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#chiamaprotegge

Questo è un piccolo post molto molto serio, come raramente ne passano da queste parti.

Vorrebbe parlarvi, Seavessi, del tempismo dell’Infanta.

Per dire, l’Infanta era da poco passata al latte artificiale, tra le braccia di una Seavessi disperata che si sentiva l’unica cretina nell’universo creato a non saper allattare, che tutte le mamme avevano il latte MA LEI NO, ma l’Infanta se ne fregava, pancino pieno e finalmente belle nanne ristoratrici, quando scoppiò un caso di latte artificiale “avvelenato”, Seavessi non ne ricorda bene i dettagli ma solo che chiamava in lacrime il servizio clienti nestlè due o tre volte al giorno e con alcuni operatori era diventata parente.

Più o meno allo stesso modo in cui era passata al latte artificiale, cioè con grande serenità e con già la scandinava regale dignità caratteristica, l’Infanta si palesò in un piccolo nido privato della Piccola Città – nidi pubblici neanche a parlarne, l’impiegata era scoppiata a ridere di fronte alla domanda presentata ingenuamente da Seavessi.

La prima della famiglia, da parte di madre padre e parentado conosciuto, ad andare al nido. Nido che nell’inconscio collettivo della Seavessi famiglia si portava una patina di grigiume, di tristezza, di poverobambinochenonpuòstareacasaconlasuamamma e di cosal’haifattoafarepersmollarlopoiadeglisconosciuti.

Il nido vero, invece, non quello nella testa di Seavessi, era piccolo sì, ma bello, colorato, e dentro c’erano i giochi, i libri, le tate con i sorrisi allegri e le braccia dolci.

l’Infanta ci stava da pascià, quasi sapesse in anticipo che la sua avventura al nido, e quella della sorellina ancora solo nei pensieri di Seavessi, sarebbero state quanto di meglio si potesse immaginare, costellate di cose belle e persone ancora più belle.

Però l’Infanta aveva tempismo. Non erano passati troppi mesi, che scoppiò il caso dell’asilo Cip Ciop di Pistoia.

Seavessi due cose ricorda, che non ha mai voluto vedere quel video, e i visi al nido il mattino dopo, i giorni seguenti. Erano verdi. Verdi dal disgusto, dalla paura, dall’incertezza, dall’angoscia.

Verdi anche dall’imbarazzo di non sapere come affrontare un discorso del genere, perché quei fatti andavano troppo oltre la nostra capacità di essere lucide, perché è vero che certe cose capitano solo ai figli degli altri, ma se. E se quel pianto al mattino. E se quel mal di pancia strano. E se quel ritardo nel parlare rispetto al cuginetto.

Finché, un paio di giorni dopo, una tata, più verde e disgustata e coraggiosa delle altre, bloccò le mamme e disse ragazze, parliamone.

Parliamone.

Perché non c’era altra soluzione, se non parlarne, dirci tutto, toglierci le ombre dall’anima.

Sono passati cinque anni, e oggi siamo di nuovo qui con nella testa la notizia di un bambino che ha subito violenza.

Seavessi ha voluto raccontare la sua piccola piccola storia, per raccontarvi in realtà delle mamme, delle famiglie  di quei bambini con la loro vicenda che non avrebbe mai dovuto accadere. Sono mamme e famiglie che invece di raggomitolarsi su se stesse hanno deciso di aprirsi, e parlare, dare voce e sostegno a chi ne ha bisogno.

Oggi la loro associazione, La Via dei Colori (metto il link alla pagina fb perchè stanotte il sito è stato hackerato) , fa partire un evento dal titolo #chiamaprotegge.

lvdc

 

Trovate il post completo sul sito di Instamamme, che lo ospita a seguito dell’hackeraggio.

Seguivatelo, perché l’unica è parlarne.

 

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Boing



Come c’era da aspettarsi, come in effetti Seavessi si aspettava (e aspettava se stessa al varco), dopo settimane di mood fior di pesco sul ramo in boccio è arrivata l’atteso, temuto rimbalzo.

No, MaritoNP non ha fatto niente che non vada, c’è da dire che le cose con lui vanno – decisamente – meglio.

Ma complice il WE single-mode Seavessi oggi è un po’ in crisi.

Vorrebbe poter dire,  tanto la t-shirt con la scritta MAMMA DEGENERE già ce l’ha, che ieri pomeriggio quando ha sentito l’Infanta svegliarsi, e ha pensato ok adesso dobbiamo tirare sera e giocare e andare in bici e  colorare e vestire le bambole e svestire le bambole e controllare che gli squali non abbiano rovinato le piantine di basilico e cucinare e fare il bagnetto e poi se Dio vuole arriva a casa MaritoNP, ecco, a Seavessi è mancato un po’ il respiro.

