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L’openspeis è quasi del tutto vuoto; in un angolo remoto resistono due eroici colleghi che dalle 8.47 dissertano sul legittimo impedimento, impedendo di fatto agli altri, e non in modo legittimo, di riaddormentarsi serenamente.


Seavessi aspetta.

Aspetta che sia ora di andare dal medico per dare una controllata a questa pressione ballerina.

Aspetta che sia ora di partire, dopo pranzo, alla volta di Milano per la simpatica e attesissima (fantozzi mode  – ON) festa aziendale di inizio anno fiscale, oh yeah.

Aspetta soprattutto che la festa aziendale di inizio anno fiscale, oh yeah finisca per tornarsene a casa di corsa, visto che fra le sue innumerevoli paturnie Seavessi possiede una idiosincrasia tremenda e abbastanza immotivata per l’andare a Milano.

Aspetta che sia domani per andare alla prima festa di compleanno da invitata dell’Infanta, che ha già dichiarato di voler mettere la gonna viola e i doposci rosa.

Aspetta che i due colleghi la smettano di sviscerare i massimi sistemi della politica e della giustizia.

Aspetta, trattenendo il respiro, che passi ancora questo fine settimana, l’ultimo lavorativo di MaritoNP, ché poi vengono i due bellissimi mesi dell’anno in cui la vita familiare prende ritmi umani.

Seavessi aspetta, un po’ svagata, tramortita dal ritmo improvvisamente blando del tempo.

Che bello non dover correre.

Ieri sera, per la gioia dei genitori orgogliosi, l’Infanta ha proferito le immortali parole _non siamo mica qui a togliere le macchie ai giaguari. 

Seavessi ha cercato di blandire la fanciulla con calamèlle e uovikindel per farle ripetere la frase, registrarla e usarla come suoneria del Cellulare Sfigato.


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Tuoni e fulmini

Che belli i temporali, che meraviglia.

Che bello sentire i tuoni fuori e ricordarsi che il mondo non finisce oltre la macchinetta del caffè

Ai temporali non importa un’emerito nisba delle chiusure fiscali

Arrivano tutt’altro che in punta di piedi, urlano, tuonano

Poi piovono da arrabbiati e non gliene frega niente

Come quando si canta a squarciagola in macchina

Come quando sei in curva e segna la tua squadra

Come scoppiare a ridere quando non te l’aspetti

E fanno casino, rinfrescano, lasciano tutto pulito

Sono un po’ scomodi, ma che belli che sono.


Seavessi adora i temporali.


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Manic Monday

Oddio ho quarantasei mail nuove nell’inbox

Non dovevo prendere tre caffè prima di uscire di casa

Che figata uscire coi sandali

Che fatica rimettere insieme due idee

Mi sembra di rincorrerle come pecore che scappano dal recinto

Mi mancano le amiche

Per quale orribile motivo le amiche son tutte lontane

Sono inopinatamente allegra

Alle ore 9.07 avevo già raccontato ball cose diversamente vere a tre diversi colleghi, solo per farli smettere di agitarsi.

Sono due giorni che mi sveglio alle 05.48 e sento che se resto a letto un altro munuto il mondo esploderà

Però ho stirato di tutto e di più






non ci tiro fino a fine mese, non ci tiro. Però rido come una pazza.

Ho notato che il resto dell’openspeis è diventato cautamente gentile e mi porta il caffè alla scrivania.

Ma buona settimana, anyway!




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L’effetto farfalla

Avete presente i film, che quando il serial killer con la sega elettrica già pronta si apposta dietro al cespuglio parte la musichina inquietante, oppure quando lui e lei si guardano per la prima volta scatta il fermo immagine  e il coro angelico – che se lui e lei non son proprio deficienti lo capiscono che son destinati a una  casa con lo steccato bianco tre figli biondi e un labrador?

Ecco, a Seavessi questa cosa fa un’invidia profonda. Perché, perché non possiamo avere una colonna sonora decente nella vita reale?

Non lo sappiamo mai, che stiamo per vivere un attimo importante, che quella piccola piccolissima cosa ci cambierà l’esistenza. Lo scopriamo, forse, anni dopo, forse mai.

Quel libro che compri solo perché ha una bella copertina, e ti cambierà il modo di pensare per sempre, e vent’anni e quattro traslochi dopo lo rappezzerai amorevolmente con lo scotch perché l’hai riletto tante volte che cade a pezzi,

Quella canzone che senti per radio, in macchina con tuo padre, e pensi chissà chi è, ed è il gruppo musicale che ti accompagnerà per tutta l’adolescenza e oltre, e dopo quella canzone le tue orecchie non saranno le stesse mai più.

