Chi parla??? Infanta no,  metti giù il telefono per favore… oddio chi hai chiamato stavolta?

Straaaaappp  oh tesoro mio che disegno meraviglioso… adesso lo appendiamo… però cara magari la prossima volta chiedimi un foglio, non usare i cataloghi di papà…

 rumore di occhi chiusi.

rumore di mamma che ti guarda dormire.

Nella testa di Seavessi, il rumore di Infanta che cresce ha questo suono


PS domani è mercoledì e Seavessi continua la sua bieca impresa dei diritti delle mamme. Se qualche anima pia volesse aggregarsi per farla sentire meno sola,  il tema è Il diritto alla messa in piega, ma anche no.

9 commenti

Archiviato in Infanta, mammitudine, myself

As time goes by

Piccola Città, mercato, esterno giorno (mattina)

Seavessi va a spasso con un’Infanta canterina che urla a chiunque la stia a sentire che _la macchina del capo ha un buco nella gomma,  e noi lo tappelemo con il ce-vin-guuuuuum!!!

Seavessi si vergogna ma non abbastanza da non unirsi all’Infanta nel glorioso CE-VIN-GUUUUUUUM finale,  tanto ormai  ne è passata di acqua sotto i ponti da quando Seavessi riteneva di avere una dignità da conservare.

Le due sciagurate stanno per attaccare qualantaquattlo gatti ecc ecc, quando Seavessi si sente chiamare PER NOME;  che voi direte, che c’è di strano, forse che facevano prima a chiamarti direttamente ehi cretina?
No, solo che Seavessi è fornita di un soprannome utilizzato praticamente da chiunque la conosca, e a sentirsi chiamare per nome si stranisce un po’, pensando che a chiamarla sia NonnaG arrabbiata perché non ha fatto i compiti.

Seavessi si gira, e vede che a salutarla è una giovane donna bionda con un cagnolino-mocho in braccio.

Dissolvenza, flashback.
Una giovane e polemica Seavessi di 16 anni è seduta nel suo banco in penultima fila strategica, che si sa che l’ultima fila è troppo in vista, la penultima è perfetta. Seavessi in cuor suo è contenta che la scuola ricominci, perché non lo ammetterà nemmeno sotto tortura ma il liceo classico le piace moltissimo, e ha, perfino nella sua testolina confusa dalla stupidera endemica adolescenziale, la sensazione di stare vivendo the best years of my life.
Entra in classe la supplente annuale di greco, che invece della vecchia barbogia che uno si aspetta è una ragazzina che a Seavessi sembra poco più grande di lei, e si presenta come Paola.

Dissolvenza, flashforward.
Seavessi ha 25 anni e sta per laurearsi; è tutta proiettata al futuro, quando una sedicenne Ziabella le dice _oh sai Seavessi? La mia prof di greco dice che si ricorda di te, si chiama C.
_C.??? Ma non mi dice niente… oh caspita ma è la Paola!!! Oh my, non può essere passato tanto tempo… non è possibile che tu Ziabella sia già così grande… oh cielo ma dove sono finiti tutti questi anni?

Dissolvenza, ritorno al presente.
Paola _oh Seavessi, quanto tempo… ma è la tua bimba?

Seavessi _ sì, lei è l’Infanta! Infanta saluta Paola, sai che era una maestra di mamma?

Infanta _  Ciao, LA MACCHINA DEL CAPO ECC ECC ECC

Paola _oh che amore… senti, guarda che io le tengo pronto il banco eh!!!  Ti aspetto al varco ai colloqui coi genitori!!!


Oh
My
God.
Dov’è il tasto pause?
PS Seavessi ringrazia immensamente per il Sunshine award, appena riescirà a sollevare la testa dal lavoro si metterà all’opera.

8 commenti

Archiviato in mammitudine, ohcomepassailtempo

Shhhhhhhhhhhhhh

Post liberamente ispirato ai diritti naturali dei bimbi e delle bimbe di Piccolalory, iniziativa che Seavessi condivide in toto (e ci tiene a ripeterlo).

Siccome però Seavessi ci tiene a candidarsi per il premio Balocchi & Profumi 2011, premio assegnato alla peggio mamma egoista sulla piazza, va avanti imperterrita per la sua strada dei

Diritti delle Mamme

dopo il Diritto di Essere Stanche, questa settimana passiamo al

Il diritto al silenzio
(ovvero elogio del non ascoltare)



Il diritto al silenzio non è affatto in contrasto col diritto dei piccoli mostri di essere ascoltati, anzi. Se non si fa silenzio non si ascolta proprio niente, come sa chiunque abbia provato ad ascoltare Grey’s Anatomy mentre il marito sproloquia sul bollo auto scaduto.

