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… e i pirati.

_famiglia, famiglia!!! Venne infine marzo pazzerello che spunta il sole e apri l’ombrello, che c’è la fiera di San Giuseppe dove comprerò piantine aromatiche destinate a una triste e lenta agonia, che si esce con la giacca leggera e ci si prende un coccolone come ridere! Famiglia, sii lieta, è ora di pensare alle vacanze!

_Seavessi, se serve a schiodarti dall’umore tetro e fastidioso che porti a spasso prenotiamo anche quelle dei prossimi 5 anni. Dove andiamo?

_MaritoNP sono tre mesi che l’Infanta disegna l’albergo dove eravamo lo scorso anno, siamo stati bene, che dici, torniamo lì?

_uhm, mah, tu scrivigli.

scrivscrivscriv

_mmmh. Però. E se cambiassimo meta?

_sì sì papà evviva, che bellissime idee che hai, andiamo in un posto nuovo, evviva!!!

_eh, vero Infanta? Andiamo in un posto nuovo, è la mamma che non cambierebbe mai!

_sì uffa mamma, CAMBIAMO!!!!

_eh. E dove volete andare?

_(trionfali, guardando la coniuge/genitrice con aria di festosa aspettativa) NON LO SAPPIAMO!

_Ah ecco. (ci prova) tentiamo il Sud?

_ah… mah… bah… lontano… non conosciamo… ad agosto fa caldooohhhh… non si toccahhhh….

_MaritoNP che hai bellamente caricato di aspettative una seienne innocente ma che si ricorderà ogni tua parola nei secoli dei secoli e poi ancora un po’. Davvero ti aspetti che IO trovi un posto non troppo a nord e non troppo a sud e non troppo caldo ad agosto ma al mare e con l’acqua bella ma che si tocca? Ti ricordi che IO sono quella che per mesi ha creduto che Casoria fosse in provincia di Bergamo? Ti ricordi che le mie conoscenze geografiche sono all’incirca VICINO – LONTANO – CI VA L’AEREO – CI ABITA CHIARA – CI CRESCONO LE ARANCE?

-Ah… la fai lunga… andiamo… toh, nelle Marche, o in Abruzzo.

_No, la risposta giusta era Non preoccuparti amore, penserò io con grande spirito organizzativo a far quadrare tempi aspettative e budget risibile.

_Oh, andiamo, in queste cose SEI PIU’ BRAVA TU! Suvvia, digita, gugola, imaila e trova un posto con la spiaggia inclusa.

_Spiaggia inclusa.

_E acqua bassa, che si tocchi. Bandiera blu.

_Mamma però con la sabbia, da fare i castelli. E il letto a castello, mi raccomando!

_e vicina al mare che non ci sia da fare i chilometri per andare a pranzo.

_eh, e possibilmente a otto stelle e con Barbieri in cucina e che costi come un campeggio. Revoluciòn te cosa ci vuoi nella vacanza?

_(alzando il naso da Giulio Coniglio e il Pipistrello) io voglio I PIRATI.

_… e i pirati.

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Riordinare i cassetti

Fino al trasloco, cioè un po’ più di un anno fa, Seavessi aveva idee piuttosto adolescenziali riguardo ai ricordi, agli oggetti che era indispensabile conservare perché altrimenti una particolare giornata, o sensazione, sarebbe andata perduta nel tempo come lacrime nella pioggia (sì, ricomincio con le citazioni ma per evitare figure da cioccolataia non scrivo di chi sono).

Dal trasloco in poi, Seavessi ha acquisito il gusto delle superfici sgombre e delle stanze semivuote, e così mentre i suoi coinquilini erano a prendere il fresco in montagna s’è data senza ritegno al voluttuoso passatempo di scegliere un cassetto a caso, svuotarlo brutalmente sul tavolo di cucina e buttare l’80% del contenuto, sentendosi infinitamente soddisfatta e appagata davanti al cumulo di rumenta eliminato.