Seavessi voleva solo restarsene al sole, in canottiera, a rileggere per la millemillesima volta It (che secondo il Seavessi pensiero è una delle più belle descrizioni dell’infanzia che mai siano state scritte).

Seavessi vorrebbe riordinare la cabina armadio.

Seavessi vorrebbe andare a sentire Vasco quest’estate.

Seavessi avrebbe voluto, ieri, incontrare Gì  e altre amiche a Torino ma ahimè, non era Infantescamente praticabile.

Seavessi vorrebbe tanto andare al Salone del Libro, ma l’unico giorno in cui potrebbe è il compleanno dell’Infanta.

Seavessi ultimamente ha ripreso a scrivere un po’ di cose, e ieri sera improvvisamente le sono sembrate tutte indistintamente sciocche e orribili – probabilmente lo sono, ma Seavessi si divertiva lo stesso.

Seavessi vorrebbe una mattina prendere il caffè e truccarsi con calma senza dover sindacare sull’ombretto che usa con un’Infanta che, a tre anni scarsi, mostra un senso del make up migliore del suo.


Seavessi si sta lamentando del brodo grasso.
Seavessi si concede una mattina di mugugno, poi la smette.

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l’Ufficio Vuoto

Oggi l’openspeis è silenzioso, i Seavessi colleghi, quasi tutti, sono a un qualche tipo di corso che Seavessi, nascondendosi dietro un ficus aziendale, è riuscita a evitare.



Ma che bello l‘openspeis silenzioso o quasi.

_Seavessi vieni che ci beviamo un tè?

_No aspè che sto leggendo Gramellini 

_Pronto? Sì, volevo avere informazioni su traghetti per la Sardegna…

_Stasera c’ho il colloquio con gli insegnanti, quella di italiano è completamente pazza.

_Seavessi vieni che ci beviamo un tè?

_Arrivo momento

_No, voglio che mi rimandi indietro il mio excel compilato!  No che non me lo compilo da sola, non ho i dati! Ma se me li devi mandare allora compila tu, no? Come cosa? IL FOGLIO EXCEL!

_Sai che s’è comprato una casa a Lampedusa?

_Ma non c’avevano già abbastanza problemi così?

_Seavessi, sto tè?

_Arrivo, leggo una mail e arrivo.

_Cosa faccio per cena?

_Ah non so, io ho il colloquio con gli insegnanti, mi merito almeno una pizza. E una birra. Grande.

_Ho caldo, vado in bagno a togliere le calze

_Seavessi vado da sola eh!

_Arrivo






Stamattina Seavessi ha raggiunto un piccolo traguardo privato: per la prima volta nella sua vita di sociopatica anaffettiva con evidenti problemi di gestione del contatto fisico (mix che per qualche misterioso motivo non ha mai incoraggiato le amiche a intavolare con Seavessi certi discorsi) – ecco per la prima volta Seavessi ha avuto (sta avendo) una sana, allegra, divertente e infinitamente leggera conversazione sul sesso con un’amica.

Oh, son scoperte eh!

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Stiamo meglio.

C’è il sole.
L’Infanta non ha più l’acetone e ha ricominciato a comandare a bacchetta ZiaBella.
la piglia di robbba da stirare è stata lentamente smantellata.
Pare che l’openspeis sia sopravvissuto egregiamente anche in assenza di Seavessi.

Stamattina NonnoBis ci ha tenuto una lezione su Come seminare il basilico dalla preistoria a oggi, con una breve monografia sulla malvvagità delle talpe, esseri infimi e infidi di acclarata origine demoniaca.

E meno male che non sa degli squali…

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Emozioni, istruzioni per l’uso.

Seavessi non è capace.

Può emozionarsi per un film, per un bel gol, per l’incipit di un libro, ma sono emozioni in qualche modo esterne. Le emozioni interne, quelle che le rimescolano il sangue, non le sa gestire quindi le ignora senza pietà.

In effetti, Seavessi non parla con se stessa da anni, e non sente particolarmente la propria mancanza.

Oltretutto di solito riesce a compensare benissimo la gioia di vivere metereopatica che la prende all’inizio della primavera con il fatto che in linea di massima l’estate e il caldo annunciati dalla primavera medesima le fanno schifo.

Quest’anno no.

Quest’anno Seavessi è in pieno rimescolìo, naviga a vista, sballottata da onde che non ricordava dall’adolescenza.

è possibile, ha un senso, ri-innamorarsi  così senza una ragione?