Il tuo capo che ti hanno appena presentato, e pensi bah, tanto è un lavoretto per tirar su due soldi all’università, e neanche sul subito memorizzi il nome, e invece quel tipo te lo sposerai e ci farai un’Infanta, ma della prima volta che ci hai parlato non hai memoria, altro che immagine rallentata e chitarre acustiche sotto.

Le amiche che ripeschi su facebook dopo anni (tu che diffidi ferocemente di facebook), quelle incontrate sul blog (tu cheguardi i blog, incluso il tuo, con sospetto), quelle conosciute in rete (tu che nella vita offline ci metti secoli a dire ciao).

O, mammescamente, Wondermary che ti dice _sai cosa? Secondo me è ora che le togli il pannolo, all’Infanta. E tu vai a casa, togli il pannolo e bon, finito il grande momento spannolinamento sui cui hai gli incubi da mesi.

Dov’è il camion nascosto dietro l’angolo con l’orchesta sinfonica sopra? Dove sono quelli che avrebbero dovuto fare capire a Seavessi oh ciccia, da qui in poi si cambia?

Nisba?

Allora Seavessi fa da sola:


domenica scorsa maritoNP ha tolto il ciuccio all’Infanta.

Da allora il ciuccio non è mai più stato nominato nè tantomeno richiesto.
Basta risvegli notturni che s’è perso il ciuccio.
Basta cerca il cuiccio alle tre di notte piglialo lavalo disinfettalo.
Basta rumore notturno di Infanta ciucciante che Seavessi ci restava sveglia per ore.
Basta dare la caccia al ciuccesco assortimento prima di nanna, che di tre ciucci morire se riuscivamo mai a trovarne uno.


E se per voi questo non è cambiare vita…

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Già che ci siamo

Seavessi ci gode indegnamente quando nell’openspeis regna il silenzio, quando ci sono i giorni tipo oggi in cui mezzo mondo è in vacanza e l’altra metà se ne può stare un po’ in pace, quando perfino il blogmondo è tranquillo e ovattato.

Un po’ come quando si gira in macchina in città di notte o nelle prime ore del mattino, quando ci sono poche macchine e ci si può guardare intorno, e vedere angoli nuovi.

Quindi oggi Seavessi fa vacanza, se ne approfitta e mette un bel post di pensieri sparsi

stasera si parte per il mare

le previsioni sono orribili

chi se ne frega

devo ancora fare le borse

domani facciamo colazione in spiaggia, tutti e tre. Oppoffarbacco, tutti e tre!!!

chi sa se per domani la smetto di avere in testa In my place, è un delirio

finalmente, ho finito il Libro Peso

peccato, ho finito il Libro Peso

da domani per un po’ solo mapponi di fantascienza, ho bisogno di qualche bell’alieno rilassante.

ho scoperto una funzione fantastica del mio Cellulare Sfigato: ha la simulazione di chiamata, con possibilità di timer. E’ un Cellulare Sfigato ma ha guadagnato un sacco di punti!!!!

usti, fra due WE si sposa ZiaDolce

brava Ziadolce, sarete felici.

sarà capace l’Infanta a portare i fiori senza mettersi a correre per la navata urlando _è tutto necessalioooooooooo?

ieri l’Infanta ha dichiarato _quando si pposa ZiaDolce io pòlto anche il Mioluca. Così ci pposiamo anche noi, già che ci siamo.

Ottimizziamo gente, ottimizziamo.






ah, un PS: ragazze, sulla fiducia, abbracciamo tutte fortissimo la Tina, che comincia una nuova avventura?

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Ciao Vittorio.

Stamattina Seavessi voleva scrivere un post pieno di cuoricini, su come ieri l’Infanta sia andata ai giardinetti con l’asilo e per tutto il tempo si sia tenuta per manina con il MioLuca.

Però stamattina ha aperto Repubblica.it e le è passata la voglia.

Ciao Vittorio.

Restiamo umani.

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Sepensassi alla scuola

Questo post partecipa alla giornata di blogging sulla scuola italiana.



Seavessi voleva scrivere un bel papiro pieno di colte citazioni – ok, va bene, le citazioni magari no eh che non sono il mio forte – e di dotte ragione per cui Seavessi pensa che la scuola pubblica sia meglio della privata.