Oltretutto si avvicina l’autunno, tempo di nuovi inizi e buoni propositi (altro che gennaio), e Seavessi cerca di riordinare anche qualche cassetto mentale.
Stamattina, sgusciando clandestina fuori di casa mentre MaritoNP e l’Infanta (finalmente tornati all’ovile) erano ancora nel primo sonno, Seavessi cercava di dirimere una questione così stupida che da tre anni le avvelena le estati. In effetti Seavessi è bravissima a farsi avvelenare la vita da problemi idioti.

Le Vacanze.

Non è mica normale sentirsi così sollevati perché sono finite, eppure Seavessi al solo pensiero che queste sono le ultime valigie che svuoterà si sente meglio. 



Seavessi stamattina ascoltando Un gelato al limon in macchina ha avuto l’illuminazione che forse in parte il motivo di questa disaffezione è che da quando è nata l’Infanta non ha più fatto una vacanza, anche solo di una settimana alla Pensione MariaLuisa a BorgoSfigato, ma vacanza in un posto nuovo, in una squallidissima pensioncina magari, ma in cui non ci fosse da preoccuparsi di spesa pranzo cena e riordino.

Per carità, è vero, è lamentarsi del brodo grasso. Ma è anche un problema di priorità. Seavessi ha notato famiglie amiche, più o meno con lo stesso reddito e le stesse idiosincrasie della sua, che però alla vacanza non rinunciano.

Per un momento Seavessi ha fatto ciò che le viene più naturale, cioè ha dato la colpa a MaritoNP, che ogni anno dice _eeeeh l’anno prossimo però facciamo almeno una settimana via, e ogni anno quando è ora di informarsi e prenotare si dilegua come nebbia al sole.

Poi però Seavessi ha realizzato che con tutto quello che riesce a infilare nel tempo libero che non ha la ricerca della Pensione MariaLuisa a BorgoSfigato sarebbe stata uno scherzo. La realtà è che Seavessi è stata nuovamente bloccata dalla subdola, orrida Vocina.

Vocina che ogni anno le sibila all’orecchio _eeeehhhhh ma sei vizzzzziata…. vai a spendere ssssoldi per una cosa futileeeeehhh…. quando potresti metterli via per le emergenze non so cadesssssse un meteorite sul garageeeee…  ssssussù metti via quel catalogo…. in vacanzzzzza ci puoi andare un’altra volta…. magari dopo che l’Infanta s’è laureata che mari tocca pagarle l’Erasmusssssss…. metti via….

Seavessi ha però il fondato dubbio che dopo la laurea dell’Infanta ci saranno sempre e comunque altre priorità, altre possibili e improbabili emergenze a cui sacrificare le vacanze, per dire, ma più genericamente l’estetista, la ricostruzione delle unghie, la domenica fuori, la cena con MaritoNP, quel vestito così carino ma ahimè ci va un mezzo stipendio.

Seavessi crede che, senza promettere (permettere) a se stessa colpi di testa che non sono nella sua tavolozza, sia ora di ridefinire un attimo il suo rapporto con la (presunta) futilità.

E magari di andare a farsi una piega, che non fa male.

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Ubiquità

Eh beh.

Capita.

Le ferie finiscono, il dovere chiama, l’ufficio aspetta.

Seavessi ieri a quest’ora stava leggendo Repubblica al bar della spiaggia davanti a un cappuccino, con vista mare + Infanta sugli scivoli, e oggi è qui che è viva e lotta con voi.

‘nzomma, viva, si fa per dire neh.

L’Infanta ha allegramente ignorato la sua costernata genitrice per la bellezza di tre settimane. Si svegliava e schivava l’abbraccio materno al grido di _voglio papàààààààààà (a scelta, voglio NonnaG, voglio ZiaBella, voglio il Moroso, voglio in ogni caso chiunque meno la mamma).
Seavessi incassa, accusa il colpo e magonando un po’ cerca conforto fra le pagine di Vanity.