Seavessi se ne approfitta, che oggi è qui da sola a scrivere e probabilmente non c’è nessuno dall’altra parte a leggere, se ne approfitta per dire che c’è il sole, spuntano gli iris intorno al nanetto da giardino regalato da Ziabella e prontamente rinominato dall’Infanta Babbo Natale,



le bancarelle al mercato hanno tirato fuori i vestiti leggeri e colorati, c’è il vento e ha quasi il profumo del mare

e a Seavessi scoppia il cuore.

E’ bello? Sì, se non pensi a quanto fa paura.

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il piacere sottile della pioggia

Seavessi è sopravvissuta –non del tutto indenne – a un venerdì di pulizie intensive (Mrs Flylady santa subito) e a un WE di raffreddore e febbre suo, dell’Infanta e del resto della famiglia. 
Stamattina Seavessi ostenta una voce che sembra Marco Carta dopo una notte di piomba da tequila, e per questo motivo è stata diffidata da Wondermary dal parlare, perché non è proprio possibile cominciare la settimana ascoltando Seavessi che parla come Marco Carta.
Quindi Seavessi scrive – e diffida chi legge dall’immaginarsi quanto scrive letto con la voce di Marco Carta.

Seavessi nonostante il WE  buio e tempestoso continua con il suo mood primaverile, e nel WE ha preso alcune fondamentali decisioni.


  • Seavessi domenica pomeriggio ha pisolato, cosa che non faceva da almeno 10 anni se non in presenza di febbroni da minimo 39.5°. Seavessi ha amichevolmente mandato a ramengo la cucina da sistemare e i panni da stirare, e si è riposata. Si è riposata al punto che l’Infanta ci ha poi messo quasi un’ora per svegliarla, e ha approfittato della genitrice comatosa sul divano per mangiare un uovokindèl clandestino e rompere definitivamente i vecchi e amati occhiali rossi di Seavessi. Cosa c’entra col mood “sto rifiorendo come una foglia su un ramo”? C’entra che Seavessi sta, timidamente, provando il brivido di non avere tutto sotto controllo. Il lusso dell’imperfezione, la gloria del _sono stanca e mi riposo. E’ stato stranissimo.
  • Seavessi, rinfrancata dal pisolo, ha condotto una campagna senza esclusione di colpi contro il suo armadio, coadiuvata dal suo luogotenente l’Infanta che teneva il sacco della spassumièla (spassatùla + pattumièla). Ha buttato quasi tutte le felpe del ’93, i pantaloni sformati e le magliette macchiate con cui è usa paludarsi fra le mura domestiche, perché ha realizzato che la deprimono, e a breve investirà qualche decina di pleuri in abiti-da-casa nuovi e colorati. OOOOOOOOOOOOOOOOOh yes.
  • Seavessi ha giocato alle signòle e ha riappacificato le Bambole che litigavano tra loro.


Seavessi ha guardato l’Infanta che scrutava preoccupata fuori dalla finestra il giardino sotto la pioggia.

Infanta _mamma piove tanto…

Seavessi _sì amore, ma noi ce ne stiamo qui in casa al calduccio.

Infanta (visibilmente commossa) _gli squali si bàgnano… povelìni.

Seavessi incerta sul da farsi ha messo fuori un piattino di latte caldo per gli squali. 

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Altrove

Oggi Seavessi è in uno strano stato d’animo; ha smesso di essere semplicemente e brutalmente stanca, ma è distratta.

Ha la sensazione che la sua testa sia come una di quelle palline che fai una domanda, scuoti ed esce la risposta, solo che le sue risposte sono tutte sfasate.




I pensieri vengono a galla a caso, e subito ricadono in qualche profondità azzurra.

Stamattina l’Infanta aveva le prove della Recita

Speriamo che i vestiti vadano bene

Avrà freddo?

Cosa faccio per cena?

Ci sono delle vongole in freezer

Come vorrei andare in vacanza in Puglia l’estate prossima

Non sono mai stata in Puglia

Non sono mai stata al sud

Che invidia quelli che hanno i parenti al sud e li vanno a trovare

Come vorrei vedere quella via a Napoli dove vendono tutte le statuine per il presepe

Devo assolutamente aggiungere un po’ di lucine all’albero, è meno luccichino di quello del 
vicino di casa

Dove accidenti pesca i dati sta pivot del piffero?

Ho voglia di un caffè buono

MaritoNP non verrà alla Recita

E la novità sarebbe?

Devo finire quel report e chiamare la Romania

E se io una mattina non dico niente a nessuno, carico l’Infanta in macchina e la porto al mare?

Che voglia di vedere il mare.