Ma Seavessi ha scoperto che le vengono meglio gli elenchi, per cui:


10 cose che Seavessi pensa sulla Scuola Italiana

  • Seavessi è andata sia in scuole pubbliche che in scuole private. Le private erano indubbiamente più belle, comode e attrezzate, nelle pubbliche ha imparato più cose e meglio.
  • Seavessi è una bieca tradizionalista che ritiene che a scuola bisogna imparare a leggere, scrivere e far di conto e magari ecco, il corso di lingua piemontese (alle elementari)  lo lasciamo perdere e facciamo un’ora in più di matematica. Per questa ragione Seavessi pensa che bisognerebbe fare un passo indietro e smettere di caricare le maestre di strambi programmi di utilità dubbia, e lasciare che facciano il loro lavoro in pace. Pazienza se il pargolo arriva in prima media e non dice cerea, l’importante è che non dica se avrebbi.
  • Seavessi ha amato moltissimo anche la scuola privata dove sono andate lei e Ziabella. Ancora oggi quando vede in giro le sue suorine si sdilinquisce.
  • NonnoG e NonnaG, però, hanno potuto scegliere e hanno scelto (e pagato) per quella scuola privata. Quando Seavessi ha cercato di iscrivere l’Infanta al nido comunale della Piccola Città, l’impiegata le ha praticamente riso in faccia perché Seavessi è residente nel Paesino, ahahah signora io la domanda gliela faccio ma non ci speri.  L’Infanta è andata al nido privato e Seavessi per due anni ha pagato l’equivalente di un discreto mutuo. Si è comunque trovata benissimo, ma NON E’ STATA UNA SUA SCELTA.
  • Quanto sopra è sbagliato, per così tanti motivi che altro che un elenco in 10 punti.
  • La scuola elementare è di un’importanza inimmaginabile. Chi si perde lì si trova già alle medie a rincorrere, e certe cose non le imparerà più, non le introietterà nel modo profondo possibile in età da elementari. Bisognerebbe buttarci dentro un pozzo di soldi, e benedire ogni singolo euro speso per le scuole elementari.
  • Mica son tutte rose e fiori. Anche Seavessi ha avuto maestre e professori che ecco, magari se facevano qualcosa d’altro di se stessi era meglio, per loro e per un sacco di ragazzi. Ci deve essere da qualche parte un qualche intelligentone in grado di inventarsi un modo per valutare anche gli insegnanti, troviamolo e poi facciamo come dice lui. Gli insegnanti – quelli veri –  han solo da guadagnarci.
  • La scuola del Paesino ha finestre enormi che danno sulla campagna aperta. Seavessi ricorda certe giornate d’inverno in cui guardava fuori e vedeva i mulinelli di fiocchi di neve, e lei e gli altri bambini aspettavano di uscire per andare a fare gli angeli di neve nel cortile.
  • Domenica sera Seavessi si è trovata in casa, a tradimento, due compagni di asilo Infanteschi, un bimbo cinese e una bimba indiana. Avrebbe voluto fotografarli tanto erano belli, e tanto giocavano bene insieme pur parlando tre lingue diverse. Seavessi avrebbe voluto andare a prendere le maestre e baciarle in fronte, anche se la stanno facendo dannare per recuperare 10 bottoni di colori diversi.
  • Seavessi non vede l’ora che l’Infanta guardi la neve dalle finestre della scuola.

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Sconclusioni

Ragazze, grazie di cuore.

Seavessi si è sentita tenuta stretta e abbracciata e consolata, e vorrebbe mandare un abbraccio speciale a Dabo, Liz e Moon che sabato le hanno fatto compagnia – che per quanto Seavessi abbia spedito il marito al lavoro al grido di _cosa vuoi fare, stare qui a tenermi la manina? Beh, per quanto, Seavessi ne aveva bisogno.

Ma è tutto a posto. Seavessi ieri e anche stamattina guardava la fiancata disfatta della macchina e ringraziava il cielo e si sentiva la donna più fortunata dell’universo, chè l’unico danno se l’è fatto da sola, acciaccandosi le spalle quando ha cercato di buttarsi sul sedile dietro per sganciare l’Infanta dimenticandosi di avere ancora la cintura allacciata (grazie Signore grazie, per i seggiolini e le cinture).

Dopo il fattaccio Seavessi e l’Infanta sono state recuperate e portate a casa da ZiaBella, mentre MaritoNP non si sa come ha riportato a casa la macchina.

ZiaBella ha letto Harry Potter (che per quanto non contenga le citazioni che Seavessi cerca di appiccicarci, contiene comunque numerose perle di saggezza), e vedendo il colore di Seavessi e dell’Infanta le ha prontamente imbottite di cioccolata.

Poi le ha trascinate a fare shopping selvaggio, e Seavessi dopo aver speso una cifra assurda per vestire l’Infanta per il matrimonio di ZiaDolce si è decisamente sentita meglio.

Il pomeriggio è stato un po’ lungo e pesante, ma alla sera MaritoNP è arrivato a casa tipo Babbo Natale con un bel po’ di libri nuovi per Seavessi, due Wodehouse (Seavessi ha un debole per la serie di Jeeves), e un bassotto Polillo.



Ma siccome Seavessi non ha il minimo sindacale di sale in zucca normalmente distribuito alla nascita, ieri pomeriggio ha pensato bene di attaccare La bellezza e l’inferno che stava lì da un po’ a guardarla male dallo scaffale.