Ovviamente, quando stamattina Seavessi si è alzata, vestita e preparata con passo da pantera rosa mentre i due coinquilini se la dormivano beati, l’Infanta ha intercettato lo scricchiolio della materna ciabatta, si è svegliata e ha messo su una scenata che avrebbe fatto onore alla migliore tradizione neomelodica napoletana, aggrappandosi ai pantaolini di Seavessi e ululando _io voglio te, mamma stai qua con me, non ci lasciare qui da soli (lei, MaritoNP, NonnoG e il gatto).

Seavessi, che ha problemi morali a stare a casa quando ha la febbre, ha dovuto farsi forza per non chiamare il gine niueig dichiarando che le erano spuntate le antenne e quindi doveva assolutamente essere messa in anticipata.

Seavessi è arrivata in ufficio con l’umore di un tacchino sotto Natale. Che già per quanto a una piaccia il proprio lavoro è improbabile che le piaccia più che non stare in spiaggia in panciolle a leggere Vargas, figuriamoci con un battesimo del fuoco così.

Anyway.

Ora Seavessi sbriga un paio di rognette lavorative poi si concede un giro per la rete, e vediamo di portare a casa questa giornata.

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Back home

Seavessi non brilla per materna autostima; per molti versi fa come J. all’inizio di Tre Uomini in Barca, quando legge l’elenco delle malattie sull’Enciclopedia Britannica e si convince di averle tutte.

Seavessi sente vagamente parlare di un qualche tipo di errore, svista, misunderstanding  genitoriale e oplà che si convince di averlo commesso, probabilmente nella sua forma più grave e virale.

Tutti tranne uno. 
Seavessi ha ben presente, e ce l’ha sempre avuto, che l’Infanta è altro da sè.

Se c’è un rischio che Seavessi non corre, è quello di credere che in qualche modo l’Infanta sia una sua propria estensione; è dal momento che un’ostetrica le ha lanciato in braccio quella pupa, sopravvalutando il suo istinto materno largamente in fieri e i suoi riflessi spinalizzati, è da quel momento che Seavessi ha chiaro nella mente il concetto che quella robetta sotto la cuffia rosa è una persona nuova, misteriosa, estranea e interessante.

per questo Seavessi si stranisce ogni volta nel riconoscere nella figlia momenti così indiscutibilmente suoi che quasi la infastidiscono – qualcuno ha detto che i figli sono specchi.

Fatto sta che sabato sera, mentre Seavessi e MaritoNP erano convinti di aver fatto il proprio parentale dovere e si erano spèupazzati ore e ore di aprchetto e gonfiabili e visite al maneggio per salutare il cavallo Zenzero con le treccine, ecco in quel momento l’Infanta è scoppiata a piangere.

_Mammapapà, io voglio andare a casa, voglio la mia cameretta e la mia bici, sono stufa di montagna.

Seavessi ha sentito inarrestabile salirle il magone , ha guardato MaritoNP con i lacrimoni e ha detto 
_anche io.

maritoNP le ha guardate perplesso e ha ricominciato a strologare le probabilità che #2 sia maschio.

Fatto sta che la Seavessi famiglia ha ripultio per bene, chiuso casa ed è tronata all’ovile. 
Seavessi e l’Infanta si aggirano felici in mezzo alle loro cose e alle loro abitudini.
maritoNP e NonnoG sorridono e capiscono.

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5 Domande

no, non le 10 di Repubblica che ormai ci metterei la sua bella croce sopra… 5 domande che Seavessi si è posta in questi giorni di parchetto e gonfiabili.