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L’intrusa nel lettone

I fatti:

Fino a luglio, mese in cui la Seavessi-famiglia ha traslocato, l’Infanta dormiva nella stessa camera di Seavessi e MaritoNP, per l’ottima ragione pedagogica che non c’era un’altra camera dove metterla.
Dopo il trasloco, L’Infanta ha avuto la sua cameretta con tanto di lettino con sopra il cielo stellato (Santa Ikea), spazio per i giochi, poltapizàma in cui vive il Velme e armadio in cui vive la Solellina. Ogni  tanto a metà notte le capitava di presentarsi nel talamo genitoriale, ma di rado.
Da lunedì, primo giorno di materna, ogni notte l’Infanta si presenta nel lettone con due o tre orsipù di dimensioni variabili al seguito.
***Versione ufficiale (per l’uso con parenti, conoscenti, altre mamme non-amiche)***

Sai, so che non è propriamente corretto lasciarla dormire con noi, mi rendo conto che potrebbe diventare una pessima abitudine; ma questa settimana l’Infanta ha già vissuto un grosso cambiamento e se la sta cavando meglio di quanto ci aspettassimo, per questo motivo penso sia meglio aspettare che la bimba si ambienti correttamente all’asilo per successivamente intraprendere un appropriato percorso di disintossicazione dal lettone.

***Versione familiare (per l’uso con MaritoNP, Miglioreamica, WonderMary e altre colleghe)***

E cosa volete, da me, il sangue? Mi alzo alle 7.00 che mi sembra di essere andata a letto un quarto d’ora prima, non dormo per il male al collo da stress, lavoro, siamo in chiusura di trimestre, lavo pulisco cucino faccio biscotti riempio interi fogli di letterine perché oltretutto l’Infanta ha le manie di pregrafìa, ma secondo voi quando alle 3 di notte la piccola intrusa si infila subdolamente nel lettone io dovrei riprendere conoscenza (che già lì si fan le 7 di mattina),  estirparla dal lettone, riportarla ululante in camera sua e discuterci 40 minuti con calma e amorevolezza? E poi se mi avanzano 5 minuti cosa vi serve d’altro, la pace nel mondo?

***Versione al buio, guardando l’Infanta che dorme.***

Infanta, come sei bella. Come sei grande.
Come sei diventata grande, troppo in fretta, fino a riempire il grembiulino dell’azilo, fino a raccontarmi le fiabe e fino a decidere che le scarpe viola coi lustrini sono belle e quelle blu che piacciono a Seavessi no, fanno schifo.
Come mi stai scappando via in fretta, e io vorrei tenerti ancora in braccio come quando sei nata, e allo stesso tempo ti guardo correre via sapendo che ti capiterà di cadere.
Infanta, è stato chiaro fin quasi da subito, che delle due quella forte sei tu, che attraversi tutte le tue grandi avventure ridendo e piangendo e rialzandoti se inciampi, testa alta e sguardo avanti alla prossima scoperta.
Io invece mi struggo e mi contorco, ogni passo pensando se ho fatto bene se ho fatto male se sto andando dalla parte giusta (o se invece sto facendo un errore madornale che ti spingerà come al solito a voler fare la soubrette da grande).
Per cui, Infanta, anche se questa cosa è educativamente discutibile, anche se è cvontro le regole sia del co-sleeping che dello sleeping-ognuno per i fatti suoi, anche se domani mi chiederò se tutto ciò è sbagliato, questa notte stiamo ancora così vicine, abbracciami ancora nel sonno.

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6 (+6) cose

che possono rendere il giovedì mattina di Seavessi urfido o allegro

1.       Svegliarsi ancora inviperita con MaritoNP per una discussione di ieri sera
2.      Scoprire  che lo shampoo preferito alla violetta-che-profuma-tutto-il-giorno è finito
3.      Fissare con odio il cumulo di roba da stirare che, infame, non accenna minimamente a stirarsi da solo
4.      Accorgersi che piove, di nuovo
5.      L’Infanta che fa gli occhioni e dice _mamma mi polti tu all’azilo velo? con già la lacrimuccia pronta.
6.      E’ solo giovedì
1-      Prendere il caffè e decidere che prenderne una seconda tazza è un’ottima idea, la disintossicazione da caffeina magari la cominciamo lunedì prossimo
2-     Decidere che nonostante il bilancio del mese sia un po’ stretto, ecco magari un piccolo piccolo ordine sul sito di Lush ci sta comunque
3-     Avere un’illuminazione _ecco stasera per cena faccio questo e quest’altro, e non doverci più pensare per tutto il giorno
4-     Ricevere una chiamata dalla mamma che vuole solo sapere come stai
5-     Portare l’Infanta all’asilo… ehm azilo, vederla correre verso i nuovi amichetti di 6 nazionalità diverse, e solo a quel punto girarsi indietro e ricordarsi che deve fare la sceneggiata merolesca, che dura un paio di minuti e si vede che è fatta proprio solo per timbrare il cartellino.
6-     E’ già giovedì

    Se qualcuno passa di qui, mi dite le vostre?

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