Il diritto al silenzio ha moltissimi aspetti.

Innanzitutto il diritto al silenzio fisico; passiamo un anno ad aspettare che l’Infante parli, e poi i successivi 10/12 (diciamo finchè non diventano adolescenti immusoniti) ad aspettare che tacciano quei 30 secondi di fila, per poter riordinare quelle due idee in croce che ci  son rimaste senza dover rispondere al fuoco di fila dei pecché. A confronto di un Infante duenne chiacchierino, perfino nove ore di fila nell’ufficio openspeis con i telefoni che suonano sembrano una giornata alle terme.

Per cui, ogni tanto, quando davvero non ne può più, la mamma ha il diritto di dire all’Infante _stai zitto un attimo per favore, senza per questo sentirsi una mamma degenere non-ascoltante il cui pargolo certamente diventerà o velina o tronista (naturalmente a causa dell’inadeguatezza materna).

Poi c’è il diritto al silenzio del mondo esterno, a cui ovviamente non si può dire stai zitto, ma si può imparare a non ascoltarlo, in particolare a non ascoltarlo quando ci urla come dovremmo essere.

Le mamme hanno diritto a non ascoltare (in ordine un po’ vacuo di tempo):
  • l’amico pediatra del nonno che in tempo zero vuole convincerti a darti al pupo nato due ore prima il latte artificiale (no? Sicura? Ne riparliamo davanti all’Infante urlante affamato disidratato? Sicura di essere una buona mamma? Affami tuo figlio…)
  • l’ostetrica simpatica come la sabbia nelle mutande, che a costo di farti disidratare la progenie insiste che tutte le mamme hanno il latte (tu no? Oh che sfigata incapace, sicura di poter essere una buona mamma? O almeno passabile? Diciamocelo, non sei neanche un granché come mammifero…)
  • la suocera che insiste che per svezzare il mostriciattolo sono indicatissimi i bucatini all’amatriciana (no? Eppure guarda tuo marito e i suoi 6 fratelli che begli omoni son diventati… ah voi ragazze di oggi… non avete idea di come si allevano i figli)
  • la mamma che cerca subdolamente di imporre la maglietta della salute di lana merinos in pieno luglio (no? Guarda che poi si ammala eh! Fai come vuoi ma si ammala!)
  • l’amica senza figli che cerca di rifilare alla neomamma i pannolini lavabili (no? Dici che non hai tempo neanche per lavarti tu figuriamoci i pannolini? Ne riparliamo quando l’Infante avrà 20 anni e ti incolperà del surriscaldamento del globo? NDR qui però la mamma degenere tira un sospiro di sollievo, è improbabile che una velina o un tronista abbiano tutta sta consapevolezza ecologista… )
  • quelli che Al nido? Ooooooohh poverino
  • quelli che Niente nido? Ooooooohh poverino
  • quelli che _la piscina? E che è un pesce???
  • Quelli che _come, SOLO la piscina? E lo sci la ginnastica artistica e il curling NOOOOOOOOO? Ma se sono attività così formati e indispensabili!!!

Bon, per adesso a Seavessi son venuti in mente questi; ma naturalmente ogni mamma ne ha a manate di esempi del genere.
Se passate di qui mi dite voi cosa ne pensate?

16 commenti

Archiviato in diritti delle mamme, mammitudine, pensieri

Today is gonna be "the" day



By now you should’ve somehow 

Realized what you gotta d

E mai parole furono più azzeccate, oggi è il giorno della RECITA!!!! E Seavessi ha realizzato diverse cose; che deve lasciarsi un po’ portare dalle cose, cercare di fare un po’ di surf invece di dragare sempre solo i fondali, in cerca di problemi che probabilmente non ci saranno mai.



I don’t believe that anybody 
Feels the way I do about you now


Ma non è proprio così vero? e nemmeno sarebbe giusto; l’Infanta è circondata di persone che la amano, Papà Nonni Zie  Cuginetti Amici e tutto il cucuzzaro che è giusto e sano che un Infante abbia intorno. Seavessi non ha l’esclusiva.
Ma qui, tra noi, tra portatrici più o meno sane di Infanti, diciamocelo: la mamma è sempre la mamma, di mamma ce n’è una sola, il cuore della mamma è il porto più sicuro e N altre sdolcinerie mammesche.
E concediamocelo ogni tanto un po’ di zucchero, anche se poi a salvarci la vita è l’ironia.