  • O tu mamma di vezzosa cinquenne di bianco (e firmato) vestita, che tuuuuuuuuutti i giorni che Dio manda in terra le urli dietro di non sporcarsi e di non andare sullo scivolo che ha la gonna e _non è igienico, ce la puoi fare a spendere 10 euri al mercato in uno scrauso completino maglietta e braghette? che così viviamo tutti più felici?
  • Posto che la Seavessi famiglia fa colazione tutti i giorni nello stesso bar e prende sempre le stesse cose, per quale misterioso motivo (scontrini alla mano) non paga mai la stessa cifra?
  • O famigliola dal forte accento milanese che probabilmente di cognome fa Brambilla, quale ragione inquietante vi ha spinto a chiamare i pargoli TobiaS e AndreaS, e soprattutto cosa vi spinge a rimproverare gli altri bambini che si sbagliano e dicono Tobia e Andrea? Ma sarà colpa loro che a voi piacciono le S?
  • Perché se c’è una nonna in vena di raccontare che una volta qui era tutta campagna e i treni arrivavano in orario, è sicuro come l’oro che sarà la vicina di panchina di Seavessi?
  • Perché tu, mamma che vieni al parchetto con un carico di vettovaglie che sembra che devi rifornire un rifugio antiatomico, guardi male Seavessi rea di avere dietro solo un bicchiere vuoto agevolmente riempibile alla fontanella? C’è una legge che impone che dopo tre giri sullo scivolo il pargolo necessita di succo + brioche anche se sono le sette di sera e si cena fra 20 minuti?

e per chiudere con una perla Infantesca:

nonnaacaso _e tu Infanta poi vai al mare? e fai il bagnetto?

Infanta (con aria saggia) _speliamo che non ci siano gli qquali.

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Se Sognassi

Che strane, strane vacanze.
Sabato scorso è arrivato MaritoNP a dare il cambio a NonnoG nel babysitteraggio (congiunto) di Seavessi e dell’Infanta.

Seavessi cerca disperatamente di godersi questi pochi giorni di vita a tre, e non ci riesce. Sfiora la nascolessia, crolla addormentata al tramonto e si sveglia decisamente, decisamente dopo l’alba, si addormenta in macchina, al parchetto, quando l’Infanta fa il pisolo.

MaritoNP per fortuna sorride e sopporta, sapendo che le nottate a ballare la samba  con #2 non le farà lui.

E Seavessi fa sogni pazzeschi, forse causa ormoni, chissà; sogna le amiche lontane e le loro storie, sogna i personaggi dei libri e ci fa lunghe conversazioni, sogna inquietanti inseguimenti fra i boschi e sogna #2 già grande.

Seavessi sogna sogni vividi, pensado alla storiella zen del monaco che aveva sognato di essere una farfalla, e una volta sveglio non sapeva più se era un monaco che aveva sognato di essere una farfalla o una farfalla che sognava di essere un monaco.

Sì, ok, la smetto, Seavessi sogna anche Salvo Montalbano, altro che monaco zen. Ma la storiella ci stava benissimo.

Nella Valle Piovosa, fra l’inquietudine degli indigeni e dei villeggianti storici, non piove da quasi due giorni e mezzo. Praticamente siamo in piena siccità, le pozzanghere nel parchetto sono ai minimi termini e la vasca della sabbia è quasi asciutta.

Se continuerà anche domani probabilmente verrà dichiarato lo stato di emergenza, e degli addetti comunali ripristineranno il primevo pantano.

Altre nius, beh, la sapete la cosa di quel paesello negli USA dove fanno le presidenziali un pochino prima e chi vince lì vince sempre anche le elezioni? Qui nella Valle Piovosa il giornalaio di X fazione politica da giorni pianta continuamente rissa (e Seavessi fa in modo di essere presente e medita di vendere i biglietti) con i clienti di Y fazione politica, che sulla carta sarebbero suoi amiconi e alleati. 

Gli analisti (vecchietti con giornale, o meglio ancora umarell) scuotono la testa.

Seavessi durante uno di questi dibattiti ha sentito un tizio che ululava di _essere dotto (sic), e di non accettare lezioni da nessuno. Argomento? Biglietti dell’ATM. 
Seavessi si chiede da giorni come si faccia a diventare dotti di biglietti del tram, se ci son dei corsi apposta, e in ogni caso si sente pure lei dotta di macchie di pennarello.

Voi di cosa siete dotte?


