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Seavessi Sogna il Sud

Seavessi fa parte di una famiglia di cui è acclarata la presenza del paesucolo o immediate vicinanze a partire dal… circa ‘600. Seavessi non sta millantando altolocate ascendenze, semplicemente nessuno s’è mai smosso da lì.

Solida famiglia contadina senza grilli per la testa, che si spostava dalla cascina natìa solo in caso di alluvione e poi ancora.

Seavessi non ha parenti fuori dalla provincia, o meglio no, due cugine abitano nella provincia limitrofa, a quasi mezz’ora di macchina perché di mezzo c’è il fiume, in linea d’aria è molto molto meno.
In più trattasi di ascendenza radicatamente piemontese, con influenze presumibilmente celtiche. Che nei secoli ha amato i viaggi e le avventure più o meno quanto la pellagra o la malaria. In viaggio ci si andava quando qualcuno ti spediva in guerra.
Ciò fa sì che Seavessi, nel uso inconscio più profondo, nutra una piemontese fascinazione e allo stesso tempo diffidenza verso i luoghi “lontani”, quei posti strani dove c’è quel mare che anche di notte non si ferma mai. Seavessi non lo sa dire bene ma fa niente, tanto l’ha già detto l’immenso Paolo Conte in Genova per noi.

L’ascendenza celtica inoltre fa sì che Seavessi, se proprio proprio deve allontanarsi da casa, si trovi a suo agio in posti dove piove almeno una volta al giorno, dove ci sono nuvole abbastanza per tutti e dove possibilmente si possa girare con il maglioncino di cotone anche in piena estate. Per dire, Seavessi quando stava a Dublino stava un fiore.

Ma quando sogna, Seavessi sogna il sud.
E’ un sud fiabesco e generico, probabilmente inesistente. Un collage mentale di foto delle vacanze di amici, di racconti di miglioreamica delle vacanze in Puglia, di qualche immagine che ogni tanto le manda Gì, e sì, senza vergogna, anche dei libri di Camilleri, dei film di Salvatores.

Seavessi sogna di venti caldi, mare sotto il sole, un sole così diverso e più potente di quello che conosce lei. Sogna i profumi alieni di una terra che non conosce, perché a Seavessi quello che rimane impresso nei secoli  sono i profumi. Sogna colori forti e parlate allo stesso tempo note e ignote.



E fulmine di guerra che sei, prendere e andarci?

Seavessi ci prova ogni anno. Sogna un generico appartamento in mezzo al niente (come faccia un appartamento a essere in mezzo al niente non si sa, ma tanto è un sogno), ché per Seavessi la vicinanza di svaghi e divertimenti vacanzieri è decisamente un meno. Una spiaggia non troppo  lontana, il vento caldo e il caldo secco.

Ogni anno alla fine viene fuori che è troppo sbattimento, non conosciamo i posti, è lontano, partono dei giorni di ferie solo per il viaggio, l’Infanta c’ha un incarnato da principessa dei ghiacci cosa vuoi portarla ad arrostirsi? Si scotta che è un piacere già in Liguria, e MaritoNP se proprio proprio gli tocca partire preferisce l’Istria.
Seavessi ogni anno si arrende alle considerazioni pratiche, al buon senso a quella razionalità che non riesce a scollarsi di dosso, e di nascosto ascolta un cd di pizzica portato a casa da ZiaBella dopo una vacanza in Salento. 

E nel frattempo prepara le valigie per la montagna e laValle Piovosa, dove sa che starà bene e nessuno le toglierà il suo temporale quotidiano.
Ma Seavessi

Sogna

il Sud.

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