Seavessi è agitata, si capisce? E si è dimenticata di comprare le patatine per la festa, e adesso deve andare alla MegaRiunione.

6 commenti

Archiviato in mammitudine, sclero

Gilmore Girls



In fondo in fondo, la sensazione di essere la mamma scombinata di una giovane donna saggia ed equilibrata Seavessi ce l’ha sempre avuta.

Venerdì sera Seavessi, di umore più malmostoso del solito, ha preparato la cena svogliatamente e quasi fastidiata; sabato mattina ha rotolato come una pallina da flipper fra spesa e commissioni, sabato dopo pranzo è crollata vittima dell’infamissima influenza vomitina che sta decimando le mamme dell’azilo (gli Infanti NO, se la cavano con una caccabrutta, dopodichè ricominciano a saltare ballare e chiedere di vedere Sclèc).

E siccome si trattava di WE singlemode, a parte qualche ora di intervento salvifico di NonnoG e NonnaG, Seavessi e l’Infanta se la sono dovuta sfangare in qualche modo.

Di sabato pomeriggio Seavessi ha ricordi confusi, fra cui

  • aver visto più e più volte Sclèc e Sclècdue, unico intrattenimento televisivo gradito all’Infanta (oltre ai Simpson).
  • che a un certo punto l’Infanta  le sentiva la febbre con la manina sulla fronte, e le diceva _buongiolno signòla, hai la febble, adesso ti do la medizìna e chiamiamo l’ambulanza con sopla la ZiaBella (ndr, Ziabella è volontaria della Misericordia)
  • che, in un altro momento, mentre Seavessi era collassata sul divano, l’Infanta si è seduta accanto a lei e le faceva le carezzine sulla fronte, dicendole in ottimo dialetto piemontese Bambulìn (bambolina) e Robabèla (cosa bella).

Ieri pomeriggio Seavessi, piena di gratitudine, ha investito le scarse forze ritrovate per fare una mega biscottata con L’infanta-infermiera, che se la meritava oltre ogni dire.

9 commenti

Archiviato in Infanta, mammitudine

Ci voleva tanto?

Più passa il tempo e si inoltra nella selva oscura della mammitudine, che al pensier rinnova la paura, più Seavessi si rende conto di quante cose non dicano ai corsi preparto.

Al suo, per esempio, la prima lezione chiesero ai papà di scrivere il nome del loro futuro erede su un cartellone col pennarello.

Il papà di fianco a Seavessi si alzò e chiese alla moglie _amò dove ci va la H a THOMAS?
No dico, almeno il nome di tuo figlio sallo.

La seconda lezione cominciò con la visione di una cassettà sull’allattamento, 5 minuti di primo piano di una tetta sgorgante latte a spruzzo.

Dalla terza lezione in poi Seavessi decise di fare taglia, diceva di essere al corso preparto e andava a fare aperitivo con le amiche.



Quindi forse è colpa sua se non ha sentito la parte in cui veniva detto _ogni cosa che direte potrà essere e sarà usata contro di voi in ogni modo possibile vario ed eventuale.

Ieri sera Seavessi dopo aver stirato preparato la cena bagnettato l’Infanta  e fatto Nmila altre cose che ha poi rimosso, ha deciso che le avanzava quel quarto d’ora per lavarsi i capelli.

Ovviamente con l’assistenza dell’Infanta.

Il seguente dialogo si svolge mentre Seavessi è china sulla vasca con la testa sotto l’acqua.

Infanta _mamma ti plendo l’accappatoio?

Seavessi _si chiama asciugamani Infanta… sì per favore me lo prendi?

Infanta _ti plendo il sssiugamani (se ne va e torna dopo un attimo con un micro ascgiugamani da viso)

Infanta _toh mamma… mamma che sssiampo uzi?

Seavessi _il mio Infanta, quello viola-di-lush-strapagato-che-faccio-durare-sei-mesi…

Infanta _NOOOOOOOOOOOOO!!! Quello è mio!!! Tu non lo uzi! Uzi questo!!!! (porge a Seavessi il triste clear di MaritoNP)

Seavessi _ma no Infanta dai… dammi lo sciampo viola…

Infanta _ NO!!! BUAAAAAAAAAAAAAHHHHHHHHHHHHH!!!!!!!!!!!!!!!

Seavessi _ eh va beh va beh… (si insapona col triste clear)

Infanta _ mamma metti il balzamo?