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Antropologia da parchetto (part one)

Indovinate cosa fa nella Valle Piovosa?
Piove?
naaaaah. Banale.
Diluvia?
Buuuuuh, scontato!
Oggi per esempio c’è il temporale, con tanto di tuonui e fulmini. Trattasi però di temporale tipico della Valle Piovosa, che probabilmente durerà fino a domani.
Però stamattina c’era un bel sole, e Sevessi e l’lnfanta si sono fiondate al parchetto.
Ora, Seavessi non è una mamma da parchetto; prima cosa non c’è tutta sta dovizia di parchetti nel Paesino, secondo non ha tutto sto tempo per portarci l’Infanta.
E’ quindi con una certa qual curiosità antropologica che Seavessi affronta scivoli infidi e giostrine variamente basculanti. In generale, il parchetto inquieta un po’ Seavessi che ci vede un erbario di comportamenti deviati piuttosto notevole.
Seavessi è in effetti un po’ traumatizzata da due esemplari si spera rari e in via d’estinzione osservati questa mattina. La NonnaStrega e il NonnoCoach. Seavessi non ce l’ha coi nonni in modo particolare, viva i nonni, ma nella Valle piovosa l’80% della popolazione è sotto i 5 o sopra i 70 quindi non c’è molta scelta.
La NonnaStrega è vestita firmata mutande comprese, no, non si vedono ma ci giurerei. Preferibilmente ha i pantaloni bianco ottico, il che nel parchetto della Valle Piovosa dove per attarversare le pozzanghere tirano i ponti tibetani è l’ideale.
Ovviamente la NonnaStrega non vuole sporcarsi e gira larghissimo dalle giostrine, e si siede solo sulla panchetta dopo averla ripulita col fazzoletto. Di solito ha una nipote femmina, fra i 7 e i 9 anni, carina, con gli occhiali, normalissima.
La NonnaStrega ha due passatempi, quando non importuna le vicine di panchetta che cercano di non guardare l’Infanta che si inerpica sul quadro svedese:
1) urla alla nipote di non andare lì che si sporca e non andare là che è pericoloso, e non andare su che ci sono i maschi (?) e non andare giù che _tanto non sei capaaaaaaceeeeeee sei imbranaaataaaaaaaaaa
2) quando finalmente la nipote è ferma immobile in mezzo al parchetto, che tanto non può fare niente di niente del tutto, la NonnaStrega attacca a urlare _eccccooooo vedi quella bimba lì com’è brava che sale sulla corda a testa in giù, vedi Pierino che figo che va sugli scivoli alti, vedi Caterina com’è magraaaaaaaaaaa che riesce a salire sulla pertica e tu nooooo
La nipotina povera abbozza e pensa a orribili vendette da mettere in pratica non appena sarà adolescente. 
Seavessi pensa alla povera mamma che magari passa l’anno a cercare di inculcare alla prole un minimo di autostima e si vede il lavoro rovinato da cotanta arpia. 
Seavessi è pronta a fornire alla mamma, qualora legga queste righe, qualunque tipo di alibi o sostegno morale o materiale ella abbisogni per il nonnicidio.
Siamo andati lunghi e fra poco si sveglia l’Infanta, del NonnoCoach parleremo la prossima volta.

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Singin’in the rain

Singin cosa?

singin’, convulsamente, la canzoncina degli Aristogatti, ultimo blockbuster di casa Seavessi, con grande gioia di Seavessi medesima che quel film lo adora.

Qui nella Valle Piovosa ci sono 19 gradi. In casa.
21 dopo aver acceso la stufa.
Fuori nessuno ha il coraggio di provare, ma stamattina, per dire, Seavessi ha comprato all’Infanta un paio di pantaloni di pile.

Non piove neanche troppo, cioè, ha quasi smesso, per ora. NonnoG è sul balcone che sonnecchia con tre coperte addosso, Seavessi sta aspettando che il tè al limone si raffreddi un po’ – ma non troppo.

Seavessi e l’Infanta dormono quelle 15-16 ore al giorno, senza sogni e senza pensieri, e non hanno più le occhiaie, nessuna delle due.