Seavessi ha letto due pagine (due di numero) di introduzione e ha cominciato a piangere come un vitellino.

Seavessi, in coscienza, si sente di sconsigliare La bellezza e l’inferno come lettura consolatoria da dopo incidente.

O magari no, perché Seavessi ha pianto tutto quel che doveva piangere, e per quando si è svegliata l’Infanta era come nuova.

Boh, com’è sconclusionato questo post.
Scusate, sono un po’ stanca.

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Stiamo tutti bene

Questa mattina Seavessi ha caaricato in macchina l’Infanta e si sono avviate verso la Piccola Città, con in mente la spesa da fare e l’idea di un salto in libreria.
Però ad un incrocio un signore non ha rispettato (visto?) il segnale di stop, e le ha prese in pieno nella fiancata, grazie Signore e grazie Santa Pupa dal lato guidatore, mentre il seggiolino dell’Infanta è dall’altro.
Sbandamento, testacoda, prato, airbag, fumo, oddio non riesco ad aprire la portiera, no, eecco scendo dall’altra parte, Infanta scendi prsto scendi.

Seavessi e l’Infanta si sono ritrovate sedute per terra abbracciate e consolate dal terrorizzato e desolato tamponatore e da due ragazzi di una provvidenziale officina vicino all’incrocio – che è in aperta campagna.

Stiamo tutti bene.

Da questa mattina Seavessi l’ha detto e ripetuto:
all’Infanta, di continuo, perché si è spaventata quando e solo quando Seavessi non è riuscita ad aprire la portiera e ha cominciato a strillare come una scema.
al tamponatore
ai ragazzi dell’officina, che hanno rifornito le due tamponate di caffè e caramelle
a MaritoNP
a Ziabella accorsa in salvataggio
a NonnoG
a NonnaG
al tizio dell’assicurazione online
a MaritoNP, again
alla povera Dabo che mi sa che si è accorta che Seavessi non era proprio lucidissima

Stiamo tutti bene.

Ma a Seavessi viene tanto da vomitare.

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Mumbe mumble

Friday morning, nell’openspeis si schiatta di caldo.

Seavessi è un po’ agitata, questo WE (single mode naturalmente), deve affrontare un suo piccolo, privato, grazioso demone personale; deve dire a una persona che no, in effetti non se la sente di prendere un certo impegno, e non ha altre scuse se non che non se la sente di portare via tempo all’Infanta, a MaritoNP, alla casa e in definitiva anche a se stessa.

Seavessi non è brava a dire di no, e per quanto di scarsa importanza questa faccenda le sa un po’ di battesimo del fuoco. Vediamo se ce la fai a tenere il punto, dice la vocina della coscienza, anche quando verrà fuori il discorso _eeeeh  ma guarda che non ce l’hai mica solo tu un lavoro e una famiglia e degli impegni.

No, non ce li ha solo Seavessi, ma sta a Seavessi decidere come gestirsi e come impegnare se stessa in quanto risorsa condivisa.

Mmmh.  Mumbe mumble.

Ieri sera a Seavessi è successa una piccola cosa che l’ha fatta riflettere.

Ha ricevuto una telefonata graditissima e inaspettata, e ha realizzato quanto poco spesso le capiti di sentire la persona che l’ha chiamata.

E perché non la chiami tu?

Per paura di rompere, perché abbiamo tutti vite incasinate nel cui bilancio quei cinque minuti non sono indifferenti, per N ragioni fra cui una è che la persona dall’altra parte del telefono è una conoscenza nata in rete, e per una qualche ragione questo porta Seavessi a sentirsi invadente.

Seavessi in un lampo di lucidità, (per Seavessi un’esperienza rara e meravigliosa) si è resa conto che in definitiva questa persona avrebbe potuto incontrarla in vacanza, o sul lavoro, o dal panettiere che comprava due rosette e tre tartarughe, e in definitiva cosa sarebbe cambiato?
Così Seavessi ha scritto un sms che diceva più o meno senti possiamo passare alla fase in cui siamo due amiche che abitano lontano e ogni tanto si chiamano? E si è vista rispondere _eh ma avevo paura di rompere.



Seavessi deve decisamente rivedere qualcosa nel proprio rapporto col resto del mondo, il che per una sociopatica anaffettiva dichiarata è già un bel passo avanti.

Visto che Seavessi è un po’ agitata, le raccontate qualcosa? Quello che volete, come vivete voi le web-conoscenze, cosa fate per cena, che libro state leggendo. Giustappunto, Seavessi avrebbe voglia di un libro o di una film romantico (meglio il libro però), per chi l’ha letto un po’ sul genere _La moglie dell’uomo che viaggiava nel tempo.

Suggerite gente suggerite!

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