Seavessi _ sì Infanta un momento

Infanta _ MAMMA METTI IL BALZAMO!!! TIENI!!! (rifila a Seavessi il biberon della bambola)

Seavessi _ sì sì ecco l’ho messo… mi lasci sciacquare adesso?

Infanta _ mamma attenta! Zpolchi tutta la vazca!!! Non bagnale! No! Attenta!

Seavessi _Infanta dammi tregua ti prego…

Infanta _ toh l’accappatoio mamma ( porge il microasciugamani da viso)

Seavessi _ehm… grazie Infanta…
10 minuti e nuomerosi Infanteschi commenti (su asciugatura, sporcamento del bagno, phon, pettinatura e uso di mollettoni per capelli del colore sbagliato) dopo


Seavessi _ oh Infanta ce l’abbiamo fatta.. ho finito!!

Infanta _ eh mamma… inzomma, ci voleva tanto? (esce di scena scuotendo la testa)

7 commenti

Archiviato in Infanta, mammitudine

Il diritto di essere stanche

Sì sì lo so, tre post oggi, sono logorroica. Ma a questa cosa ci penso da sabato.

Piccolalory sta portando avanti un’iniziativa bellissima su I diritti naturali dei bimbi e delle bimbe.

Io solo a leggerli mi commuovo.

 

Però non posso fare a meno di derivarne un corollario di pensieri un po’ sfasato, derivante anche da questo post di Bismama e dai relativi commenti.

 

Insomma io sarò Miss Egoismo 2010 e mi candido anche per il 2011, ma a me sono venuti in mente  i Diritti delle Mamme.

 

E siccome sono reduce dal mio meraviglioso single-weekend, ne vorrei proporre uno, e mi piacerebbe sapere, se qualcuno passa di qui, cosa ne pensa.

 

Io propongo

 

Il diritto di essere stanche.

 

Una cosa banale eh? Eppure ha tante sfaccettature.

Le mamme sono le creature multitasking per eccellenza, studi di un’importante università americana (che mi sto palesemente inventando, ma figuriamoci se non esistono, quelli studiano anche la vita sociale delle vongole)  hanno chiaramente dimostrato che una mamma può, in contemporanea, fare una conf call con l’India, passare a una collega la ricetta dei biscotti di vetro, organizzare la spesa per la cena e pensare a come cucire il costume per la Recita di Natale, e alla fine ricordarsi ancora come si chiama senza dover guardare la carta d’identità.

Provate a fare fare la stessa cosa a un uomo, dopo 10 secondi lo vedrete che passa all’India le istruzioni per cucire i biscotti.

Eppure anche queste creature apparentemente  indistruttibili si stancano, e a volte avrebbero solo voglia di tornare a casa, scivolare di nascosto in camera da letto e dormire 12 ore di fila.


Le mamme hanno il diritto di essere stanche, e di poterlo dire, senza che l’imbecille di turno commenti _eeeeeeeeh, cosa credevi, che i figli si allevassero da soli?


Le mamme hanno il diritto, dopo un cesareo d’urgenza e senza aver dormito da 4 notti, a non vedersi lanciare in braccio il neonato da un’ostetrica brillantona che sentenzia _deve creare il bonding signora!!! Su su non vorrà mica dirmi che è stanca?

Sì cretina, sono stanca, ho due flebo e un catetere e l’unica parte del corpo che non mi fa male è l’alluce sinistro.

Le mamme hanno il diritto, anche se amano immensamente i propri figli, a sognare ogni tanto spiagge deserte e silenziose, a desiderare un’uscita con le amiche, a implorare 10 minuti di silenzio in cui nessuno abbia bisogno di camicie stirate pastelli a cera e cene pronte, senza che nessuno tiri in ballo l’egoismo e dica _eeeeehh non lo sapevi? Hai voluto la bicicletta e adesso pedali.


Chissà come, una mamma che dica di essere stanca afferma qualcosa di sconveniente.


Oggi sono abbastanza sversa, si capisce?

 

 

11 commenti

Archiviato in diritti delle mamme, mammitudine, myself

Ladies and gentlemen, from Los Angeles California: LA RECITA!

La Seavessi che blogga questa mattina non è la stessa rintronata che ha scritto scempiaggini fino a due giorni fa. Ooooooooooh no.

La Seavessi di stamattina è una donna e mamma matura e sdoganata, ricca di esperienza e di saggezza.