#2 si è risolto a più miti consigli, e Seavessi s’ingozza di bistecca ai ferri. Solo quello, esclusivamente quello, una fetta di pomodoro le rimane sulla coscienza per tutto il pomeriggio. Va bene lo stesso, #2, ne riparliamo quando chiedi il motorino.

Stamattina l’Infanta, paludata in una mantellina di gomma, è saltata dentro ogni singola pozzanghera della Valle piovosa.

Seavessi non l’ha sgridata, potendo l’avrebbe fatto anche lei.


Che bene che si sta.

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Seavessi Sogna il Sud

Seavessi fa parte di una famiglia di cui è acclarata la presenza del paesucolo o immediate vicinanze a partire dal… circa ‘600. Seavessi non sta millantando altolocate ascendenze, semplicemente nessuno s’è mai smosso da lì.

Solida famiglia contadina senza grilli per la testa, che si spostava dalla cascina natìa solo in caso di alluvione e poi ancora.

Seavessi non ha parenti fuori dalla provincia, o meglio no, due cugine abitano nella provincia limitrofa, a quasi mezz’ora di macchina perché di mezzo c’è il fiume, in linea d’aria è molto molto meno.
In più trattasi di ascendenza radicatamente piemontese, con influenze presumibilmente celtiche. Che nei secoli ha amato i viaggi e le avventure più o meno quanto la pellagra o la malaria. In viaggio ci si andava quando qualcuno ti spediva in guerra.
Ciò fa sì che Seavessi, nel uso inconscio più profondo, nutra una piemontese fascinazione e allo stesso tempo diffidenza verso i luoghi “lontani”, quei posti strani dove c’è quel mare che anche di notte non si ferma mai. Seavessi non lo sa dire bene ma fa niente, tanto l’ha già detto l’immenso Paolo Conte in Genova per noi.

L’ascendenza celtica inoltre fa sì che Seavessi, se proprio proprio deve allontanarsi da casa, si trovi a suo agio in posti dove piove almeno una volta al giorno, dove ci sono nuvole abbastanza per tutti e dove possibilmente si possa girare con il maglioncino di cotone anche in piena estate. Per dire, Seavessi quando stava a Dublino stava un fiore.

Ma quando sogna, Seavessi sogna il sud.
E’ un sud fiabesco e generico, probabilmente inesistente. Un collage mentale di foto delle vacanze di amici, di racconti di miglioreamica delle vacanze in Puglia, di qualche immagine che ogni tanto le manda Gì, e sì, senza vergogna, anche dei libri di Camilleri, dei film di Salvatores.

Seavessi sogna di venti caldi, mare sotto il sole, un sole così diverso e più potente di quello che conosce lei. Sogna i profumi alieni di una terra che non conosce, perché a Seavessi quello che rimane impresso nei secoli  sono i profumi. Sogna colori forti e parlate allo stesso tempo note e ignote.



E fulmine di guerra che sei, prendere e andarci?

Seavessi ci prova ogni anno. Sogna un generico appartamento in mezzo al niente (come faccia un appartamento a essere in mezzo al niente non si sa, ma tanto è un sogno), ché per Seavessi la vicinanza di svaghi e divertimenti vacanzieri è decisamente un meno. Una spiaggia non troppo  lontana, il vento caldo e il caldo secco.

Ogni anno alla fine viene fuori che è troppo sbattimento, non conosciamo i posti, è lontano, partono dei giorni di ferie solo per il viaggio, l’Infanta c’ha un incarnato da principessa dei ghiacci cosa vuoi portarla ad arrostirsi? Si scotta che è un piacere già in Liguria, e MaritoNP se proprio proprio gli tocca partire preferisce l’Istria.
Seavessi ogni anno si arrende alle considerazioni pratiche, al buon senso a quella razionalità che non riesce a scollarsi di dosso, e di nascosto ascolta un cd di pizzica portato a casa da ZiaBella dopo una vacanza in Salento. 

E nel frattempo prepara le valigie per la montagna e laValle Piovosa, dove sa che starà bene e nessuno le toglierà il suo temporale quotidiano.
Ma Seavessi

Sogna

il Sud.

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