Seavessi, infatti, ha superato martedì pomeriggio la vera prova di iniziazione alla mammitudine, la sfida che permette ad una citrulla qualunque che ha partorito di mettere su la faccia saputa e bullarsi con le non ancora iniziate.
Seavessi, martedì pomeriggio, ha fatto il suo primo

(colonna sonora de Lo Squalo, please)


COLLOQUIO CON LE INSEGNANTI.

(standing ovation)

Graziegraziegrazie, non me l’aspettavo anche se abbiamo lavorato duramente per arrivare qui, ringrazio tutto il mio staff, MaritoNP senza il cui contributo non sarei qui (in effetti…), ZiaBella che ha curato il look, Gì che ha ascoltato in anteprima, grazie ancora e saluto tutti quelli che mi conoscono.

Vado a esplodere l’episodio.

Colloqui  dalle ore 16.45 alle ore 18.45.

All’alba delle 15.30 si palesa NonnoG, dicendo _così puoi prepararti. Seavessi si perplime, perché contava di andare al colloquio in jeans e maglietta, e la scuola dista 6 minuti a piedi da casa, comunque prende il caffè con NonnoG.
Appena l’Infanta si sveglia si butta su NonnoG, che ha visto il giorno prima, con l’aria di chi ritrova un parente dato per disperso in Russia nel ’43. I due si danno alla lettura, Seavessi resta sola con se stessa e 40 minuti di anticipo.

Ore 16.40 Seavessi arriva a scuola, dove per prima cosa deve cercare di capire se l’Infanta è una Farfalla o una Coccinella, le due avverse fazioni sezioni. Un’Altramamma nota lo sguardo da triglia lessa di Seavessi, si palesa come rappresentante di classe e le chiede 7 euro per il regalo alle bidelle. Oooooh yes.

Ore 16.50 Seavessi ha capito che l’Infanta è una Coccinella, si rilassa e si mette in coda, davanti ha solo altre due mamme, e nel frattempo è arrivata una Mammaamica. Tutto sembra volgere al meglio.
In quel momento arrivano due nonni, che si guardano intorno con aria rapace, chiedono se possono passare davanti, gli viene riso in faccia;  dopodichè si gettano tipo giaguari su Seavessi e Mammaamica, e le inseguono in giro per l’azilo raccontando le prodezze del nipote, che consistono in cose tipo _pensi, quando io entro in casa lui mi dice CIAO! Non è incredibile?

Seavessi e Mammaamica stanno ormai tirando a sorte per decidere a chi tocca sparare all’altra per poi suicidarsi, quando ore 17.35 finalmente tocca a Seavessi.

Seavessi entra nell’aula lanciando un ultimo sguardo a Mammaamica circondata dai due nonni, e sentendosi tipo Rose che guarda Jack sprofondare in acqua alla fine di Titanic.

Seavessi entra, si siede, convenevoli con le due maestre.

Seavessi _e allora come va?

Maestre _ oooh sì, tutto bene, ormai non piange proprio più, gioca con tutti, mangia bene senza sporcarsi più che tanto, è allegra e entusiasta.
……
Seavessi _ehm… c’è qualcosa che dovrei sapere?

Maestre _oh, no, no, tutto bene.

Come tutto bene e la faccia da _ci vediamo a gennaio? Quella prima di me è stata dentro 40 minuti e a me mi liquidate in 18 secondi? Cosa sono, la figlia della serva? Eh no eh! Io voglio sapere, interessarmi, dissertare, fare vedere che sono una mamma partecipe!!!!
La maligna Seavessi sfodera l’artiglieria pesante.

Seavessi _eh, e ditemi… e la RECITA DI NATALE???

Maestre (illuminandosi) _ oh sì la recita!!!!

Immediatamente le due maestre si trasformano in promoter e snocciolano informazioni sulla recita.

MaestraN _bene sono felice che ce l’abbia chiesto, dunque facciamo tre prove generali, il 16 il 17 e il 20, la recita è il 21 alle 14.30, vietato fare foto e filmare perché viene il fotografo e uno che fa il filmato, vietato mettersi in piedi sulle finestre perché i bambini si distraggono e sbagliano i balletti, i cancelli aprono alle 14.00, non si tengono i posti chi prima arriva si siede davanti.

Seavessi si chiede che razza di girone infernale sia una recita di Natale in cui bisogna vietare di mettersi in piedi sulle finestre
Ad ogni modo non si scompone; ha anni e anni di concerti di Vasco alle spalle, e probabilmente si metterà davanti ai cancelli la sera prima col sacco a pelo, aspetterà che arrivi un papà chitarra-munito, e passeranno la notte in attesa cantando Albachiara.

18 commenti

Archiviato in asilo, mammitudine